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Israele/Palestina. La retorica della coesistenza

Invito alla lettura di Ilan Pappé Kibbutzim israeliani In Israele/Palestina. La retorica della coesistenza (Nottetempo, 2011) lo storico israeliano Ilan Pappé cerca di gettare sinteticamente luce sui paradigmi che hanno guidato, negli ultimi decenni, molti approcci epistemologici e molte pratiche politiche in relazione alla questione palestinese. Dopo il recente lavoro pioneristico sulla creazione dello stato di Israele – La pulizia etnica della Palestina (Fazi, 2008) – e sulla pianificazione coloniale di espulsione della popolazione palestinese, in questo saggio Pappé analizza i paradossi che accompagnano la lettura della storia e delle politiche israeliane, in particolare quei paradossi interpretativi che riproducono un discorso di “eccezione” israeliana, impedendo accostamenti e comparazioni con altre situazioni coloniali. Lo storico israeliano ricolloca invece il sionismo all’interno di un quadro più ampio di genesi, formazione e sviluppo dei movimenti di colonizzazione europea. L’invito di Pappé si inserisce nel quadro della crescita di un movimento di solidarietà internazionale che negli ultimi anni ha saputo rompere tanto con i paradigmi interpretativi classici quanto con l’ortodossia politica della coesistenza e della “pace per due popoli in due stati”. La letteratura e i materiali per un superamento di questa visione sono ormai abbondanti e si sono sedimentati in una serie di […]

Siria, un esercito di italiani sostiene la repr...

di Lorenzo Trombetta [Questo articolo è già apparso sul blog “SiriaLibano” il 24 novembre e pubblicato il giorno successivo su “Europa Quotidiano”] Preti, monaci, diplomatici, lettori di arabo nelle università, accademici, presidi di facoltà, giornalisti, segretari di partito, deputati. In Italia un vero esercito di insospettabili sostiene a spada tratta la tesi del Complotto ai danni del regime di Damasco, finendo colpevolmente a sostenere la repressione in atto in Siria da oltre otto mesi e che ha causato finora l’uccisione documentata di oltre 4.000 persone. La loro tesi è che la Siria in rivolta non esiste. Esiste un popolo in ostaggio di uno scenario reale (il regime degli al-Asad in piedi da 41 anni) e di due potenziali minacce: l’invasione della Nato e la conseguente occupazione americano-sionista o l’avvento di un emirato salafita oscurantista anti-tutto. Il compito di questa legione di sostenitori italiani di al-Asad – tra cui spiccano numerosi esponenti più o meno noti del fronte antagonista trasversale tra destra e sinistra – è delegittimare la rivolta in corso. Descriverla come una montatura delle due principali tv satellitari arabe (al-Jazira e al-Arabiya), parte di un complotto americano per contrastare l’ipotetico fronte irano-russo-cinese, simbolo per loro della Resistenza al Male. […]

15 ottobre: riflessioni dopo la manifestazione ...

La data del 15 ottobre ha prodotto una cesura complessa nella fisiologia delle realtà politiche e dei movimenti di questo paese. Se sono i processi a fare le epoche e non le singole date, pensiamo ugualmente che creare un tavolo di letture focalizzato su un punto nevralgico possa contribuire a fornire un presupposto fondamentale per cominciare a produrre una riflessione che risponda della densità degli avvenimenti. La rassegna che segue si impegna ad uscire da una facile e controproducente interpretazione univoca che si muove sulla dicotomia violenza/nonviolenza, allo scopo di considerare come legittime e interlocutorie posizioni differenti. Riteniamo infatti che leggere criticamente il conflitto e la contraddizione che hanno caratterizzato il corteo del 15 possa restituire ad un momento complesso il suo significato politico e di conseguenza la sua fertilità. View “15 ottobre: riflessioni dopo la manifestazione di Roma” on Storify

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