
Sguardi d’Irpinia
Continuiamo la nostra serie sul quarantennale del terremoto in Campania e Basilicata con un omaggio all’Irpinia di oggi, negli scatti di Sandro Montefusco. Paesaggi, luoghi e persone, oltre il terremoto e la memoria.

Continuiamo la nostra serie sul quarantennale del terremoto in Campania e Basilicata con un omaggio all’Irpinia di oggi, negli scatti di Sandro Montefusco. Paesaggi, luoghi e persone, oltre il terremoto e la memoria.

Il 23 novembre di quarant’anni fa uno spaventoso terremoto colpì la Campania e la Basilicata. Continuiamo la serie di approfondimenti su quell’evento ospitando una riflessione di Stefano Ventura, autore di “Storia di una ricostruzione. L’Irpinia dopo il terremoto”, recentemente uscito per Rubbettino editore.

Sul finire degli anni Ottanta capitava di accompagnare mia madre abbascio i prefabbricati, dove si trovavano le casette emergenziali – i prefabbricati, appunto – che ospitavano delle famiglie assistite dopo il terremoto del 23 novembre 1980 che aveva colpito l’Irpinia, compreso Monteforte Irpino, dove sono cresciuto.

Il 23 novembre ricorrerà il quarantesimo anniversario del terremoto che colpì Campania e Basilicata nel 1980 (2914 morti, 8800 feriti). Sismografie dedicherà, a partire da questo articolo*, uno spazio a questo anniversario con una serie di riflessioni e approfondimenti. L’anniversario da cifra tonda è secondo noi l’occasione per riportare l’attenzione su una serie di studi e ricerche che hanno indagato questi quarant’anni di eventi nel campo delle scienze sociali.

Le testimonianze raccolte appartengono ad un tracciato spontaneo che ha visto coinvolte Amatrice, Arquata del Tronto, Norcia, Camerino. Nel rispetto dei silenzi, in un itinerario cadenzato entro pochi giorni, si sono rese evidenti le riflessioni di chi, durante l’incontro, ha desiderato affermare la propria condizione senza forzature e richieste. Attraverso lo sguardo della Gestalt, definibile sostanzialmente come “terapia dell’ovvio”, si lavora sull’ascolto di ciò che spontaneamente emerge dal territorio o dal singolo. Nel Counseling, ovvero nella relazione d’aiuto, l’ascolto che si organizza in un metodo non è già più ascolto. Non si può parlare qui di interviste ma di ascolto profondo o ascolto attivo.

In un racconto originale del 1998, lo scrittore di fantascienza Geoffrey A. Landis ripercorre l’esperienza enigmatica di Wolf, un’intelligenza artificiale scagliata da un’equipe di ricerca verso Virgo, un buco nero distante 57 anni luce dalla terra[1].