intellettuale

#Basaglia180X40: Crimini di pace

Pubblichiamo un estratto dal testo “Crimini di Pace” a cura di Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia, riedito in questi giorni da Baldini+Castoldi. Di seguito una porzione di un dialogo tra Basaglia e Sartre attorno alla figura dell’intellettuale.

Non si dà vita vera se non nella falsa

Riproponiamo un testo di Franco Fortini pubblicato nel 1971 da Guaraldi Editore in una raccolta di contributi dal titolo “Contro l’industria culturale. Materiali per una strategia socialista”. Prosecuzione di un dibattito iniziato in un altro libro, “Politica culturale?” (1970), “Contro l’industria culturale” raccoglieva saggi di analisi sul funzionamento della «macchina dell’organizzazione della cultura, come si struttura e si articola il campo intellettuale, quali rapporti intercorrono tra i vari linguaggi e i vari media». Parte del libro era costituita da un questionario a cui Fortini ha risposto con un saggio intitolato “Non si dà vita vera se non nella falsa” che qui ripubblichiamo. Un saggio in cui all’analisi della macchina culturale si aggiungono interessanti riflessioni sul lavoro culturale e sulle possibili strategie di organizzazione politica, volte a generalizzare la lotta del settore culturale in un più ampio scontro contro lo sfruttamento.

Ricordare Raniero Panzieri. Una mostra a Siena

Il 9 ottobre è trascorso il cinquantesimo anniversario dalla morte di Raniero Panzieri, ricordato a Siena, presso la Biblioteca Umanistica dell’Università, con la mostra documentaria e bibliografica Raniero Panzieri, un marxista militante, organizzata grazie ai volontari del Servizio civile regionale nell’ambito del progetto A carte scoperte del Sistema Bibliotecario di Ateneo, visitabile fino al 18 ottobre 2014. Panzieri rappresenta uno degli esempi più coerenti di intellettuale che scelse di fare della politica e del fare politica il centro della propria esistenza, rinunciando alle proprie aspirazioni personali. E proprio oggi che la professione della politica è quanto mai screditata, è importante ricordare che c’è stato chi ha saputo esercitarla con onestà e impegno totali. Quando nel 1944 si iscrisse al Partito socialista, Panzieri era uno studioso di filosofia che avrebbe potuto scegliere un destino da “compagno di strada”, esercitando una professione intellettuale e militando con strumenti di carattere prevalentemente culturale. E fu effettivamente in questo ambito che mosse i primi passi nel del Psi, lavorando inizialmente al Centro di Studi Sociali di Giuseppe Romita e poi, dal 1946, all’Istituto di Studi Socialisti fondato da Rodolfo Morandi, di cui divenne segretario nel 1947. Dopo lo choc della sconfitta elettorale del Fronte popolare […]

Come si legge Nanni Balestrini

di Raffaello Rossi Da qualche parte [1] Walter Benjamin ha scritto che le opere d’arte non nascono dal nulla ma dal caos. L’utile insegnamento che possiamo trarre dal postulato del cri(p)tico berlinese è che, almeno nel campo dell’arte, caos e nulla non sono la stessa cosa. Se poi bisogna avere un caos dentro per partorire una stella danzante, può darsi anche il contrario. La stella di Nanni Balestrini ha cominciato a danzare tra le istruzioni date a un calcolatore elettronico di una banca milanese. La riduzione dell’io teorizzata da Alfredo Giuliani nell’introduzione all’antologia dei Novissimi ha certamente trovato in Balestrini, l’uomo che faceva uscire le poesie dal computer, il suo più radicale interprete. Il caos, nell’arte letteraria è cosa tutt’altro che semplice, sia dalla parte di chi scrive che di chi legge. Lo sapeva bene Roland Barthes, che per enunciare il caos dell’amore doveva tenere conto delle «insidie del Caso»: dare la sensazione della casualità è cosa ben diversa dall’essere casuali, poiché chi legge, inevitabilmente, cerca di costruire un senso, nel caso di Barthes, «una “filosofia dell’amore”, proprio dove invece bisogna aspettarsi soltanto la sua affermazione» [2]. La stessa cosa deve aspettarsi chi legge, in qualunque suo punto, l’opera di Nanni Balestrini: […]

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