Politiche del contemporaneo

Politiche del contemporaneo accoglie le riflessioni che non cessano di puntare lo sguardo sulle trasformazioni del presente, di coglierne le profondità storiche, le temporalità molteplici, le razionalità implicite – nel tentativo di interrogarne, e analizzarne, le ragioni politiche. In questo focus ospitiamo contribuiti che vogliano provare a misurarsi con i modi in cui i poteri si inscrivono nei corpi e nelle vite, le forme in cui si esercitano nelle mutevoli manifestazioni di cattura e alienazione, così come di produzione e sfruttamento. Un banco di prova per una ricognizione sulle traiettorie e le forme di governo che il potere assume nei territori; sulle relazioni che attraversa e stabilisce; sui suoi modi di esercitare violenza e raccogliere consenso; e sui nodi problematici che intorno a esso si addensano. Il focus intende prestare particolare attenzione a tutte quelle questioni del contemporaneo intese come istanze sociali e politiche che si riproducono, persistono, irrompono costantemente nelle vite, e che le varie forme di pensiero dominante e senso comune tendono a rappresentare come intrattabili.

Orientalismi ai tempi dell’ISIS

Qualche settimana fa, il deputato grillino Alessandro Di Battista ha reso pubbliche su internet alcune riflessioni su Isis, Iraq e in generale sullo scenario vicino orientale. Al di là degli slogan e della strumentalizzazione politica alimentata in egual misura da Pd e M5S, questo testo ha messo in evidenza alcune criticità che caratterizzano il dibattito e il discorso sulle crisi che da tempo ormai tartassano la regione. 

Elogio della vertigine, o guerra senza fine

Pubblichiamo un estratto di “Elogio della vertigine o guerra senza fine”, il saggio introduttivo di Gianluca Solla al testo di Roger Caillois, “La vertigine della guerra”, edito da Casa di Marrani. Scritto negli anni successivi al secondo conflitto mondiale e tradotto integralmente per la prima volta in Italia, il libro di Caillois non si limita a indagare la mobilitazione totale perpetrata dai regimi del Novecento, ma mostra come, in maniera più inquietante, ogni democrazia rechi con sé, proprio nel suo rapporto con la guerra, il principio comune ad ogni deriva totalitaria.

La questione musulmana

Pubblichiamo un articolo di Sara R. Farris uscito originariamente in inglese sul sito Al Jazeera English. Traduzione a cura di Nicola Perugini.

“Froci da combattimento”: omonazion...

Pubblichiamo un estratto da Queers of War: Normalizing Lesbians and Gay in the US War Machine, il saggio di Hilary King contenuto nel volume dal titolo Good Intentions: Norms and Practices of Imperial Humanitarianism, a cura di Maximilian C. Forte (Alert Press, 2014). La traduzione dell’estratto, apparso già su Zero Anthropology, è a cura di Nicola Perugini e Federico Zappino.

Gaza, l’impotenza, la ripetitività

Sabato ho letto “lode all’impotenza” di Christian Raimo, a proposito dei massacri israeliani a Gaza. Raimo, riprendendo Kurt Vonnegut, spiega che “non c’è nulla di intelligente da dire sugli ultimi bombardamenti a Gaza”.

Deleuze, “Il sapere”. Corso su Fouc...

È da poco uscito Il sapere (ombre corte 2014, introduzione di Massimiliano Guareschi), la traduzione del primo dei seminari che Gilles Deleuze, tra il 1985 e il 1986, dedica al pensiero e alla ricerca di Michel Foucault, scomparso l’anno prima. Come si legge in quarta di copertina, «Deleuze non entra in punta di piedi nel corpus foucaultiano. Il suo è un gesto diverso, che si pone come l’esercizio di un filosofo su un altro filosofo, come il prodotto dell’interazione fra due costellazioni teoriche o, meglio, come il tentativo di presa dell’una sull’altra».

«Voglio sapere di cosa si tratta». Sull’esperie...

È il 29 maggio del 1984 ed è appena stato pubblicato il secondo dei volumi della “Storia della sessualità” di Michel Foucault, “L’uso dei piaceri”; a distanza di qualche mese verrà dato alle stampe anche il terzo e ultimo di quei volumi, “La cura di sé”.

Le mafie di Roma. Dibattito pubblico e problemi...

Pur con molteplici significati, il tema delle mafie tradizionali – o meglio, “meridionali” – a Roma e nel Lazio è largamente accolto nel dibattito pubblico capitolino. Molto più timido è invece l’approccio espresso dalle istituzioni e dagli organi di contrasto.  Qui la prima parte.

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