Politiche del contemporaneo

Politiche del contemporaneo accoglie le riflessioni che non cessano di puntare lo sguardo sulle trasformazioni del presente, di coglierne le profondità storiche, le temporalità molteplici, le razionalità implicite – nel tentativo di interrogarne, e analizzarne, le ragioni politiche. In questo focus ospitiamo contribuiti che vogliano provare a misurarsi con i modi in cui i poteri si inscrivono nei corpi e nelle vite, le forme in cui si esercitano nelle mutevoli manifestazioni di cattura e alienazione, così come di produzione e sfruttamento. Un banco di prova per una ricognizione sulle traiettorie e le forme di governo che il potere assume nei territori; sulle relazioni che attraversa e stabilisce; sui suoi modi di esercitare violenza e raccogliere consenso; e sui nodi problematici che intorno a esso si addensano. Il focus intende prestare particolare attenzione a tutte quelle questioni del contemporaneo intese come istanze sociali e politiche che si riproducono, persistono, irrompono costantemente nelle vite, e che le varie forme di pensiero dominante e senso comune tendono a rappresentare come intrattabili.

Il lupo, l’agnello e il ruscello che non era di...

di Marco Ambra I fatti ormai li conoscete tutti. Un uomo di mezza età, professione ragioniere, militante di estrema destra, pianifica e realizza una strage presso il mercato di san Lorenzo, a Firenze, ai danni di due cittadini senegalesi. Una settimana prima, a Torino quartiere Continassa, una ragazza timorata della trasgressione del coprifuoco paterno, si giustifica davanti alla famiglia sostenendo che il ritardo è causato da una violenza sessuale imposta da due uomini di etnia rom. Immediatamente la famiglia, il clan, il quartiere si organizza per “sensibilizzare” al grido di “ripuliamo la Continassa”, con una fiaccolata di denuncia, l’opinione pubblica della città sul pericolo rappresentato dagli “zingari”. Dal corteo poi, si stacca un gruppo ben nutrito di manifestanti intenzionato a operare un pogrom nel campo nomadi delle Vallette. Last but non least Verona, 15 dicembre 2011, cinque giorni dopo Torino due dopo Firenze. Un ragazzino di origine cingalese viene aggredito con tanto di manganello da due ragazzi un po’ più grandi. Pare che altri ragazzi abbiano assistito alla scena senza intervenire. I tre aggressori sono stati identificati dalle telecamere di sorveglianza del vicino supermercato. Messi così, in sequenza ravvicinata, i fatti trascendono la loro rappresentazione giornalistica, quella descrittiva della pagina […]

Shun Li e il poeta, fra la laguna e il cielo

Note su Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre di Stefano Jacoviello In cosa consiste la poesia? Trovare corrispondenze inattese fra le salienze del mondo che diventano rime, ritmi; inventare armonie, che a quel mondo danno un volto nuovo. È ciò che fa Bepi “il poeta” istriano con le parole di una lingua non sua: l’italiano o il chioggiotto. È ciò che fa Lian, ragazza cinese dall’occupazione misteriosa, eseguendo i movimenti del Qi gong davanti alle onde di un mare Adriatico dal volto quotidiano. È ciò che Shun Li cerca di ritrovare, posando sul pelo dell’acqua lumi di carta a forma di fiore che, con il loro baluginare, illuminano la notte di una vita cacciata nell’interiorità dalla segregazione. È ciò che fa Andrea Segre, seguendo il percorso di quel lumino sulla superficie quieta della laguna, e spiccando da lì un movimento di camera improvviso che rima con la campata di un ponte e rivela immediatamente le risonanze fra le vite di chi oggi abita la provincia italiana. Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre, dimostra che queste risonanze, alla base della poesia, permettono di indagare la realtà ancor meglio di ciò che per genere – ovvero […]

Note su Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre

Shun Li e il poeta, fra la laguna e il cielo. In cosa consiste la poesia? Trovare corrispondenze inattese fra le salienze del mondo che diventano rime, ritmi; inventare armonie, che a quel mondo danno un volto nuovo. È ciò che fa Bepi “il poeta” istriano con le parole di una lingua non sua: l’italiano o il chioggiotto. È ciò che fa Lian, ragazza cinese dall’occupazione misteriosa, eseguendo i movimenti del Qi gong davanti alle onde di un mare Adriatico dal volto quotidiano. È ciò che Shun Li cerca di ritrovare, posando sul pelo dell’acqua lumi di carta a forma di fiore che, con il loro baluginare, illuminano la notte di una vita cacciata nell’interiorità dalla segregazione. È ciò che fa Andrea Segre, seguendo il percorso di quel lumino sulla superficie quieta della laguna, e spiccando da lì un movimento di camera improvviso che rima con la campata di un ponte e rivela immediatamente le risonanze fra le vite di chi oggi abita la provincia italiana. Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre, dimostra che queste risonanze, alla base della poesia, permettono di indagare la realtà ancor meglio di ciò che per genere – ovvero per un’idea socialmente […]

15 ottobre: riflessioni dopo la manifestazione ...

La data del 15 ottobre ha prodotto una cesura complessa nella fisiologia delle realtà politiche e dei movimenti di questo paese. Se sono i processi a fare le epoche e non le singole date, pensiamo ugualmente che creare un tavolo di letture focalizzato su un punto nevralgico possa contribuire a fornire un presupposto fondamentale per cominciare a produrre una riflessione che risponda della densità degli avvenimenti. La rassegna che segue si impegna ad uscire da una facile e controproducente interpretazione univoca che si muove sulla dicotomia violenza/nonviolenza, allo scopo di considerare come legittime e interlocutorie posizioni differenti. Riteniamo infatti che leggere criticamente il conflitto e la contraddizione che hanno caratterizzato il corteo del 15 possa restituire ad un momento complesso il suo significato politico e di conseguenza la sua fertilità. View “15 ottobre: riflessioni dopo la manifestazione di Roma” on Storify

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