Andrea Segre e Stefano Liberti – Mare Chiuso

Venerdì 23 Marzo alle 17.00, la Sala Cinema della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena ospiterà Andrea Segre per l’anteprima del suo nuovo documentario Mare Chiuso, girato insieme a Stefano Liberti. I due registi hanno incontrato i profughi etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia. Nel documentario sono loro a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono loro a descrivere esattamente cosa è accaduto su quelle navi. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall’Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione.

Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell’opinione pubblica italiana, ma per le quali l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.

Andrea Segre ha conseguito un dottorato di ricerca in Sociologia della comunicazione ed è un regista che da anni fa interagire gli strumenti dell’etnografia con il linguaggio cinematografico per raccontare i popoli e le culture “marginali”. È tra i membri di ZaLab, associazione culturale con sede a Roma e a Barcellona, che realizza laboratori di video partecipativo e produce documentari.

In questi anni si sono susseguiti gli incontri e le collaborazioni con Segre. Nell’ottobre del 2009 l’Associazione Level Five – Centro Studi Marco Dinoi aveva presentato, presso il complesso museale Santa Maria della Scala di Siena, il suo film Come un uomo sulla terra(2009), documentario sulle testimonianze e le memorie dei migranti fuggiti dalle coste libiche, realizzato insieme al regista etiope Dagmawi Yimer e a Riccardo Biadene. Nel 2010, Segre è stato ospite del seminario Il lavoro culturale. Lo sguardo delle scienze umane sul presente con Il sangue verde, un documentario sui raccoglitori di arance a Rosarno [1]. Nel dicembre 2011, in occasione dell’uscita del suo primo lungometraggio di finzione Io sono Li Stefano Jacoviello ha dedicato un’appassionata riflessione sulle strategie di “scrittura del reale” attuate dal film.

L’anteprima di Mare Chiuso rientra in ASYLUM, il ciclo di due appuntamenti che il lavoro culturale dedica al diritto d’asilo. Venerdì 4 aprile Andrea Ravenda presenterà, insieme a Tommaso Sbriccoli, il suo libro Alì fuori dalla legge. Migrazione, biopolitica e stato di eccezione in Italia (Ombre Corte, 2011).

Note

[1] Qui potete riascoltare il suo intervento. Qui, invece, trovate un’intervista sul documentario.

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