femminismo

Ripartire da casa

Una recensione di Anna Simone a Ripartire da casa. Lavori e reti dallo spazio domestico (Franco Angeli, 2014) di Sandra Burchi.

«Io, per ora, distillo»

Breve recensione del “Piccolo dizionario dell’inuguaglianza femminile”, opera incompleta di Alice Ceresa uscita postuma per Nottetempo (2007), a cura di Tatiana Crivelli e con una postfazione di Jaqueline Risset.

Visioni e impronte nel presente: su Madreferro ...

di Vincenzo Idone Cassone   «ma forse la guarigione può iniziare soltanto quando ci saremo lasciati alle spalle il mito della madre. Perché noi siamo vittime non tanto dei nostri genitori, quanto dell’ideologia del genitore; non tanto del potere fatale della madre, quanto della teoria che le attribuisce quel potere fatale» James Hillman «vi sono momenti in cui c’è bisogno dell’aiuto dei morti» Robert Pogue Harrison   Le due citazioni che aprono Madreferro (Perdisa editore, 2012) di Laura Liberale situano le coordinate fondamentali della riflessione del romanzo, che vorrei ora ripercorrere: in particolare, quell’intreccio inestricabile che fonda e oppone l’individuo e la specie attraverso i temi della sanità, dell’appartenenza, dell’aiuto e del fato. Ma (come in un rito) compiamo un passo alla volta: Madreferro racconta (in prima persona e semi-autobiograficamente) del ritorno di una scrittrice/ricercatrice al paese in cui è cresciuta, Fabrica, nel Canavese, apparentemente in ricerca di studio e ispirazione, ma (già nella prima visita alla prozia) segnato da un percorso a ritroso nella memoria di sé e delle donne della sua famiglia, della storia di un paese che intanto vive l’immigrazione cinese con sempre maggiore timore; processo che disvelerà quanto di ctonio e nottifero le eredità personali e comunitarie possiedono ancora. Ma […]

Diari di campo: Resilienze: percorsi femminili ...

Capita a volte che io vada in qualche scuola media superiore per partecipare ad incontri sui temi del diritto d’asilo e dei rifugiati. I ragazzi mi dicono che per loro un rifugiato è una persona che scappa dalla guerra, o un uomo che è stato perseguitato per le sue idee politiche. La persona che di solito mi accompagna e porta la sua testimonianza di rifugiato è il più delle volte un ragazzo che, appunto, è scappato da una guerra o da una persecuzione dovuta alle sue idee politiche. Raramente ho una donna a fianco, e raramente i ragazzi mi citano esempi di donne fuggite per matrimoni forzati o perché attiviste in movimenti politici. Anche i media hanno questa tendenza a considerare il rifugiato come uomo: l’immaginario comune vuole e pretende che la persona in fuga e bisognosa di protezione sia esclusivamente di sesso maschile. Sebbene la percentuale di donne rifugiate presenti in Italia sia inferiore rispetto a quella degli uomini (circa il 10% del totale nell’ultimo trimestre del 2011), ciò non toglie che questa percentuale nasconda un valore assoluto ben preciso di donne che fuggono dal loro paese, con problematiche molto differenti da quelle degli uomini. E non dobbiamo dimenticare […]

Femminismi egemonici e potere delle donne. Dopo...

di Carolina Vesce Fare dell’Italia un paese per donne: questo il leitmotiv che ha chiamato a raccolta le duemila partecipanti al meeting senese di “Se non ora quando”. Duemila donne, ma forse meno, che abbandonate le inverosimilmente piene buste della spesa e le pesanti casse d’acqua riprese dalle telecamera di Cristina Comencini, hanno deciso di “mollare tutto e venire a Siena” lo scorso week-end. La retorica un po’ troppo vittimista della Comencini, regista e protagonista dell’incontro senese di SNOQ, ha fatto breccia nel cuore delle neo, o forse post-femministe, che non vedevano l’ora di applaudire (ma anche un po’ contestare) la Camusso, la Turco, la Bindi, la Buongiorno. Duemila donne, ma a tratti molte meno, raccolte nel prato di Sant’Agostino per parlare di lavoro, maternità, corpi, che riunite sotto la bandiera del trasversalismo rinunciano a parlare di precarietà, scelta, desiderio. Duemila donne che riescono a “conquistare” l’attenzione dei media mainstream, salendo alla ribalta del discorso pubblico, invadendo le principali testate nazionali grazie ad un molto-politically-correct discorso sull’impegno ritrovato dalle donne per le donne. Alla faccia di chi in questi anni ha parlato e praticato forme altre di relazione tra donne e tra i generi. Duemila donne a cui sta bene […]

Il secondo tempo di SNOQ

di Alessandra Molinero e Martina Tarasco Siena, 9 e 10 luglio Che cos’è Se Non Ora Quando? Non è la continuazione o la ripresa esplicita del vecchio femminismo, ma piuttosto un movimento eterogeneo che si autodefinisce esplicitamente “trasversale, popolare”. Una trasversalità prismatica che unisce (e appiattisce) nella differenza di genere tutte le altre differenze: le donne dei partiti come le “donne normali”, le conosciute promotrici romane come le donne di tutti gli altri comitati, le donne di destra come quelle di sinistra, le femministe storiche (quelle che, nonostante le diffidenze, hanno partecipato) come le donne che non si sono mai occupate di questi temi. Le protagoniste delle due giornate sono state le donne sconosciute dei comitati (molto apprezzabile il fatto che a moderare e presentare la prima lunga giornata di sabato siano state le donne del comitato senese, infaticabili organizzatrici delle due giornate, e non i volti conosciuti della scena romana) che si alternano ad altre associazioni e singole donne. I temi proposti dal comitato promotore, rivendicazioni che riguardano più che altro lo stato sociale e forse per questo largamente condivisibili, sono quelli del corpo delle donne, tanto esibito nelle pubblicità e così poco presente negli spazi pubblici; il lavoro […]

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