Incontrotesto

Un ciclo di incontri, interviste e saggi brevi su e con autori del Novecento e contemporanei, organizzato dagli studenti della Facoltà di Lettere di Siena.
La centralità del testo è la linea guida dell’intero progetto. Da qui il nome Incontrotesto, da un lato incontrare quasi fisicamente i testi, percepire la materialità recuperandone così i contenuti; dall’altro ri-vederli sotto una lente nuova, attraversarli in controluce.

INCONTROTESTO – La prima volta che ho let...

Gli organizzatori di INCONTROTESTO hanno chiesto agli ospiti delle due edizioni di scrivere, a partire dal nome del progetto, un breve contributo. Da una semplice suggestione stimolata dalla parola, a qualche riga su un incontro importante con un testo, letterario ma non solo. Oggi, Aldo Nove racconta la sua lettura di Millimetri di Milo de Angelis.

INCONTROTESTO – La prima volta che ho let...

Abbiamo chiesto agli ospiti delle due edizioni di scrivere, a partire dal nome del progetto, un breve contributo. Da una semplice suggestione stimolata dalla parola, a qualche riga su un incontro importante con un testo, letterario ma non solo. La prima uscita è uno scritto di Nanni Balestrini, che ha partecipato all’edizione 2011 di INCONTROTESTO. Nel corso delle prossime settimane il lavoro culturale ospiterà i contributi degli altri autori che hanno risposto al nostro invito.

Quello che rimane: gli Atti del volume e la pre...

Il giorno 29 febbraio alle 19.00, nel Chiostro di San Galgano, avrà luogo presentazione del volume Gli atti di Incontrotesto, seguito da Apericena con Letture e Musica. La mia bella copia in questo momento è proprio qui accanto. Ora, chi mi conosce sa che non sono famoso per essere particolarmente appassionato all’oggetto-libro: eppure, in questi giorni tengo e sfoglio il volume degli Atti con un piacere particolare, un affetto di quelli che di solito non si concedono a molti libri, a meno di non essere, e il sottoscritto di certo non lo è, un bibliofilo appassionato.

Come si legge Nanni Balestrini

di Raffaello Rossi Da qualche parte [1] Walter Benjamin ha scritto che le opere d’arte non nascono dal nulla ma dal caos. L’utile insegnamento che possiamo trarre dal postulato del cri(p)tico berlinese è che, almeno nel campo dell’arte, caos e nulla non sono la stessa cosa. Se poi bisogna avere un caos dentro per partorire una stella danzante, può darsi anche il contrario. La stella di Nanni Balestrini ha cominciato a danzare tra le istruzioni date a un calcolatore elettronico di una banca milanese. La riduzione dell’io teorizzata da Alfredo Giuliani nell’introduzione all’antologia dei Novissimi ha certamente trovato in Balestrini, l’uomo che faceva uscire le poesie dal computer, il suo più radicale interprete. Il caos, nell’arte letteraria è cosa tutt’altro che semplice, sia dalla parte di chi scrive che di chi legge. Lo sapeva bene Roland Barthes, che per enunciare il caos dell’amore doveva tenere conto delle «insidie del Caso»: dare la sensazione della casualità è cosa ben diversa dall’essere casuali, poiché chi legge, inevitabilmente, cerca di costruire un senso, nel caso di Barthes, «una “filosofia dell’amore”, proprio dove invece bisogna aspettarsi soltanto la sua affermazione» [2]. La stessa cosa deve aspettarsi chi legge, in qualunque suo punto, l’opera di Nanni Balestrini: […]

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