Politiche del contemporaneo

Politiche del contemporaneo accoglie le riflessioni che non cessano di puntare lo sguardo sulle trasformazioni del presente, di coglierne le profondità storiche, le temporalità molteplici, le razionalità implicite – nel tentativo di interrogarne, e analizzarne, le ragioni politiche. In questo focus ospitiamo contribuiti che vogliano provare a misurarsi con i modi in cui i poteri si inscrivono nei corpi e nelle vite, le forme in cui si esercitano nelle mutevoli manifestazioni di cattura e alienazione, così come di produzione e sfruttamento. Un banco di prova per una ricognizione sulle traiettorie e le forme di governo che il potere assume nei territori; sulle relazioni che attraversa e stabilisce; sui suoi modi di esercitare violenza e raccogliere consenso; e sui nodi problematici che intorno a esso si addensano. Il focus intende prestare particolare attenzione a tutte quelle questioni del contemporaneo intese come istanze sociali e politiche che si riproducono, persistono, irrompono costantemente nelle vite, e che le varie forme di pensiero dominante e senso comune tendono a rappresentare come intrattabili.

Vite dannate

Recensione di Elia Verzegnassi al libro di Andrea Staid, I dannati della metropoli. Etnografie dei migranti ai confini della legalità, prefazione di Franco La Cecla (Le Milieu Edizioni, 2014)

Ribolla, 4 maggio ore 8.15

Chi da Siena scende in autobus verso la Maremma grossetana oppure sale in Val di Cornia, attraversa Ribolla. Dalla Strada Provinciale Collacchia, che collega lo svincolo per Montemassi a Potassa, il mezzo fa una curva a sinistra ed entra in paese. La fermata obbligata è di fronte a un complesso monumentale composto da diverse figure; sale qualche adolescente con YouTube senza cuffie, senza biglietto. Tenendo la destra si riprende la strada principale, verso Bagno di Gavorrano, Puntone, Follonica e, se qualcuno vuole proseguire la corsa, Piombino, alle porte dell’Elba.

Bastone Tedesco, l’Italia non doma

A poco più di un mese dall’inizio delle prossime elezioni europee, il marketing elettorale dei cosiddetti partiti euroscettici sta assumendo un tono sempre più marcatamente antitedesco. Di seguito, alcune considerazioni per rintracciare il vecchio mito del “Cattivo Tedesco” dal quale sembra attingere a piene mani la retorica antieuropeista di Lega e Movimento 5 stelle.

Luci e ombre sull’utilizzo di Internet. I socia...

In Turchia, il 21 di marzo, Twitter è stato dichiarato fuorilegge dal governo. È stato bannato. Vietato. Escluso. E, poiché una rondine non fa primavera, il 27 di marzo anche YouTube l’ha raggiunto. I social media fanno male? Forse. In ogni caso, migliaia e migliaia di turchi hanno aggirato il ban tramite cambio di dns, uso di vpn o di tor, e hanno continuato a twittare e a postare dei video.

Desiderare l’impossibile. Un’interv...

Pubblichiamo un’intervista con Judith Butler sul conflitto israelo-palestinese e sul suo ultimo lavoro Parting Ways: Jewishness and the Critique of Zionism (trad. it. Strade che divergono. Ebraicità e critica del sionismo, Raffaello Cortina 2013) apparsa su www.opendemocracy.net il 23 luglio 2013. La traduzione è a cura di Nicola Perugini e Federico Zappino.

Queer Crossings: tra teorie, corpi e testi

“Queer Crossings. Theories, Bodies, Texts” (Mimesis 2012, collana LGBT diretta da Francesco Bilotta), è il frutto di una esperienza produttiva di un convegno internazionale e transdisciplinare organizzato da Silvia Antosa presso l’Università di Palermo nel giugno del 2010. Si tratta di un volume che contiene dieci saggi a firma di studios*, affermat* ed emergenti, che si incentrano su tre ambiti tematici chiave: teorie, corpi e testi.

Una giornata universitaria in Palestina

Quando si parla di libertà di espressione, libertà universitaria e culturale, o di diritto all’educazione in relazione a Palestina-Israele (e, ormai su scala internazionale, in relazione a un possibile boicottaggio di Israele e delle sue istituzioni, fino a che non cesseranno i loro abusi), spesso si dimentica che queste sono alcune delle normali condizioni in cui funziona, da decenni, l’insegnamento e la vita accademica palestinese.

Close