
La malattia penitenziaria #1
Da un’etnografia dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa: salute mentale, Opg e cultura carceraria, nella prima parte di una riflessione attorno a storia e architettura dei dispositivi di contenzione.

Da un’etnografia dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa: salute mentale, Opg e cultura carceraria, nella prima parte di una riflessione attorno a storia e architettura dei dispositivi di contenzione.

In occasione dell’incontro “Dar voce alla follia“, ospitato dal seminario dedicato a “Siena e il suo doppio“, pubblichiamo un estratto dal testo “… e tu slegalo subito” (Edizioni Alphabeta Verlag / Collana 180, 2015) di Giovanna del Giudice.

Dopo aver riflettuto insieme sul cantiere di Socioanalisi narrativa, ci interroghiamo ora su come metterne a valore i risultati di questo percorso che ad oggi convivono in modo contraddittorio all’interno delle istituzioni che si cercano di cambiare[*].

Dopo Cambiare i servizi di Salute mentale? Nuove soggettività a confronto, pubblichiamo oggi la seconda puntata del convegno “utenti e familiari: nuovi soggetti per nuove politiche sanitarie” tenutosi a Modena il 24 ottobre.

Rendere visibili gli invisibili è stato un imperativo categorico per Franco Basaglia che scrive nelle Conferenze Brasiliane (1979) “Giorno dopo giorno, anno dopo anno, passo dopo passo, disperatamente trovammo la maniera di portare chi stava dentro fuori e chi stava fuori dentro”.

Il lavoro culturale, assieme a rete sPAZZI, sta lavorando alla realizzazione di un progetto sulla riqualificazione dei padiglioni abbandonati degli ex manicomi. L’intenzione è quella di sviluppare una riflessione pratica e partecipata sul significato dell’abbandono dei luoghi della contenzione.

Lo scorso 12 marzo è scomparso all’età di 79 anni il sociologo francese Robert Castel. Direttore di ricerca dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Castel è un autore che lascia un’ampia eredità intellettuale.

Ho aspettato qualche giorno per seguire dalla soglia l’evoluzione della discussione che ha preso piede in coda al prezioso post di Eve Blisset che abbiamo pubblicato martedì scorso. Ora mi sembra che la piega presa dagli commenti in calce al post sia tale da consentirmi di muovere una perplessità che necessita di uno spazio indipendente.

Aderiamo all’appello lanciato da Manicomio: No grazie! contro la proposta di Legge “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica” che prevede la reintroduzione della cultura manicomiale in un paese come il nostro che fino ad oggi ha rappresentato per il mondo intero una guida al suo superamento.