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Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma

Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma è una pubblicazione nata dalla collaborazione del nostro blog con la casa editrici Effigi e raccoglie alcuni degli interventi – appositamente ampliati e rivisti – contenuti nel focus Sismografie.

Il volume è curato da Fabio Carnelli, Orlando Paris e Francesco Tommasi e contiene una prefazione di Roberto Ciccarelli.

Sul sito dell’editore è possibile acquistare il volume in formato e-book e cartaceo.

Dall’Introduzione

A cosa serve un anniversario? A commemorare un evento accaduto nel passato. Si fanno discorsi ufficiali e si inaugurano memoriali, si mostrano vecchie immagini e si pubblicano libri. Presi in una retorica della ricorrenza, tra fanfare e commiati, ciò che sfugge è il senso di tale occasione, mentre già aspettiamo e programmiamo la prossima, e così via. Ricordare un evento accaduto significa prendere atto che è trascorso del tempo e che qualcosa ormai ci divide da esso, facendoci sentire al contempo vicini e lontani.

A circa mille giorni dal sisma che ha colpito la città dell’Aquila e le zone circostanti, cresce l’idea di cominciare ad occuparsi delle conseguenze che il terremoto e le successive modalità di azione hanno generato sui molteplici attori sociali coinvolti. Ma tornare a riflettere sull’evento sismico del 6 aprile del 2009 non vuol essere un semplice atto commemorativo. Si tratta piuttosto di riannodare i fili della storia e quelli della memoria per provare a individuare e rielaborare, a fianco alle faglie che hanno irrimediabilmente trasformato il paesaggio urbano, le reazioni che le istituzioni, i media e i cittadini hanno utilizzato per superare il trauma della catastrofe.

Dalla Prefazione di Roberto Ciccarelli

L’impegno degli autori consiste in un atto di ricostruzione dei vissuti, e di risemantizzazione dell’evento, che non corrisponde all’emendazione di un lutto. La tonalità di questi saggi, in cui non manca lo scavo genealogico dei discorsi come dei dispositivi dei poteri, è quello di un “rallegramento”, da intendere come un ripopolamento del reale, dopo la sua desertificazione mediatica. Ma a cosa mira questa intensa attività? A ristabilire la verità perduta dell’evento, al rischiaramento della razionalità del reale? Non è così. Poiché lo sguardo distante, ma partecipe, di chi osserva la catastrofe non è il risultato di un’alienazione, né di un’immaginazione dialettica, ma di un cum-patire, un sentire-in-comune, dunque una passione incarnata e collettiva precedente alla distinzione tra un soggetto che guarda e un evento osservato, tipico dello sguardo filosofico moderno, come dello stesso broadcasting televisivo. Il gesto filosofico di questo libro sta nell’impegno a maturare uno “sguardo ermeneutico” oltre la visibilità garantita da uno schermo.

Nasce da questa intuizione l’esigenza etica, prima ancora che metodologica, di ricostruire una distanza tra l’osservatore e l’evento, non per prendere congedo, bensì per sentirlo più intensamente e comprenderlo, spiegarlo, narrarlo, testimoniarlo. Alla fine ci rallegriamo del ritrovamento della distanza. Quello che fa tremare la voce, e abbassare lo sguardo.

Sommario

Roberto Ciccarelli
Prefazione

Fabio Carnelli, Orlando Paris, Francesco Tommasi
Introduzione 

ECONOMIE DEL SISMA

Stefano Ventura
Terremoti, ricostruzioni e memorie

Lina M. Calandra
Territorio e democrazia: considerazioni dal post-sisma aquilano

Fabrizia Petrei
Democrazia e comunicazione pubblica nel post-sisma: verso quale partecipazione all’Aquila?

RICOSTRUIRE L’ABITARE

Rita Ciccaglione
Perché parlare di tendopoli all’Aquila dopo due anni dal loro smantellamento?

Emanuele Sirolli
L’Aquila istituzionalizzata

Fabio Carnelli
Esserci a Paganica (L’Aquila), II anno d.T.

Salima Cure, Isabella Tomassi e Filippo Tronca
Nodi riflessivi psicopolitici per una pratica dei beni comuni a Pescomaggiore (AQ)

SPETTROGRAFIE

Daniele Dodaro e Antonio Milanese
Quando finisce un terremoto? Il trauma aquilano nelle fotografie di Repubblica.it ed Espresso.it

Francesco Zucconi
Tra estetica e politica. Il terremoto, le coincidenze del calendario e la strategia del male minore 

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