
Intervista a Sandro Chignola
La scuola oltre il limite, ovvero insegnare fuori dal neoliberismo.

di Andrea Sartori Che cos’è una diagnosi in ambito psichiatrico? Un’etichetta incollata alla vita del paziente come un destino che questi non si può scrollare di dosso? Un escamotage che il medico utilizza per riempire l’apposita casella di un referto, garantendosi una coscienza tranquilla, professionalmente conforme? Il libro dello psichiatra e studioso di antropologia culturale Giorgio Villa (Dimagrire con la psichiatria Exorma Edizioni, Roma 2012, pp. 249) è il tentativo di ragionare intorno a queste domande, utilizzando la rielaborazione narrativa della propria esperienza clinica nel servizio di emergenza del 118, come strumento d’indagine. Non a caso Bruno Callieri, deceduto lo scorso febbraio a conclusione di una vita spesa a umanizzare la psichiatria, nella prefazione ascriveva il volume al filone della narrative medicine, ovvero a quell’ambito del racconto della malattia – e del suo possibile impiego clinico – di cui il ‘900 è stato prodigo di esempi ante litteram, basti pensare alle Memorie di un malato di nervi (1903) di Daniel Paul Schreber, a Franz Kafka, Italo Svevo, Luigi Pirandello, o allo stesso Sigmund Freud, partecipe cronista dell’inconscio di legioni di pazienti. I racconti di Villa hanno tuttavia una particolarità, che marca una netta distanza tra la sua scrittura e quella di chi nega, sic et simpliciter, che […]

“Passare ad una linea più incisiva, con arresti, per cancellare l’immagine di una polizia rimasta inerte di fronte agli episodi di saccheggi e devastazione”. Dalla sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Genova, deposizione di Ansoino Andreassi vice capo della polizia e responsabile dell’ordine pubblico durante il G8, p.67. Certamente Colucci era piuttosto condizionato dalla presenza dei vertici della polizia; capì che l’intervento era ben gradito, ma ritenendosi da parte di tutti che in effetti sussistessero i presupposti per disporlo, così venne deciso. Dalla sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Genova, p.91. Gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria, che abbiano notizia, anche se per indizio, della esistenza, in qualsiasi locale pubblico o privato o in qualsiasi abitazione, di armi, munizioni o materie esplodenti, non denunciate o non consegnate o comunque abusivamente detenute, procedono immediatamente a perquisizione e sequestro. art. 41 R.D. 18 giugno 1931 n. 773 (TULPS): perquisizione ad iniziativa autonoma. [Qui la seconda, la terza, la quarta e la quinta parte] 0- poliziotti e operai Franco Fedeli era un giornalista che si occupava di polizia. Intorno alla metà degli anni settanta riuscì (cercherò in seguito di raccontare come) nella strana impresa di mettere insieme […]

Questo giovedì alle 16 saremo all’Aquila per la prima presentazione di Sismografie. Ritornare a l’Aquila mille giorni dopo il sisma. Saranno presenti: la casa editrice, i curatori ed alcuni degli autori dei saggi che raccolti nel volume.

Il biennio 2011/2012 è stato un momento di svolta nella storia della scuola pubblica italiana.
L’intervento di Stefano Traini Convegno “L’invenzione del barocco. La riscoperta di un’epoca e delle sue forme nella seconda metà del Novecento”, Università degli Studi di Teramo, 23-24 settembre 2008. Il saggio è già apparso sulla rivista E/C.
Parole vere, sillogismi falsi, accostamenti scomodi. di Nicola Perugini e Francesco Zucconi “Il baricentro è nella diaspora.” [1] Su Il Sole 24 Ore dell’otto aprile scorso, Domenico Scarpa e Irene Soave, due ricercatori che collaborano con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, hanno puntualmente analizzato il processo di costruzione di un sillogismo falsamente attribuito a Primo Levi: “Ognuno è ebreo di qualcuno. Oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele”. A partire dalla rilevazione dell’enorme ricorrenza di tale frase sul motore di ricerca di Google, i due autori “smontano” la storia di un falso. La rivelazione nasce dal confronto tra un’intervista rilasciata nel 1982 da Levi ad Alberto Stabile per La Repubblica e l’articolo de Il Manifesto dello stesso anno in cui il giornalista Filippo Gentiloni, dopo aver riportato una frase dell’orologiaio Mendel, uno dei protagonisti di Se non ora, quando? [2], aveva aggiunto una sua frase: “E oggi i palestinesi sono gli ebrei degli israeliani”. Di qui il falso sillogismo, poi propagatosi in rete [3]. Da non poco tempo – sin dai primi cenni di Levi alle problematicità che egli vedeva in un Israele auto-erettosi a portavoce dell’ebraismo e alla sua critica nei confronti del militarismo dei governi dello stato che si dichiara ebraico – le parole di questo […]
Andrea Segre su Mare Chiuso Registrazione dell’intervento di Andrea Segre dopo la proiezione del suo documentario Mare Chiuso (2012), girato insieme a Stefano Liberti. L’incontro con Segre è stato il primo di due appuntamenti dedicati ai temi sviluppati all’interno del Focus ASYLUM.

Al provveditorato, disse la professoressa, facevano, scusando il termine, schifo, davano il posto a chi aveva più raccomandazioni, a lei avevano levato almeno sei punti e mezzo, nella graduatoria, e oltre tutto quella storia di riservare il cinquanta per cento dei posti ai reduci era l’ora che finisse, come era finita la guerra, ormai da cinque anni, e oltre tutto la guerra non l’avevano mica fatta soltanto gli uomini, anche alle donne era toccata la loro parte.