Redazione

Diari di campo: Resilienze: percorsi femminili ...

Capita a volte che io vada in qualche scuola media superiore per partecipare ad incontri sui temi del diritto d’asilo e dei rifugiati. I ragazzi mi dicono che per loro un rifugiato è una persona che scappa dalla guerra, o un uomo che è stato perseguitato per le sue idee politiche. La persona che di solito mi accompagna e porta la sua testimonianza di rifugiato è il più delle volte un ragazzo che, appunto, è scappato da una guerra o da una persecuzione dovuta alle sue idee politiche. Raramente ho una donna a fianco, e raramente i ragazzi mi citano esempi di donne fuggite per matrimoni forzati o perché attiviste in movimenti politici. Anche i media hanno questa tendenza a considerare il rifugiato come uomo: l’immaginario comune vuole e pretende che la persona in fuga e bisognosa di protezione sia esclusivamente di sesso maschile. Sebbene la percentuale di donne rifugiate presenti in Italia sia inferiore rispetto a quella degli uomini (circa il 10% del totale nell’ultimo trimestre del 2011), ciò non toglie che questa percentuale nasconda un valore assoluto ben preciso di donne che fuggono dal loro paese, con problematiche molto differenti da quelle degli uomini. E non dobbiamo dimenticare […]

Diari di campo: Terre di Siena

di Umberto Pellecchia Svoltando a destra, a un certo punto della SS Cassia in direzione Sud, si entra nelle colline. Siamo a una ventina di chilometri da Siena, paesaggi incredibili nelle terre degli Etruschi ospitano campi incolti, radi greggi di pecore e casali per la maggior parte abbandonati o in via di abbandono. Qualche orto, pochi ulivi, e una lenta ma inesorabile superstrada in via di costruzione che si infila cementizia tra i pendii per snellire il traffico della statale. È terra di passaggio, quella, tra le crete e un bosco mediterraneo che fa intuire la direzione verso il mare. In quella terra di Siena si sviluppa la tenuta di Suvignano: 700 ettari che hanno una storia, una storia che fa parte della storia dell’Italia contemporanea. Proprietà della mafia fino al 1996, poi espropriata nel 2007, ora in amministrazione giudiziaria, in attesa di decisioni che piovono dall’alto – nel rischio di una compravendita bizzarra decisa dal passato Governo che potrebbe riportare quel patrimonio di ettari nelle mani di acquirenti privati di dubbia legalità. Intanto, nell’incertezza di cosa sarà, Suvignano galleggia con strenui tentativi di turismo agrituristico e faticose produzioni di prodotti agricoli. E con l’affitto di qualcuno dei casali ancora […]

Il guardaroba per la Val di Susa: “pecore...

Umberto Pellecchia «Voglio cento pecore, cento pecore e un montone, per poter vivere cento giorni da leone» cantavano nel 1991 gli Üstmamò cercando musicalmente di sintetizzare la necessità di una resistenza ad un mondo che sembrava cambiare troppo velocemente nel delirio post-caduta del Muro. Oggi, che quel mondo pare davvero cambiato, le pecore sono diventate gli agenti antisommossa schierati nelle piazze e stazioni italiane, negli svincoli autostradali e nelle valli piemontesi. E di pecore si parla…mentre il mondo continua a cambiare mettendo sù muri di varia natura, il primo dei quali quello tra cittadini e organismi di delega del potere. L’antisommossa – più che pecore direi montoni, per la bardatura sui loro corpi – stanno a rappresentare uno di quei muri che non sono ancora caduti, quello ad esempio di uno Stato che impone sulla base di discutibili motivazioni economiche opere faraoniche che non apportano nessun beneficio diretto alla popolazione. La polizia in tenuta antisommossa nei luoghi pubblici dove ancora si esprime la contestazione a questi “muri” di ottusità politica non dovrebbe essere interpretato semplicemente come un meccanismo di ripristino delle legalità. Essa è segnale visibile di una crisi della rappresentanza, di uno scollamento tra istituzioni e cittadini, di una […]

Quello che rimane: gli Atti del volume e la pre...

Il giorno 29 febbraio alle 19.00, nel Chiostro di San Galgano, avrà luogo presentazione del volume Gli atti di Incontrotesto, seguito da Apericena con Letture e Musica. La mia bella copia in questo momento è proprio qui accanto. Ora, chi mi conosce sa che non sono famoso per essere particolarmente appassionato all’oggetto-libro: eppure, in questi giorni tengo e sfoglio il volume degli Atti con un piacere particolare, un affetto di quelli che di solito non si concedono a molti libri, a meno di non essere, e il sottoscritto di certo non lo è, un bibliofilo appassionato.

A due anni dalle arance macchiate di sangue di ...

Torniamo  all’inizio del 2010 quando dopo 3 giorni di violenti riots, la situazione di sfruttamento lavorativo ed abitativo dei 2000 lavoratori immigrati residenti a Rosarno, nel sud dell’Italia, ha conquistato l’attenzione dei maggiori canali dell’opinione pubblica nazionale ed europea, per offrire una riflessione sistematica di come il diritto di asilo sia limitato, su scala nazionale, non soltanto da leggi e procedure, ma anche dai reticoli dell’illegalità nel mondo del lavoro.

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