
La nave-monumento. Alcune riflessioni sulla “ri...
Domenica 29 gennaio 2012, circa a mezzogiorno, nei pressi dell’Area Fabbriche del Porto di Otranto è stato presentato “L’approdo, opera d’arte per l’umanità migrante”.

Domenica 29 gennaio 2012, circa a mezzogiorno, nei pressi dell’Area Fabbriche del Porto di Otranto è stato presentato “L’approdo, opera d’arte per l’umanità migrante”.

Il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (SPRAR) è strutturalmente sottodimensionato: i 3.000 posti in accoglienza ogni 6 mesi, sparsi in tutta Italia, sono infatti assolutamente insufficienti a far fronte alle necessità reali.

Nella “guerra contro l’immigrazione illegale” è stato rimesso in discussione il principio di divisione dei poteri, principio fondante dello stato democratico inteso come stato di diritto.

Uno spirito si aggira per il mondo e poche persone se ne accorgono. Quello di cui parlava Marx nel manifesto si aggirava per l’Europa. Aveva forma spettrale e cominciava ad essere conosciuto. Quasi tutti si preparavano a combatterlo. Il fantasma che circola nell’inizio del terzo millennio è ovunque, in tutti i continenti ma non fa paura a nessuno.

Il binomio arte-finanza è strettissimo ed evidente. Le opere, come i derivati, si trasformano in promesse di valore e diventano “segni senza referenza” scambiati al pari di altri strumenti speculativi.

Volevamo che la città si risvegliasse con un nuovo spirito, uno spazio restituito e rubato all’abbandono.