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Pratiche di resistenza e teoria dei media.
Pratiche di resistenza e teoria dei media.
Riprendiamoci il Valle [Pubblichiamo il comunicato stampa presentato dagli occupanti nel corso della conferenza di martedì 5 luglio] www.teatrovalleoccupato.it Il 14 giugno un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello Spettacolo, cinema/teatro/danza, artisti/tecnici/operatori, hanno occupato il Teatro Valle per salvarlo da un futuro incerto e da un bando pubblico che lo affiderebbe a un privato. Gli occupanti hanno lanciato un appello firmato da oltre 8000 persone. Cittadini, artisti, addetti ai lavori, operatori, personalità della cultura italiana e internazionale, hanno partecipato alla vita del Teatro Valle, che si è affermato come spazio dal forte valore simbolico a livello nazionale, luogo di condivisione di idee ed esperienze, elaborazione di pensiero politico e critico, secondo una scelta di cittadinanza attiva. Dal confronto nato nelle assemblee di queste settimane è emerso chiaramente che il Teatro Valle deve rimanere pubblico, ed essere riconosciuto e tutelato come un bene comune, con un diritto soggettivo ed un finanziamento dedicato alla gestione delle attività, nelle forme giuridiche di ente o di fondazione. Circa la sua vocazione artistica si è affermata l’idea di creare un centro dedicato alla drammaturgia italiana e contemporanea. Nel 150° dell’Unità d’Italia è fondamentale la nascita di un teatro dedicato alla scrittura teatrale, attento alla formazione […]
Riprendiamoci il Valle 1. Il Teatro Valle è diventato immediatamente il simbolo della cultura bene comune. È un concetto intuitivo come l’acqua, ma – a differenza dell’acqua – forse si spiega meno facilmente. Per la verità, a proposito dell’acqua bene comune, Adam Smith, il padre dell’economia politica classica, partiva da un paradosso. “L’acqua è l’elemento di maggiore utilità, ma insieme quello che non vale niente”. Nell’acqua cioè si mostra la differenza tra valore d’uso e valore di scambio. E insieme si spiega che qualcosa va sottratto al mercato, per evitare che si trasformi in un elemento distruttivo. 2. A proposito della cultura, si ricanta in questi giorni una vecchia canzone, che risale addirittura al ministro dadaista di Bettino Craxi, Gianni De Michelis: la cultura petrolio d’Italia. Chissà cosa ne avrebbe pensato Pier Paolo Pasolini, che aveva intitolato Petrolio il suo ultimo romanzo sul potere democristiano nelle sue connessioni economico sessuali criminali… L’ultimo a intonarla è stato Luca Cordero di Montezemolo, concludendo assieme al Ministro Galan un convegno di Italia futura. In questa canzone, la cultura viene associata al turismo, ed (ovviamente) agli interventi dei “mecenati” privati in funzione salvifica… Insomma, al Ministro Tremonti ed alla sua frase “con la cultura […]

Riprendiamoci il Valle da Roma Ventidue giorni fa il sipario del Teatro Valle di Roma si è affacciato sulla strada che gli passa attorno e non si è più ritratto. Il 14 giugno un centinaio di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo hanno occupato il più antico teatro romano per opporsi al rischio della privatizzazione dello stabile dando vita a un incredibile spazio di riflessioni sulla politica culturale di questo paese, che non si è ancora chiuso. In seguito ai tagli previsti dall’ultima finanziaria, con il decreto legge n.78 del 31 maggio 2010, l’Ente Teatrale Italiano è stato soppresso. In fase di transizione i suoi compiti sono stati affidati al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ed in particolare alla Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo. Nel corso delle settimane, come tentativo di risposta all’occupazione, il Comune di Roma ha assicurato che la gestione del Teatro sarebbe stata affidata a Roma Capitale e che si sarebbe potuto aprire un tavolo di trattative con gli occupanti per la sua direzione. Ma l’invito è stato declinato. Gli occupanti hanno deciso di non rispondere a una proposta nata sull’emergenza e che mirava, senza alcuna garanzia, alla momentanea risoluzione del problema. Hanno […]
di Vincenzo Idone Cassone Il 23 giugno, in occasione di Vdf 2011 è andato in scena Sonno, della compagnia Opera (di Vincenzo Schino), premio Lia Lapini 2010. Nel titolo come nell’opera corrono sotterraneamente due riprese fondamentali del suo messaggio e immaginario: da una parte i Caprichos di Goya (su tutti, il primato intellettuale de Il sonno della ragione genera mostri; ma sono i ritratti dello spagnolo ad aver condizionato la mano di Pierluca Cetera, autore delle tele); dall’altra il mondo sconvolto dal caos di Macbeth, mondo in cui, distrutto l’ordine naturale, il sonno non è più possibile. Tutti questi riferimenti, alcuni espliciti altri meno, puntellano e cospargono il testo di piccoli rimandi e illusioni che sembrano confondersi e non mirare ad una struttura e ad una storia precisa; così come l’opera più che uno sviluppo narrativo sembra puntare sul percorso emozionale e sull’impatto, anche feroce, che le immagini e i suoni procurano nello spettatore. Come al solito, pienone; una quarantina di persone. Mi sono chiesto quanta gente, prima dello spettacolo, avrebbe voluto vederlo e non ha potuto. Quante persone lo avrebbero apprezzato o compreso più di me. Quante non sono volute venire volontariamente e quante non sono state raggiunte dalla […]
di Marco Bersani [In vista dell’Assemblea nazionale dei movimenti per l’acqua che si terrà a Roma sabato 2 e domenica 3 luglio pubblichiamo, su gentile concessione dell’autore, questo articolo apparso venerdi 1 luglio sul sito di Attac Italia. Il programma dell’assemblea nazionale è consultabile su www.acquabenecomune.org] Sono passate non più di due settimane dalla straordinaria vittoria referendaria sull’acqua e l’apparato politico istituzionale sembra essersi dimenticato la portata storica dell’evento. Così come con scarsa attenzione fu rilevato il record di raccolta firme – 1,4 milioni – ottenuto lo scorso anno dai movimenti per l’acqua nel più totale silenzio mass-mediatico (salvo poi scoprire lo “straordinario” ribaltone alle recenti elezioni amministrative), oggi l’insieme dei poteri forti economici e politici sembra accomunato da un unico obiettivo : negare, rimuovere, depotenziare. Quasi nessuno – salvo qualche opinionista illuminato come Ilvo Diamanti – sembra essersi accorto che, con i due sì della maggioranza assoluta del popolo italiano, si sia di fatto sancita, per la prima volta dopo decenni, la sconfitta con voto democratico e popolare delle politiche liberiste nel loro complesso e si sia affermata una fortissima istanza di democrazia diretta e di nuova partecipazione sociale. Certo, per chi da sempre è abituato alla manipolazione della […]