Sismografie

Un Focus nato dal post-sisma aquilano. Un intreccio di contributi realizzati da autori e autrici con diverse formazioni che si sono occupati o si stanno occupando quotidianamente di studiare, ricercare e interrogare le contraddizioni emerse dalle pratiche di ricostruzione della città abruzzese a più di 900 giorni dal sisma.

Dalla “fabbrica del terremoto” alle relazioni tra le istituzioni del territorio e la cittadinanza, dalla ridefinizione degli spazi di esistenza alle politiche della Protezione Civile, dal ruolo delle immagini nella rappresentazione di un mondo in frantumi alle sue conseguenze sulla vita dei cittadini che gli sono sopravvissuti.
Da questi contributi è nata una raccolta di saggi “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma” curata da F. Carnelli, F. Tommasi e O. Paris e pubblicata con Effigi nel 2012.

Spinti dalla quotidianità delle emergenze e dalla consapevolezza che una catastrofe si produce e si percepisce come tale anche a partire dalle capacità di reagire allo sconvolgimento del proprio sistema di significati, questo Focus è confluito poi in uno spazio reticolare: un dialogo interdisciplinare per costruire degli strumenti di riflessione, d’analisi, e di costruzione di una memoria collettiva per orientarsi nella ricostruzione di un orizzonte di senso a più grafie, prima e dopo un sisma. Dall’umanitarismo delle gestioni emergenziali alla comunicazione del rischio, dalle implicazioni sociali e mediatiche del terremoto in Emilia alla costruzione di un dibattito attorno al rischio sismico e alle rappresentazioni dei sismi e della loro comunicazione scientifica; senza mai dimenticare la storia e la memoria dei disastri e L’Aquila, ancora Zona Rossa a tempo indeterminato.

L’Aquila istituzionalizzata

Sismografie (8)> di Emanuele Sirolli [*] Lo stato della popolazione aquilana emerso da una ricerca e da un progetto di ascolto attivo realizzato dal Gruppo di Umana Solidarietà nelle new towns de L’Aquila post-sismica Il G.U.S. (Gruppo Umana Solidarietà) è un’Organizzazione Non Governativa basata sulla laicità, la solidarietà e la giustizia sociale, che dal 1993 interviene a supporto di popolazioni afflitte da guerre o calamità naturali. Dopo il sisma del 6 aprile 2009 il G.U.S. ha immediatamente fornito il proprio sostegno alla popolazione aquilana e in seguito alla prima fase emergenziale ha deciso di restare a L’Aquila per continuare ad offrire, in collaborazione con i volontari aquilani, il suo contributo alla popolazione, con l’obiettivo di ricostruire la rete sociale locale che il sisma e soprattutto la nuova pianificazione territoriale avevano disgregato. Due anni dopo il sisma, infatti, solo la minima parte della popolazione aquilana è rientrata ad abitare nelle proprie abitazioni, la maggior parte vive o in abitazioni provvisorie (autonoma sistemazione) o in casette di legno removibili (soluzione adottata solamente nei piccoli paesi limitrofi a L’Aquila, non in città) o nei progetti C.A.S.E., 19 grandi agglomerati abitativi periferici alla città che ospitano più di 15000 persone. I progetti C.A.S.E. sono generalmente […]

Tempo di esposizione del trauma dell’Aquila

La (ri)costruzione fotografica nei “memoriali informativi” online del Gruppo L’Espresso   [Una versione di questo articolo è apparsa su “EC”, n.7/8 – settembre 2011][1] 1. Il fatto e il corpus: il terremoto e la fotogalleria Cos’è il terremoto de L’Aquila e quando ha avuto inizio? Una risposta a queste due domande potrebbe essere: “è una scossa sismica di magnitudo Richter 5,8 che il 6 aprile 2009 ha colpito il capoluogo abruzzese causando 308 morti e 1500 feriti, distruggendo circa 35.379 edifici e costringendo allo sfollamento 65.000 persone”. Questa potrebbe essere la definizione per un lettore, un fotografo o un giornalista, che leggono l’evento aquilano attraverso la lente della sua notizia, ma non certo per un sismologo, per cui il terremoto de L’Aquila inizia alla fine del 2008, si protrae fino alla scossa delle 3:32 del 6 aprile con epicentro Onna – frazione de L’Aquila – per poi esaurire il suo sciame sismico nel corso del 2009. Se la data d’inizio di un evento tellurico è soggetta a interpretazioni molto diverse, ancor meno pacifica è la risposta alla domanda: quando finisce un terremoto? Infatti, oltre alla vibrazione della crosta terrestre e ai danni a persone e cose, tra gli effetti di […]

Amarcord un paio di terremoti

di Giovanni Iozzoli [*] Chi l’avrebbe detto che un terremoto di pianura, si sarebbe trascinato dietro così tanti disastri – e così tante suggestioni? Dappertutto, qui a Nord – la Bassa è il posto dove non succede mai niente. I capannoni sono bunker, fortilizi incrollabili, eroicamente in lotta contro la caduta tendenziale del saggio di profitto. Le campagne sono piatte e squadrate, come disegnate da un gigantesco ortolano maniaco della precisione. Niente mosche, niente cani, niente gente a ciondolare per strada. Anche le zanzare sono operose e ordinate. Vai tu a pensare che un terremoto, il simbolo per eccellenza dell’anarchia della natura, mi arrivava proprio qua. Ho 45 anni e ne ho già visto qualcuno, di sismi. È che nel mio immaginario il terremoto era sempre stato una roba euroasiatica – appenninica o caucasica… Il terremoto lo associavo ai tufi polverizzati trafitti da travi di legno nero, e ai vecchi secchi e scuri, con le coperte in testa, e ai maiali e ai somari liberi tra le macerie, e ai paesini nascosti tra le sottane di montagne ispide. Già il terremoto di Haiti mi aveva disorientato. Le casette color pastello, sfarinate sotto il cielo tropicale, mi rimandavano un segnale inedito: […]

Democrazie della ricostruzione

L’Aquila. 900 giorni dopo. Oltre 35.300 le persone ancora fuori dalle loro abitazioni. Le scosse continuano, seppure con minore intensità e frequenza. La ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma fuori dal centro storico procede faticosamente. Il centro storico, uno dei più grandi e preziosi d’Italia, resta per lo più inaccessibile. La comunità, sfaldata. Certamente forte, a tratti stanca. Le Istituzioni, confuse. Almeno in apparenza.

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