Flavio Pintarelli

Semiologo dilettante, spettatore ostinato, saggista crossmediale, teorico poststrutturalista.
I giorni della nepente recensione

L’autoscontro delle vite che siamo. Recen...

I giorni della nepente. Una storia tossica è il primo romanzo dello scrittore umbro Matteo Pascoletti. Una narrazione che svela i meccanismi con cui lo Spettacolo dà forma alla tragedia su cui collassano le vite di quattro personaggi qualsiasi.   La distanza che passa tra l’informazione e la letteratura si misura nella dimensione del raccontare, quando questo prende il sopravvento sulla mera registrazione degli eventi. I giorni della nepente. Una storia tossica (effequ), romanzo d’esordio di Matteo Pascoletti, mette in scena tra le sue pagine esattamente questa distanza. Da una parte c’è l’informazione o, meglio, lo Spettacolo, incarnato dalla voce monocorde del coro. Un’idra fatta di parole che suonano identiche, anche quando a pronunciarle sono voci e istanze enunciative così distanti l’una dall’altra da apparire inconciliabili. Fanno parte del coro i giornalisti e i giornali, i pubblici ministeri e gli avvocati, i blogger e i commentari dei siti web, la vox populi dei bar e delle fermate degli autobus. Un tappeto sonoro, un rumore di fondo che s’aggrega intorno all’omicidio di Lorenzo Gherardi. Sbandato ed eroinomane, Lorenzo è il ritratto del tossico par excellence. Passa le sue giornate volteggiando nei paraggi di un distributore automatico di sigarette, con la frase «checc’hai […]

Lo scacco di al Qaeda

Dopo l’attacco alla redazione parigina di Charlie Hebdo in pochi, tra i media, hanno dato risalto alla rivendicazione dell’attentato diffusa dal ramo yemenita di al Qaeda. Ma quel documento è importante per capire origini e orizzonti della violenza fondamentalista.

Politiche della Memoria Gianiakin, Ricci Lucchi

Fare in modo che l’immagine non passi olt...

Politiche della memoria raccoglie gli interventi intorno alla questione del rapporto tra immagine, archivio e documento dei registi, dei documentaristi e degli artisti visivi che hanno partecipato a un ciclo di conferenze alla NABA di Milano tra il 2009 e il 2013. Politiche della memoria, che ruolo hanno nel mondo d’oggi? Che forma ha oggi la memoria e come viene concepita? In una cultura ormai pienamente digitale la memoria sembra essere diventata capacità di stoccaggio dell’informazione da una parte e capacità di calcolo per il recupero dell’informazione dall’altra. In entrambi i casi la memoria è invisibile: concretamente invisibile nelle forme dei data center che ne costituiscono l’infrastruttura fisica, alchemicamente invisibile nelle forme dei sofisticati algoritmi che presiedono alla presentazione delle informazioni. Nell’epoca dell’accessibilità totale l’atto di memoria è diventato tanto immediato quanto volatile. La nostra capacità di ricordare è sempre più trasferita e delegata alle protesi cognitive e percettive che ormai ci circondano e ci connettono all’intelligenza globale e collettiva delle reti. Cosa rischiamo di perdere in questo panorama ad alta velocità e immediatezza? Politiche della Memoria, il volume curato da Elisabetta Galasso e Marco Scotini e pubblicato nella collana Labirinti dai tipi di Derive Approdi, ragiona proprio intorno a questa domanda. […]

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Intervista a Jean Baptiste Malet: “En Ama...

Jean Baptiste Malet è un giovane giornalista francese che si è fatto assumere in un magazzino Amazon nel periodo prenatalizio. Da questa sua esperienza è nato “En Amazonie”, reportage che racconta le condizioni di lavoro negli impianti della multinazionale americana. Lo abbiamo intervistato in occasione di Più Libri Più Liberi.

Per un diritto al paesaggio e alla città: le Pi...

A metà tra saggio, inchiesta e pamphlet Le pietre e il popolo di Tomaso Montanari riflette sull’usura del valore civile del nostro patrimonio e sulle cause che l’hanno determinata. Un viaggio a tratti lugubre nell’ideologia del marketing culturale che domina il nostro Paese.

Sociale, digitale: intervista a Bertram Niessen...

Nell’ultima parte della conversazione con Bertram Niessen a proposito del volume “Sociale, digitale. Trasformazione della cultura e delle reti” da lui curato per Doppiozero affrontiamo alcuni temi legati all’importanza della divulgazione e del contatto tra saperi e pratiche nella cultura digitale.

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