
Sui confini d’Europa # 4
Ceuta: I muri (in)visibili dell’Europa in miniatura

La figura di Pio La Torre è in genere associata al suo impegno antimafia. “Pio La Torre: dirigente del Pci”, curato da Tommaso Baris e Gregorio Sorgonà per l’Istituto Poligrafico Europeo, ci racconta un professionista della politica e il suo lavoro per il partito.

Buon Primo Maggio. Leggo sulle pagine dei quotidiani di ieri che al Salone del libro di Torino l’editore Altaforte presenterà Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio. Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai il Salone del libro di Torino si presta a fare da piattaforma a una casa editrice neofascista? Come mai […]

Il tema della privatizzazione urbana è più che mai attuale, visto che sempre più spesso si adottano misure urbanistiche e architettoniche per governare e privatizzare lo spazio urbano. Per esempio, nel ’900 Milano ha sostenuto un processo di urbanizzazione che negli ultimi trent’anni si è acuito tramite la costruzione e riproduzione di progetti urbani privati. Il processo di privatizzazione milanese è oramai accettato nel dibattito pubblico e ha avuto ripercussioni nella gestione e produzione degli spazi urbani. Privatizzazione urbana a Milano Milano e la sua conurbazione, un continuum senza “momenti urbani vuoti“, rivelano una produzione e gestione dello spazio attente alle visioni urbane e private. Milano non è la sola a presentare progetti urbani o architettonici utopici (come Corviale a Roma); tuttavia, mentre le politiche per la casa (seppur con gravi mancanze strategiche) hanno provato a risolvere la questone abitativa delle classi meno abbienti, a Milano sono stati supportati e appoggiati progetti volti a favorire la classe media borghese. Pertanto, Milano rappresenta ancora oggi un bacino di sperimentazione urbana basato sulla produzione di spazi privatizzati, come Cascina Vione o la più recente Milano Porta Nuova. Il villaggio dei giornalisti Denunciando in un editoriale sul «Secolo» la mancanza di politiche abitative destinata ai ceti medio-borghesi di Milano e lo sguardo […]

Una riflessione di Daniela Brogi a una settimana dalla scomparsa del regista Bernardo Bertolucci.

I dati sempre più desolanti sulla condizione giovanile italiana – disoccupazione, precariato, bassi salari – si accompagnano solo da poco a una riflessione critica nel dibattito culturale. Ne è un esempio un libro che negli scorsi mesi ha ricevuto particolare attenzione: Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura, che tenta l’analisi di una generazione e del tradimento delle sue aspirazioni di crescita.

I membri di Forensic Oceanography – parte dell’agenzia Forensic Architecture – hanno diffuso un rapporto sull’operato della Guardia costiera libica rispetto ai migranti nel Mediterraneo e alle sue relazioni con il governo italiano.

Pubblichiamo una recensione di Nicola Perugini a Starve and Immolate. The Politics of Human Weapons di Banu Bargu (New York: Columbia University Press, 2014).

Vorrei tentare un fulmineo montaggio di frammenti estratti dalle macerie della comunicazione contemporanea. Vorrei mettere in relazione un algoritmo e il papa. O ancora meglio, l’algoritmo di Facebook che ha generato i video “2014. Un anno meraviglioso” e la dichiarazione di papa Francesco “Non guardo la TV”. Vorrei giustapporre questi due eventi nella convinzione che il loro muto dialogo possa dirci qualcosa sulle nuove interazioni che coinvolgendo quotidianamente i media, le immagini, le narrazioni, il mondo toccano i nostri corpi e le nostre sensibilità.