migranti

La strada delle immagini che migrano

Andrea Segre su Mare Chiuso Registrazione dell’intervento di Andrea Segre dopo la proiezione del suo documentario Mare Chiuso (2012), girato insieme a Stefano Liberti. L’incontro con Segre è stato il primo di due appuntamenti dedicati ai temi sviluppati all’interno del Focus  ASYLUM.

Andrea Segre e Stefano Liberti – Mare Chiuso

Venerdì 23 Marzo alle 17.00, la Sala Cinema della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena ospiterà Andrea Segre per l’anteprima del suo nuovo documentario Mare Chiuso, girato insieme a Stefano Liberti. I due registi hanno incontrato i profughi etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia. Nel documentario sono loro a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono loro a descrivere esattamente cosa è accaduto su quelle navi. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall’Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell’opinione pubblica italiana, ma per le quali l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.   Andrea Segre ha conseguito un dottorato di ricerca in Sociologia della comunicazione ed è un regista che da anni fa interagire gli strumenti dell’etnografia con il linguaggio cinematografico per raccontare i popoli e le […]

Diari di campo: Resilienze: percorsi femminili ...

Capita a volte che io vada in qualche scuola media superiore per partecipare ad incontri sui temi del diritto d’asilo e dei rifugiati. I ragazzi mi dicono che per loro un rifugiato è una persona che scappa dalla guerra, o un uomo che è stato perseguitato per le sue idee politiche. La persona che di solito mi accompagna e porta la sua testimonianza di rifugiato è il più delle volte un ragazzo che, appunto, è scappato da una guerra o da una persecuzione dovuta alle sue idee politiche. Raramente ho una donna a fianco, e raramente i ragazzi mi citano esempi di donne fuggite per matrimoni forzati o perché attiviste in movimenti politici. Anche i media hanno questa tendenza a considerare il rifugiato come uomo: l’immaginario comune vuole e pretende che la persona in fuga e bisognosa di protezione sia esclusivamente di sesso maschile. Sebbene la percentuale di donne rifugiate presenti in Italia sia inferiore rispetto a quella degli uomini (circa il 10% del totale nell’ultimo trimestre del 2011), ciò non toglie che questa percentuale nasconda un valore assoluto ben preciso di donne che fuggono dal loro paese, con problematiche molto differenti da quelle degli uomini. E non dobbiamo dimenticare […]

A due anni dalle arance macchiate di sangue di ...

Torniamo  all’inizio del 2010 quando dopo 3 giorni di violenti riots, la situazione di sfruttamento lavorativo ed abitativo dei 2000 lavoratori immigrati residenti a Rosarno, nel sud dell’Italia, ha conquistato l’attenzione dei maggiori canali dell’opinione pubblica nazionale ed europea, per offrire una riflessione sistematica di come il diritto di asilo sia limitato, su scala nazionale, non soltanto da leggi e procedure, ma anche dai reticoli dell’illegalità nel mondo del lavoro.

L’aritmetica del sistema accoglienza Italia

Il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (SPRAR) è strutturalmente sottodimensionato: i 3.000 posti in accoglienza ogni 6 mesi, sparsi in tutta Italia, sono infatti assolutamente insufficienti a far fronte alle necessità reali.

Shun Li e il poeta, fra la laguna e il cielo

Note su Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre di Stefano Jacoviello In cosa consiste la poesia? Trovare corrispondenze inattese fra le salienze del mondo che diventano rime, ritmi; inventare armonie, che a quel mondo danno un volto nuovo. È ciò che fa Bepi “il poeta” istriano con le parole di una lingua non sua: l’italiano o il chioggiotto. È ciò che fa Lian, ragazza cinese dall’occupazione misteriosa, eseguendo i movimenti del Qi gong davanti alle onde di un mare Adriatico dal volto quotidiano. È ciò che Shun Li cerca di ritrovare, posando sul pelo dell’acqua lumi di carta a forma di fiore che, con il loro baluginare, illuminano la notte di una vita cacciata nell’interiorità dalla segregazione. È ciò che fa Andrea Segre, seguendo il percorso di quel lumino sulla superficie quieta della laguna, e spiccando da lì un movimento di camera improvviso che rima con la campata di un ponte e rivela immediatamente le risonanze fra le vite di chi oggi abita la provincia italiana. Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre, dimostra che queste risonanze, alla base della poesia, permettono di indagare la realtà ancor meglio di ciò che per genere – ovvero […]

Note su Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre

Shun Li e il poeta, fra la laguna e il cielo. In cosa consiste la poesia? Trovare corrispondenze inattese fra le salienze del mondo che diventano rime, ritmi; inventare armonie, che a quel mondo danno un volto nuovo. È ciò che fa Bepi “il poeta” istriano con le parole di una lingua non sua: l’italiano o il chioggiotto. È ciò che fa Lian, ragazza cinese dall’occupazione misteriosa, eseguendo i movimenti del Qi gong davanti alle onde di un mare Adriatico dal volto quotidiano. È ciò che Shun Li cerca di ritrovare, posando sul pelo dell’acqua lumi di carta a forma di fiore che, con il loro baluginare, illuminano la notte di una vita cacciata nell’interiorità dalla segregazione. È ciò che fa Andrea Segre, seguendo il percorso di quel lumino sulla superficie quieta della laguna, e spiccando da lì un movimento di camera improvviso che rima con la campata di un ponte e rivela immediatamente le risonanze fra le vite di chi oggi abita la provincia italiana. Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre, dimostra che queste risonanze, alla base della poesia, permettono di indagare la realtà ancor meglio di ciò che per genere – ovvero per un’idea socialmente […]

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