In collaborazione

Come si legge Nanni Balestrini

di Raffaello Rossi Da qualche parte [1] Walter Benjamin ha scritto che le opere d’arte non nascono dal nulla ma dal caos. L’utile insegnamento che possiamo trarre dal postulato del cri(p)tico berlinese è che, almeno nel campo dell’arte, caos e nulla non sono la stessa cosa. Se poi bisogna avere un caos dentro per partorire una stella danzante, può darsi anche il contrario. La stella di Nanni Balestrini ha cominciato a danzare tra le istruzioni date a un calcolatore elettronico di una banca milanese. La riduzione dell’io teorizzata da Alfredo Giuliani nell’introduzione all’antologia dei Novissimi ha certamente trovato in Balestrini, l’uomo che faceva uscire le poesie dal computer, il suo più radicale interprete. Il caos, nell’arte letteraria è cosa tutt’altro che semplice, sia dalla parte di chi scrive che di chi legge. Lo sapeva bene Roland Barthes, che per enunciare il caos dell’amore doveva tenere conto delle «insidie del Caso»: dare la sensazione della casualità è cosa ben diversa dall’essere casuali, poiché chi legge, inevitabilmente, cerca di costruire un senso, nel caso di Barthes, «una “filosofia dell’amore”, proprio dove invece bisogna aspettarsi soltanto la sua affermazione» [2]. La stessa cosa deve aspettarsi chi legge, in qualunque suo punto, l’opera di Nanni Balestrini: […]

Il Mar Mediterraneo secondo Mattia Insolera

di Jacopo Braghini «Essendo la fotografia un mezzo facile, anche un po’ casuale, una pratica assume valore quando la sai riprodurre intenzionalmente, non quando ti viene per caso.» È con queste parole che Mattia Insolera entra nel vivo dell’intervista che ci ha rilasciato in occasione dell’inaugurazione della sua mostra personale al Santa Maria della Scala a Siena, dal titolo: Transmediterranea. Un’antologia di Identità, Persone, Merci. La mostra – curata dall’autore in collaborazione con Ada Sbriccoli ed allestita con estrema cura da Luca Baldini – ci racconta il viaggio che Insolera ha intrapreso nel mar mediterraneo. Le sue fotografie ci conducono così alla scoperta di tutti quei luoghi, quegli spazi che partecipano alla ri-composizione del topos mediterraneo. Il progetto, realizzato grazie ai finanziamenti garantiti dal CoNCA (Conseil Nacional de la Cultura i de les Arts de la Generalitat de Catalunya), nasce nell’agosto 2009 con l’obiettivo di raccontare otto storie e si è sviluppato nell’arco di questi ultimi tre anni. Ad oggi il progetto si compone di 17 storie di vita e, negli intenti dell’artista, si dovrebbe concludere una volta raccolte complessivamente una ventina di storie dedicate ai temi dell’industria marittima, del traffico di persone, della movimentazione delle merci e perciò anche […]

Non guardate gli spettacoli, fateveli raccontar...

di Vincenzo Idone Cassone Il 23 giugno, in occasione di Vdf 2011 è andato in scena Sonno, della compagnia Opera (di Vincenzo Schino), premio Lia Lapini 2010. Nel titolo come nell’opera corrono sotterraneamente due riprese fondamentali del suo messaggio e immaginario: da una parte i Caprichos di Goya (su tutti, il primato intellettuale de Il sonno della ragione genera mostri; ma sono i ritratti dello spagnolo ad aver condizionato la mano di Pierluca Cetera, autore delle tele); dall’altra il mondo sconvolto dal caos di Macbeth, mondo in cui, distrutto l’ordine naturale, il sonno non è più possibile. Tutti questi riferimenti, alcuni espliciti altri meno, puntellano e cospargono il testo di piccoli rimandi e illusioni che sembrano confondersi e non mirare ad una struttura e ad una storia precisa; così come l’opera più che uno sviluppo narrativo sembra puntare sul percorso emozionale e sull’impatto, anche feroce, che le immagini e i suoni procurano nello spettatore. Come al solito, pienone; una quarantina di persone. Mi sono chiesto quanta gente, prima dello spettacolo, avrebbe voluto vederlo e non ha potuto. Quante persone lo avrebbero apprezzato o compreso più di me. Quante non sono volute venire volontariamente e quante non sono state raggiunte dalla […]

Close