Sismografie

Un Focus nato dal post-sisma aquilano. Un intreccio di contributi realizzati da autori e autrici con diverse formazioni che si sono occupati o si stanno occupando quotidianamente di studiare, ricercare e interrogare le contraddizioni emerse dalle pratiche di ricostruzione della città abruzzese a più di 900 giorni dal sisma.

Dalla “fabbrica del terremoto” alle relazioni tra le istituzioni del territorio e la cittadinanza, dalla ridefinizione degli spazi di esistenza alle politiche della Protezione Civile, dal ruolo delle immagini nella rappresentazione di un mondo in frantumi alle sue conseguenze sulla vita dei cittadini che gli sono sopravvissuti.
Da questi contributi è nata una raccolta di saggi “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma” curata da F. Carnelli, F. Tommasi e O. Paris e pubblicata con Effigi nel 2012.

Spinti dalla quotidianità delle emergenze e dalla consapevolezza che una catastrofe si produce e si percepisce come tale anche a partire dalle capacità di reagire allo sconvolgimento del proprio sistema di significati, questo Focus è confluito poi in uno spazio reticolare: un dialogo interdisciplinare per costruire degli strumenti di riflessione, d’analisi, e di costruzione di una memoria collettiva per orientarsi nella ricostruzione di un orizzonte di senso a più grafie, prima e dopo un sisma. Dall’umanitarismo delle gestioni emergenziali alla comunicazione del rischio, dalle implicazioni sociali e mediatiche del terremoto in Emilia alla costruzione di un dibattito attorno al rischio sismico e alle rappresentazioni dei sismi e della loro comunicazione scientifica; senza mai dimenticare la storia e la memoria dei disastri e L’Aquila, ancora Zona Rossa a tempo indeterminato.

Al terremoto come alla guerra: il terremoto del...

Ricorre il centesimo anniversario del terremoto della Marsica, avvenuto il 13 gennaio 1915, che causò circa trentamila morti e devastò molti paesi in Abruzzo e nel Lazio. Stefano Ventura lo racconta ripercorrendo alcune notizie, contributi letterari e testimonianze di quel sisma.

20 anni fa il Nord sott’acqua; oggi è lo ...

Tra il 5 e il 7 novembre del 1994, le precipitazioni piovose causarono allagamenti, esondazioni e inondazioni in molte province del Piemonte: Cuneo, Alessandria, Asti e Torino furono le più colpite, i morti furono circa settanta, e circa duemiladuecento gli sfollati; i danni ammontarono a circa 10mila miliardi di lire. Molti danni e conseguenze furono provocati dall’esondazione del Tanaro e dai seicento millimetri di pioggia caduti in quarantotto ore.

6 aprile 2014. Immagini dell’Aquila

A cinque anni dal sisma che ha sconvolto la geografia urbana e sociale dell’Aquila, pubblichiamo alcune istantanee di Fabio Carnelli che raccontano la trasformazione dei vissuti fra quotidianità e commemorazioni.

“Terre mobili” – Seconda parte

Produzioni politiche dal basso nell’Emilia terremotata. Pubblichiamo la seconda puntata dell’etnografia del comitato cittadino Sisma.12, curata da Silvia Pitzalis. La ricerca è stata svolta nell’ambito di un’analisi delle politiche territoriali sviluppatesi nell’Emilia post-terremoto. Qui trovate la prima puntata.

“Terre mobili” – Prima parte

Produzioni politiche dal basso nell’Emilia terremotata. Nell’ambito di un’analisi delle politiche territoriali sviluppatesi nell’Emilia post-terremoto, pubblichiamo un’etnografia in due puntate sul comitato cittadino Sisma.12 a cura di Silvia Pitzalis[*].

La biografia politica di un terremoto

Guardare l’Aquila dal Gujarat (e viceversa). Questo testo non vuole essere la recensione di un libro. La sua ambizione è quella di mettere in circuito alcuni dei temi che il volume di Edward Simpson affronta con ciò che è stato scritto negli ultimi anni all’interno del focus di Sismografie di questo blog e nel libro[1] che porta lo stesso titolo. Al semplice consigliare o sconsigliare o riassumere le pagine di Simpson, vorrei in questo modo sostituire una loro messa a sistema nell’interessante dibattito che da tempo viene incoraggiato e ospitato su questo spazio di approfondimenti.

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