Letture

“MaliNati” o la terra del lamento

MaliNati di Angela Bubba (Bompiani, 2012) è un viaggio in una Calabria maledetta macchiata dal peccato originale, una narrazione che deve più all’immaginario che alla cronaca in cui il vero burattinaio, la ‘ndrangheta, è il grande assente.

Silenzio per Gaza – Mahmud Darwish

Pubblichiamo alcuni ritagli da “Silenzio per Gaza” di Mahmud Darwish, un capitolo di “Diario di ordinaria tristezza” (1973), appena uscito per Feltrinelli all’interno della raccolta “Una Trilogia palestinese“.

Leggere “Amianto. Una storia operaia”

Amianto l’abbiamo presentato diverse volte, in parecchi posti, perché è uno di quei libri che mentre ne parli è come se continuasse a scriversi. È successo a Siena, a San Vincenzo e a Piombino. Le memorie escono dal libro perché altre rientrano nel libro. È un’economia, fatta di debiti e crediti tra la letteratura e la vita, che si traduce in giustizia. Una concezione etica e politica del mestiere di scrivere.

Deleuze, “Il sapere”. Corso su Fouc...

È da poco uscito Il sapere (ombre corte 2014, introduzione di Massimiliano Guareschi), la traduzione del primo dei seminari che Gilles Deleuze, tra il 1985 e il 1986, dedica al pensiero e alla ricerca di Michel Foucault, scomparso l’anno prima. Come si legge in quarta di copertina, «Deleuze non entra in punta di piedi nel corpus foucaultiano. Il suo è un gesto diverso, che si pone come l’esercizio di un filosofo su un altro filosofo, come il prodotto dell’interazione fra due costellazioni teoriche o, meglio, come il tentativo di presa dell’una sull’altra».

Virtuosismo anonimo, uscita negata. Recensione ...

“Grammatica della moltitudine” di Paolo Virno, un po’ trascrizione di un seminario universitario che molto conserva del ritmo del parlato e un po’ lapidaria enunciazione di tesi sulla moltitudine postfordista tanto ha ancora da dire sulla cangiante relazione fra Lavoro, Politica e Intelletto di questo secondo decennio del XXI secolo.

Lezioni impertinenti

È possibile emozionare, divertire e appassionare i nostri ragazzi alla letteratura per l’infanzia, all’arte, alla scienza, al paesaggio e alla musica? Si possono creare dentro e oltre la scuola occasioni nelle quali i nostri bambini si cimentano in spericolate acrobazie del pensiero immaginifico e critico, imparano a stravolgere un problema, a mescolare ipotesi e a ricercare nuove e creative associazioni di idee? Qual è il valore educativo dell’impertinenza?

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