Scuola e istruzione beni comuni

Uno sguardo sulle macerie della scuola, in particolare la scuola secondaria, quella che per contiguità fonda e dà significato al senso della didattica nell’Università. L’obiettivo è di individuare, prendendo atto dell’assenza di una politica e di un progetto per l’istruzione, le possibilità di intervento, gli spazi di costituzione di una didattica improntata al superamento dei vecchi programmi ministeriali, che si metta in dialogo con la tradizionale pluralità di approcci pedagogici che (in alcuni casi) la scuola pubblica italiana ha sperimentato dal ‘45 a oggi ma che allo stesso tempo permetta di dar corpo a una scuola oltre il dualismo pubblico/privato degli ultimi anni.

La meritocrazia dei liberisti

La parola “meritocrazia” fu coniata da un sociologo inglese laburista negli anni 50. Il libro L’avvento della meritocrazia venne pubblicato in italiano dalle Edizioni di Comunità di Adriano Olivetti, nel 1962.

Oltre la crisi dell’istruzione

La rappresentazione mediatica delle proteste studentesche della scorsa settimana, concentrandosi sulla distinzione tra vittime e carnefici, lascia sullo sfondo gli interrogativi posti dalla protesta stessa, ovvero il problema dello stato della scuola pubblica in Italia.

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Appello per la scuola primaria statale “G. Lodi...

Pubblichiamo la testimonianza dell’insegnante della scuola primaria di Crevalcore (Bo), colpita dallo sciame sismico che ha recentemente interessato il Nord Italia. Si tratta di una testimonianza emblematica, infatti la metafora del sisma, metafora che il lavoro culturale ha già utilizzato per gettare uno sguardo sulle dinamiche del potere nella contemporaneità, attraverso l’esperienza traumatica del terremoto de L’Aquila in “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma”, racconta nei suoi accenti più crudi quello che sta succedendo alla scuola pubblica italiana: strutture fatiscenti che richiedono una messa in sicurezza immediata, la sovraresponsabilizzazione degli insegnanti a fronte di uno Stato assente, la competizione tra “poveri” che ministero e parti sociali contribuiscono ad alimentare tra precari storici e contrattisti di ultima generazione, il ruolo cruciale che la scuola gioca per la sopravvivenza del territorio. Come ha già messo in luce Naomi Klein in “Shock economy”, un terremoto è sempre una buona occasione per fare tabula rasa della rete di resistenza locali (fondate sulla cooperazione, sulla relazione tra scuola e territorio) per sostituirvi una rete di strutture private, finalizzate a disciplinare il territorio post sismico con il valore neoliberista dell’autoimprenditorialità. Mi chiamo Chiara e sono un’insegnante precaria di scuola primaria. Quattro anni fa […]

Scuola e istruzione beni comuni (2)

Al provveditorato, disse la professoressa, facevano, scusando il termine, schifo, davano il posto a chi aveva più raccomandazioni, a lei avevano levato almeno sei punti e mezzo, nella graduatoria, e oltre tutto quella storia di riservare il cinquanta per cento dei posti ai reduci era l’ora che finisse, come era finita la guerra, ormai da cinque anni, e oltre tutto la guerra non l’avevano mica fatta soltanto gli uomini, anche alle donne era toccata la loro parte.

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