donne

Quando la differenza scende in campo

di Maria Luisa Boccia   In seguito alla pubblicazione del post su fùtbologia e genere, ha cominciato a svilupparsi una matassa di riflessioni sia in coda al pezzo che dietro le quinte. Per questo abbiamo deciso di cominciare ad aprire nuove finestre in cui inserire alcuni dei contributi che ci paiono più fertili e stimolanti nella speranza che questa riflessione critica si faccia sempre più condivisa. Alle sollecitazioni che le abbiamo rivolto, Maria Luisa Boccia ha risposto con la generosa lettera che pubblichiamo. Cara Silvia, ho letto tutto con piacere ed interesse, anche se il calcio è molto poco presente nella mia vita. Non solo io, ma anche Marcello, i miei nipoti e molti miei amici non guardano partite, tantomeno giocano. Ma le questioni che sollevi, e quelle poste in molti interventi che hai sollecitato, riguardano il calcio e non solo. Direi che più in generale si può porre la questione così: donne e uomini si appassionano allo stesso modo anche quando l’oggetto della loro passione è lo stesso? E mettono in pratica le loro passioni allo stesso modo? E le raccontano allo stesso modo? Insomma è una questione di contenuti, di esperienze che, fin da piccoli, distingue e divide gli uni dalle […]

Diari di campo: Resilienze: percorsi femminili ...

Capita a volte che io vada in qualche scuola media superiore per partecipare ad incontri sui temi del diritto d’asilo e dei rifugiati. I ragazzi mi dicono che per loro un rifugiato è una persona che scappa dalla guerra, o un uomo che è stato perseguitato per le sue idee politiche. La persona che di solito mi accompagna e porta la sua testimonianza di rifugiato è il più delle volte un ragazzo che, appunto, è scappato da una guerra o da una persecuzione dovuta alle sue idee politiche. Raramente ho una donna a fianco, e raramente i ragazzi mi citano esempi di donne fuggite per matrimoni forzati o perché attiviste in movimenti politici. Anche i media hanno questa tendenza a considerare il rifugiato come uomo: l’immaginario comune vuole e pretende che la persona in fuga e bisognosa di protezione sia esclusivamente di sesso maschile. Sebbene la percentuale di donne rifugiate presenti in Italia sia inferiore rispetto a quella degli uomini (circa il 10% del totale nell’ultimo trimestre del 2011), ciò non toglie che questa percentuale nasconda un valore assoluto ben preciso di donne che fuggono dal loro paese, con problematiche molto differenti da quelle degli uomini. E non dobbiamo dimenticare […]

Il secondo tempo di SNOQ

di Alessandra Molinero e Martina Tarasco Siena, 9 e 10 luglio Che cos’è Se Non Ora Quando? Non è la continuazione o la ripresa esplicita del vecchio femminismo, ma piuttosto un movimento eterogeneo che si autodefinisce esplicitamente “trasversale, popolare”. Una trasversalità prismatica che unisce (e appiattisce) nella differenza di genere tutte le altre differenze: le donne dei partiti come le “donne normali”, le conosciute promotrici romane come le donne di tutti gli altri comitati, le donne di destra come quelle di sinistra, le femministe storiche (quelle che, nonostante le diffidenze, hanno partecipato) come le donne che non si sono mai occupate di questi temi. Le protagoniste delle due giornate sono state le donne sconosciute dei comitati (molto apprezzabile il fatto che a moderare e presentare la prima lunga giornata di sabato siano state le donne del comitato senese, infaticabili organizzatrici delle due giornate, e non i volti conosciuti della scena romana) che si alternano ad altre associazioni e singole donne. I temi proposti dal comitato promotore, rivendicazioni che riguardano più che altro lo stato sociale e forse per questo largamente condivisibili, sono quelli del corpo delle donne, tanto esibito nelle pubblicità e così poco presente negli spazi pubblici; il lavoro […]

Le figlie delle streghe

di Alessandra Molinero e Martina Tarasco Piazza Salimbeni piena, molto più di quanto ci si sarebbe aspettati. La manifestazione senese, con l’eco delle altre, in ogni città, è stata bella. Era il momento giusto. “Se non ora quando?” per l’appunto. L’affluenza è stata considerevole. Le donne c’erano e c’erano anche gli uomini, anzi a tratti sembravano loro, i maschi, i più numerosi. Il che stimola riflessioni, anche polemiche. Da giorni ormai gli uomini erano chiamati a raccolta dai volti noti che hanno promosso la manifestazione. Certo rincuora vedere tante facce maschili in quella piazza. La solidarietà e l’identificazione sono un motore importante nelle lotte di piazza. Siamo d’accordo che il tema dell’immagine femminile e quello del ruolo dei maschi oggi siano il recto e il verso di uno stesso argomento. E che proprio la distinzione dei due abbia finito nel passato per logorare e impoverire entrambi. È necessario costringere la riflessione sui due fronti, serratamente parallela e continuamente intersecata; altrimenti non serve. Interessante però sarebbe contemporaneamente scoprire quanti di quegli uomini che oggi si sentivano parte della manifestazione e probabilmente anche eticamente fieri di esserci, predicano bene e razzolano male: covano cioè, nelle pratiche quotidiane e nelle relazioni personali, sotto […]

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