scuola

Appello per la scuola primaria statale “G. Lodi...

Pubblichiamo la testimonianza dell’insegnante della scuola primaria di Crevalcore (Bo), colpita dallo sciame sismico che ha recentemente interessato il Nord Italia. Si tratta di una testimonianza emblematica, infatti la metafora del sisma, metafora che il lavoro culturale ha già utilizzato per gettare uno sguardo sulle dinamiche del potere nella contemporaneità, attraverso l’esperienza traumatica del terremoto de L’Aquila in “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma”, racconta nei suoi accenti più crudi quello che sta succedendo alla scuola pubblica italiana: strutture fatiscenti che richiedono una messa in sicurezza immediata, la sovraresponsabilizzazione degli insegnanti a fronte di uno Stato assente, la competizione tra “poveri” che ministero e parti sociali contribuiscono ad alimentare tra precari storici e contrattisti di ultima generazione, il ruolo cruciale che la scuola gioca per la sopravvivenza del territorio. Come ha già messo in luce Naomi Klein in “Shock economy”, un terremoto è sempre una buona occasione per fare tabula rasa della rete di resistenza locali (fondate sulla cooperazione, sulla relazione tra scuola e territorio) per sostituirvi una rete di strutture private, finalizzate a disciplinare il territorio post sismico con il valore neoliberista dell’autoimprenditorialità. Mi chiamo Chiara e sono un’insegnante precaria di scuola primaria. Quattro anni fa […]

Contro-Sguardi 2012

Apriamo una finestra dedicata alla quarta edizione di “Contro-sguardi”, il visionario festival perugino dedicato alla rappresentazione multimediale dei contesti più caratterizzanti della nostra contemporaneità in una prospettiva capace di tessere con intelligenza locale e globale, mantenendo uno sguardo privilegiato dedicato alla tematica del lavoro oggi.   Dal 22 al 24 giugno 2012, al CERP della Rocca Paolina, si svolgerà Contro-Sguardi Festival: cultura, lavoro, multimedia. La manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, è patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Perugia e sostiene la candidatura di Perugiassisi a Capitale europea della cultura per il 2019. Tra gli obbiettivi di Contro-Sguardi vi è quello di promuovere il tema del lavoro, analizzato in relazione alle molteplicità dei contesti sociali, economici, culturali e politici e attraverso le pratiche, i saperi e gli stati esistenziali contesi tra sfruttamento e realizzazione, staticità e trasformazione, limiti e possibilità. Durante i tre giorni Contro-Sguardi offrirà alla cittadinanza, attraverso strumenti visuali come documentari, mostre fotografiche, videoarte, spazi di proposta multimediale, concerti, dibattiti, l’occasione di una riflessione e di un approfondimento su un ampio ventaglio di fenomeni che caratterizzano il mondo del lavoro sia a livello locale che globale. Cultura e lavoro, salute e lavoro, multimedia e lavoro, genere e lavoro, […]

Siria. Basta col sostegno alla repressione

[ripubblichiamo e aderiamo all’appello già apparso sul blog SiriaLibano] Con questo appello ci dissociamo e condanniamo la posizione e il tipo di copertura mediatica che molti movimenti e testate giornalistiche italiane – da alcune d’ispirazione pacifista e anti-imperialista a quelle vicine ad alcuni ambienti cattolici o filo-israeliani – dimostrano nei confronti della rivoluzione in Siria. Molti di questi attori continuano a offrire un resoconto distorto degli eventi in corso, sostenendo che la rivolta è guidata dall’esterno, dunque non autentica, mettendone in dubbio il fondamento pacifico e sostenendo di fatto la brutale repressione da parte del regime di Bashar al Asad. Usano categorie che appartengono a una logica capovolta: diventa “laico” un regime clanico e che da decenni esercita il potere sfruttando le divisioni comunitarie; diventa “terrorismo” la resistenza a una repressione feroce del dissenso. In modo altrettanto grave, questi sostenitori del regime di Damasco ignorano o fanno finta di ignorare i numerosi e drammatici episodi di dissenso interno contro il regime degli al Asad da quarant’anni ad oggi, considerando nella loro analisi solo gli eventi post-15 marzo 2011. I firmatari di questo appello sostengono che: 1) La rivoluzione siriana è spontanea e di natura popolare, nata sulla scia delle altre rivolte […]

Quando la differenza scende in campo

di Maria Luisa Boccia   In seguito alla pubblicazione del post su fùtbologia e genere, ha cominciato a svilupparsi una matassa di riflessioni sia in coda al pezzo che dietro le quinte. Per questo abbiamo deciso di cominciare ad aprire nuove finestre in cui inserire alcuni dei contributi che ci paiono più fertili e stimolanti nella speranza che questa riflessione critica si faccia sempre più condivisa. Alle sollecitazioni che le abbiamo rivolto, Maria Luisa Boccia ha risposto con la generosa lettera che pubblichiamo. Cara Silvia, ho letto tutto con piacere ed interesse, anche se il calcio è molto poco presente nella mia vita. Non solo io, ma anche Marcello, i miei nipoti e molti miei amici non guardano partite, tantomeno giocano. Ma le questioni che sollevi, e quelle poste in molti interventi che hai sollecitato, riguardano il calcio e non solo. Direi che più in generale si può porre la questione così: donne e uomini si appassionano allo stesso modo anche quando l’oggetto della loro passione è lo stesso? E mettono in pratica le loro passioni allo stesso modo? E le raccontano allo stesso modo? Insomma è una questione di contenuti, di esperienze che, fin da piccoli, distingue e divide gli uni dalle […]

psichiatria

Nel racconto degli interventi d’emergenza il pr...

di Andrea Sartori   Che cos’è una diagnosi in ambito psichiatrico? Un’etichetta incollata alla vita del paziente come un destino che questi non si può scrollare di dosso? Un escamotage che il medico utilizza per riempire l’apposita casella di un referto, garantendosi una coscienza tranquilla, professionalmente conforme? Il libro dello psichiatra e studioso di antropologia culturale Giorgio Villa (Dimagrire con la psichiatria Exorma Edizioni, Roma 2012, pp. 249) è il tentativo di ragionare intorno a queste domande, utilizzando la rielaborazione narrativa della propria esperienza clinica nel servizio di emergenza del 118, come strumento d’indagine. Non a caso Bruno Callieri, deceduto lo scorso febbraio a conclusione di una vita spesa a umanizzare la psichiatria, nella prefazione ascriveva il volume al filone della narrative medicine, ovvero a quell’ambito del racconto della malattia – e del suo possibile impiego clinico – di cui il ‘900 è stato prodigo di esempi ante litteram, basti pensare alle Memorie di un malato di nervi (1903) di Daniel Paul Schreber, a Franz Kafka, Italo Svevo, Luigi Pirandello, o allo stesso Sigmund Freud, partecipe cronista dell’inconscio di legioni di pazienti. I racconti di Villa hanno tuttavia una particolarità, che marca una netta distanza tra la sua scrittura e quella di chi nega, sic et simpliciter, che […]

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