Focus

sono spazi di approfondimento dedicati a tematiche che riteniamo particolarmente emblematiche e necessarie per una comprensione a più dimensioni della contemporaneità. Peculiarità di questi approfondimenti è la coralità attraverso cui viene costruita una visione d’insieme dei contesti analizzati. La narrazione è infatti prodotta da un intreccio di contributi differenti proposti da ricercatori e professionisti specializzati nelle diverse aree delle scienze umane.

In cima ad un palo

Le parti del testo in corsivo sono citazione tratte da “TSO – Un’esperienza in reparto psichiatria”, scritto da Magda Guia Cervesato e uscito nell’aprile 2012 per l’editore www.sensibiliallefoglie.it

Polizia anno zero

La Diaz, Franco Fedeli e la polizia democratica. Storia di un fallimento (5). Pubblichiamo l’ultima parte di una riflessione sulle dinamiche storiche delle forze dell’ordine a partire dal caso Diaz, e in relazione alla Sentenza di ieri. Qui la prima, la seconda, la terza e la quarta parte

Manicomio? No Grazie!

Aderiamo all’appello lanciato da Manicomio: No grazie! contro la proposta di Legge “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica” che prevede la reintroduzione della cultura manicomiale in un paese come il nostro che fino ad oggi ha rappresentato per il mondo intero una guida al suo superamento.

Strafatti di acidi e peperonata – “...

Ma lo sai che un ragazzo ha acceso il sigaro a un russo e si è beccato cento euro? Ma lo sai che una russa voleva andare al bar Principe e quello che gli ha detto dov’era si è beccato cento euro? Ma lo sai che una bimba russa ha comprato una bambola con un foglio da cinquecento euro, e per darle il resto hanno dovuto rincorrerla? Un po’ di tempo fa il mio parrucchiere mi ha raccontato di una signora russa che, accompagnata nel suo salone da una cliente abituale, al momento di pagare era rimasta tanto soddisfatta dal suo lavoro da non chiedergli neppure il conto, e da lasciare mille euro sul bancone, così, in contanti, facendolo rimanere tanto sbigottito quanto felice. All’inizio non ci avevo creduto, a questo come a tanti suoi racconti (tipo quello di quando mise l’annuncio sul giornale proponendo acconciature a domicilio, per poi ritrovarsi in camere di attempate signore reggiane in desabillé. Ma non è questo il luogo adatto… un giorno magari ve le racconto tutte, queste storie fantastiche). Comunque: io non ci credevo, alla storia della russa, fin quando ho letto Morte dei marmi di Fabio Genovesi, Laterza, collana Contromano. Avevo già […]

Sismografie: a Paganica, fra i Santi di un pass...

di Fabio Carnelli Sabato 23 Giugno il Lavoro Culturale è tornato a Paganica con Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma, in compagnia dei curatori, di Emanuele Sirolli e Isabella Tomassi (fra gli autori) e di Paolo Perna (Salviamo Paganica Onlus): una presentazione del tutto peculiare, che ha aperto i festeggiamenti della seconda riproposizione post-sismica della Festa di San Giovanni. Presentare questo libro durante la festa ha assunto un duplice significato: da una parte perché molti stimoli al progetto sono partiti proprio da qui, da Paganica e dalla prima riproposizione della festa di San Giovanni, che ha visto presente anche uno dei curatori del volume per la ricerca di tesi; Dall’altra poiché la festa stessa può divenire parte di una vera e propria tattica di rifondazione di luoghi e relazioni, fondamentale per la costruzione di una memoria comune del paese dopo il sisma: anche di questo si è scritto in Sismografie. Paganica, lo sappiamo, è stato uno dei paesi più colpiti dal terremoto e dalla gestione dell’emergenza: il 39% delle abitazioni è risultato inagibile e sul suo territorio sono sorti ben due Progetti C.A.S.E., fra cui Paganica 2, la più popolosa delle New Town del cratere; attualmente il centro storico […]

scuola

Appello per la scuola primaria statale “G. Lodi...

Pubblichiamo la testimonianza dell’insegnante della scuola primaria di Crevalcore (Bo), colpita dallo sciame sismico che ha recentemente interessato il Nord Italia. Si tratta di una testimonianza emblematica, infatti la metafora del sisma, metafora che il lavoro culturale ha già utilizzato per gettare uno sguardo sulle dinamiche del potere nella contemporaneità, attraverso l’esperienza traumatica del terremoto de L’Aquila in “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma”, racconta nei suoi accenti più crudi quello che sta succedendo alla scuola pubblica italiana: strutture fatiscenti che richiedono una messa in sicurezza immediata, la sovraresponsabilizzazione degli insegnanti a fronte di uno Stato assente, la competizione tra “poveri” che ministero e parti sociali contribuiscono ad alimentare tra precari storici e contrattisti di ultima generazione, il ruolo cruciale che la scuola gioca per la sopravvivenza del territorio. Come ha già messo in luce Naomi Klein in “Shock economy”, un terremoto è sempre una buona occasione per fare tabula rasa della rete di resistenza locali (fondate sulla cooperazione, sulla relazione tra scuola e territorio) per sostituirvi una rete di strutture private, finalizzate a disciplinare il territorio post sismico con il valore neoliberista dell’autoimprenditorialità. Mi chiamo Chiara e sono un’insegnante precaria di scuola primaria. Quattro anni fa […]

Quando la differenza scende in campo

di Maria Luisa Boccia   In seguito alla pubblicazione del post su fùtbologia e genere, ha cominciato a svilupparsi una matassa di riflessioni sia in coda al pezzo che dietro le quinte. Per questo abbiamo deciso di cominciare ad aprire nuove finestre in cui inserire alcuni dei contributi che ci paiono più fertili e stimolanti nella speranza che questa riflessione critica si faccia sempre più condivisa. Alle sollecitazioni che le abbiamo rivolto, Maria Luisa Boccia ha risposto con la generosa lettera che pubblichiamo. Cara Silvia, ho letto tutto con piacere ed interesse, anche se il calcio è molto poco presente nella mia vita. Non solo io, ma anche Marcello, i miei nipoti e molti miei amici non guardano partite, tantomeno giocano. Ma le questioni che sollevi, e quelle poste in molti interventi che hai sollecitato, riguardano il calcio e non solo. Direi che più in generale si può porre la questione così: donne e uomini si appassionano allo stesso modo anche quando l’oggetto della loro passione è lo stesso? E mettono in pratica le loro passioni allo stesso modo? E le raccontano allo stesso modo? Insomma è una questione di contenuti, di esperienze che, fin da piccoli, distingue e divide gli uni dalle […]

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