Progetti

L’Aquila e il trauma mediatico

Da tempo, su Sismografie, ci interessiamo della comunicazione del rischio sismico, a partire dalle riflessioni antropologiche e politiche sulla sentenza di primo grado alla Commissione Grandi Rischi sino al convegno “Terremoti e rischio sismico: valutare, comunicare, decidere”. L’articolo di Salvadorini si concentra sul trattamento mediatico della sentenza alla Commissione.

Mirandola, Un anno dopo

L’antropologa Rita Ciccaglione ha condotto una ricerca etnografica a Mirandola, l’epicentro del sisma emiliano. Ad un anno dal terremoto, la ricerca analizza la memoria che si è prodotta attorno all’evento e le trasformazioni sociali prodotte dalla catastrofe.

Entrare fuori, uscire dentro: il Museo Laborato...

Rendere visibili gli invisibili è stato un imperativo categorico per Franco Basaglia che scrive nelle Conferenze Brasiliane (1979) “Giorno dopo giorno, anno dopo anno, passo dopo passo, disperatamente trovammo la maniera di portare chi stava dentro fuori e chi stava fuori dentro”.

Oltre il manicomio: il lavoro culturale apre nu...

Il lavoro culturale, assieme a rete sPAZZI, sta lavorando alla realizzazione di un progetto sulla riqualificazione dei padiglioni abbandonati degli ex manicomi. L’intenzione è quella di sviluppare una riflessione pratica e partecipata sul significato dell’abbandono dei luoghi della contenzione.

L’Aquila, il 6 aprile

«Tornare a riflettere sull’evento sismico del 6 aprile 2009 non vuol essere un semplice atto commemorativo. Si tratta piuttosto di riannodare i fili della storia e quelli della memoria per provare a individuare e rielaborare, a fianco delle faglie che hanno irrimediabilmente trasformato il paesaggio urbano, le reazioni che le istituzioni, i media e i cittadini hanno utilizzato per …»

Il secolo psicologico: prodromi di una nuova so...

L’analisi di Castel su evoluzione e collocazione della psicoanalisi, della psicologia e delle tecniche psicologiche nella società contemporanea impone una riflessione profonda sulla scorta dei profondi mutamenti sociali e culturali dal maggio ’68 in poi. Di Riccardo Ierna

Comunicare l’emergenza. Dalla Garfagnana all’Aq...

Terremoto in Garfagnana 2013. E’ stata “rispettata” la grammatica del mezzo? Sono state date le informazioni più corrette veicolabili da questo specifico strumento? Si è data continuità di senso alla comunicazione o si è pensato soprattutto a “dirlo subito a quante più persone possibile”? Si è tenuto conto del “rumore” che tale comunicazione avrebbe causato? È Twitter poi il canale più adatto a ciò?

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