
L’arte del viaggio
Fra architettura, editoria e fotografia. Incontro con Giovanna Silva

È da poco stato pubblicato il primo dei tre volumi che compongono il Lessico del cinema italiano (Mimesis). Il Lessico, articolato in 21 lemmi, propone un discorso nuovo sulla tradizione cinematografica italiana basato sul rapporto tra forme di rappresentazione e forme di vita.

La fotografia, fin dalla sua nascita, ha avuto la velleità di ordinare il mondo, di catalogarlo per tipologie, in modo da poter circoscrivere ogni cosa all’interno di un sicuro recinto di definizioni.

Pubblichiamo un estratto del saggio di Alice Cati sul penultimo film di Joshua Oppenheimer The Act of Killing. Il saggio di Cati fa parte del numero 23, “Azione”, della rivista «Fata Morgana. Quadrimestrale di cinema e visioni».
Il presente si rivolge al passato, un rifugio rassicurante, mentre il futuro non riserva altro che crisi e incertezza perenne. Alcune riflessioni sulla temporalità tra corpi e fotografia di moda.

La Casa Usher ha pubblicato la traduzione di Opacité de la peinture, importante raccolta di scritti del grande studioso francese Louis Marin (1931-1992) dedicati, come recita il sottotitolo, al tema della rappresentazione nella pittura quattrocentesca.

Il concetto che vorrei esprimere è molto semplice: la fotografia non può essere uno strumento al servizio del vero. Non può esserlo per sua natura, anche se i quasi due secoli che ci separano dalla sua nascita sono stati floridi di tentativi, volti ad assegnarle una posizione di primo piano nell’olimpo degli strumenti capaci restituire certezze.

Presentiamo qui, per la prima volta sottotitolato in italiano, il video “Tracce Liquide”, prodotto all’interno del progetto Oceanografia Forense del Centre for Research Architecture (Goldsmiths, Università di Londra).

L’attenzione nei confronti della corrida è stata spesso viziata da uno sguardo parziale, da una propensione costante alla dimensione etica o alla relazione tra matador e animale, escludendo tutto il resto. Matteo Meschiari, antropologo del paesaggio e della contemporaneità, osserva e descrive non solo ciò che accade nel ruedo ma guarda anche al pubblico, terzo attore della corrida, soggetto plurale carico di umori, corpo collettivo che riempie uno spazio dove la narrazione prende forma.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sul numero 19 di Fata Morgana. Quadrimestrale di cinema e visioni, dedicato al concetto di “credito”.