Focus

sono spazi di approfondimento dedicati a tematiche che riteniamo particolarmente emblematiche e necessarie per una comprensione a più dimensioni della contemporaneità. Peculiarità di questi approfondimenti è la coralità attraverso cui viene costruita una visione d’insieme dei contesti analizzati. La narrazione è infatti prodotta da un intreccio di contributi differenti proposti da ricercatori e professionisti specializzati nelle diverse aree delle scienze umane.

auctoritas actualitas

Auctoritas/Actualitas. Pensieri, parole, opere ...

Nella disputa sulla figura dell’intellettuale e il suo destino, l’intervento di Giacomo Tagliani tira in ballo qualcosa che evidentemente ha a che fare con i meccanismi di definizione dell’auctoritas, legata in qualche modo al valore dell’attualità nel discorso pubblico: ci si chiede chi ha il diritto di dire cosa, e su quale base debba essere giudicata opportuna. I commenti stimolati dal suo intervento suggeriscono che la questione debba essere vista in relazione alle tecnologie della rete, come il blog di cui in questo momento stesso ci serviamo.

stranieri scuola

Gli stranieri e la scuola italiana

La presenza di alunni stranieri in Italia sta aumentando quotidianamente e questo fenomeno deve modificare in modo sostanziale l’approccio complessivo della scuola italiana nei confronti della provenienza culturale ed educativa di un alunno.

patrimonializzazione

Per una riflessione critica sulla patrimonializ...

“Chi è senza patrimonio scagli la prima pietra”.   L’incandescente mattina di febbraio in cui Beatriz Viterbo morì, dopo un’imperiosa agonia che non si abbassò un solo istante al sentimentalismo né al timore, notai che le armature di ferro di Plaza Constitución avevano cambiato non so quale pubblicità di sigarette; il fatto mi dolse, perché compresi che l’incessante e vasto universo già si separava da lei e che quel mutamento era il primo di una serie infinita. Cambierà l’universo ma non io, pensai con malinconica vanità; talora, lo so, la mia vana devozione l’aveva esasperata; morta, potevo consacrarmi alla sua memoria, senza speranza ma anche senza umiliazione. Jorge Luis Borges, L’Aleph

dibattito intellettuale

Cultura à la plage

Da lungo tempo il dibattito in voga tra le élites italiane si concentra quasi esclusivamente sullo svilimento del “comparto cultura” all’interno del nostro paese e sulla sempre minor efficacia della figura dell’intellettuale nell’orientare le scelte della società.

Arance Rosarno

Le arance non cadono dal cielo

“Le arance non cadono dal cielo” è una frase di uno striscione che è stato affisso davanti al Ministero dell’Agricoltura a Roma da un centinaio di braccianti africani di Rosarno, il 7 gennaio 2011.

Egitto palestina

L’Egitto è in Palestina

Questo articolo è stato originariamente pubblicato online sul sito di “alfabeta2”. Un carissimo amico mi scrive chiedendomi: “Tu che stai in Palestina sei in un punto di osservazione privilegiato. Chi meglio di te, da lì, potrebbe scrivere qualcosa su quello che sta succedendo in Egitto e nel resto del mondo arabo?”.

Contro i falsi profeti: un’ora di intelligenza

di Silvia Jop e Davide Gangale Erano i primi anni Settanta quando Franco Rotelli e Mariagrazia Giannichedda incontravano Trieste, il manicomio e Franco Basaglia. Con l’arrivo in Friuli, dopo essersi imbattuti nell’architettura e nelle prassi criminali dell’istituzione totale che agiva un’azione coattiva e violenta sui soggetti che vi erano reclusi, avevano cominciato a contribuire ad un processo di liberazione che avrebbe cambiato radicalmente il volto di questo paese. Mentre le pareti del manicomio venivano abbattute, si cominciava a restituire alle città e alla società nel suo complesso l’altro sé. Si svelava quindi il volto della contraddizione che era stato relegato al di là del muro, racchiuso tra inferriate e mattoni. Alle prese con la distruzione di quel grande carcere eretto per contenere le persone che erano state marchiate a vita come “irrecuperabili”, si sovvertivano anche i principi primi di una cultura che aveva fatto dell’assolutizzazione del concetto di salute e di quello di normalità il suo mito fondativo. Superati i primi anni del duemila, Franco Rotelli e Mariagrazia Giannichedda continuano ad incontrarsi scontrandosi con i residui di quell’istituzione totale e praticando, nello spazio delle loro quotidianità, visioni del mondo alternative. Neutralizzando con grande eleganza i rischi di un facile amarcord, […]

Dieci parole che hanno confuso l’Italia

di Omar Calabrese Per gentile concessione dell’autore, pubblichiamo questo articolo, già edito nel testo curato da Federico Montanari Politica 2.0. Nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione, Carocci, Roma, 2010. Molti hanno osservato, recentemente, che da circa quindici anni il linguaggio della politica italiana si è decisamente trasformato. Una volta esistevano una voluta oscurità e una ambiguità generalizzata, utile al puro effetto di presenza sulla scena pubblica da parte degli uomini politici, all’occultamento del significato per gli ascoltatori e i lettori, e alla possibilità di volgere il senso delle parole secondo le tattiche dell’occasione [1]. Italo Calvino, ad esempio, scriveva nel 1965: “Ogni giorno, soprattutto da cent’anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un’antilingua inesistente. Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d’amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono pensano parlano nell’antilingua” [2]. Il fenomeno era, d’altra parte, conosciuto in tutto il mondo, e aveva dato luogo, fin dagli anni Trenta (soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra) a un movimento per un corretto uso del linguaggio nell’amministrazione della cosa pubblica, detto comunemente plain language, che ha ottenuto molti successi a […]

La Neolingua del Reale

di Vincenzo Idone Cassone La maestra di scuola non si informa quando interroga un allievo, né informa quando insegna una regola di grammatica o di calcolo. In-segna, dà ordini, comanda. Gli ordini del professore […] non derivano da significati originari, non sono la conseguenza di informazioni […] la macchina dell’insegnamento obbligatorio non comunica informazioni, ma impone al bambino coordinate semiotiche attraverso le basi duali della grammatica (maschile-femminile, singolare-plurale…) G. Deleuze e F. Guattari, Mille piani Nell’Italia d’oggi l’invocazione del ritorno dei fatti è una richiesta che giunge da più parti e non può essere ignorata, ma piuttosto inquadrata all’interno cambiamenti che sono intercorsi negli ultimi quaranta anni: periodo in cui muta radicalmente la struttura mediatica dell’informazione e della diffusione dei contenuti. È forse necessario ripetere qualche considerazione sui linguaggi umani e soprattutto su quella che chiamiamo la Lingua. In 20 novembre 1923. Postulati della linguistica (all’interno di Mille piani) i due autori francesi si pongono in una dimensione del linguaggio particolarmente cruda: «l’unità elementare del linguaggio – l’enunciato – è la parola d’ordine […] il linguaggio non è fatto nemmeno per essere creduto, ma per obbedire e far obbedire». La parola d’ordine non è qui semplicemente l’esplicitazione di un comando […]

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