Focus

sono spazi di approfondimento dedicati a tematiche che riteniamo particolarmente emblematiche e necessarie per una comprensione a più dimensioni della contemporaneità. Peculiarità di questi approfondimenti è la coralità attraverso cui viene costruita una visione d’insieme dei contesti analizzati. La narrazione è infatti prodotta da un intreccio di contributi differenti proposti da ricercatori e professionisti specializzati nelle diverse aree delle scienze umane.

L’Aquila istituzionalizzata

Sismografie (8)> di Emanuele Sirolli [*] Lo stato della popolazione aquilana emerso da una ricerca e da un progetto di ascolto attivo realizzato dal Gruppo di Umana Solidarietà nelle new towns de L’Aquila post-sismica Il G.U.S. (Gruppo Umana Solidarietà) è un’Organizzazione Non Governativa basata sulla laicità, la solidarietà e la giustizia sociale, che dal 1993 interviene a supporto di popolazioni afflitte da guerre o calamità naturali. Dopo il sisma del 6 aprile 2009 il G.U.S. ha immediatamente fornito il proprio sostegno alla popolazione aquilana e in seguito alla prima fase emergenziale ha deciso di restare a L’Aquila per continuare ad offrire, in collaborazione con i volontari aquilani, il suo contributo alla popolazione, con l’obiettivo di ricostruire la rete sociale locale che il sisma e soprattutto la nuova pianificazione territoriale avevano disgregato. Due anni dopo il sisma, infatti, solo la minima parte della popolazione aquilana è rientrata ad abitare nelle proprie abitazioni, la maggior parte vive o in abitazioni provvisorie (autonoma sistemazione) o in casette di legno removibili (soluzione adottata solamente nei piccoli paesi limitrofi a L’Aquila, non in città) o nei progetti C.A.S.E., 19 grandi agglomerati abitativi periferici alla città che ospitano più di 15000 persone. I progetti C.A.S.E. sono generalmente […]

#occupy New York: la parola al cambiamento

di Marianita Palumbo Il 23 novembre, in occasione del Thanksgiving Day, a Zuccotti Park l’atmosfera è di festa. Lo spazio occupato dal movimento Occupy Wall Street per più di due mesi, è stato ufficialmente sgomberato la settimana scorsa ma per questa occasione si sono dati appuntamento tutti qui per festeggiare insieme e dare ulteriore visibilità alla protesta. Un gruppo di volontari si occupa di distribuire i pasti a chiunque lo chieda. Occupy Wall Street ha fatto un appello a ristoranti e benefattori e ha raccolto fondi sufficienti per preparare più di 3000 pasti. Lo sguardo di un osservatore attento cade subito su qualche dettaglio imprevedibile in uno spazio occupato: non solo gli uomini della sicurezza vestiti di giallo che regolano il traffico per accedere all’interno dello spazio transennato, ma anche un altro gruppetto di uomini che all’interno raccolgono ininterrottamente qualsiasi minuscola cartina o rifiuto caduto per terra. Le mie prime 24 ore a New York sono sufficienti a capire quanto Occupy sia ormai diventato uno slogan, un simbolo, un logo, una parola d’ordine che circola per le strade della città ridando significato e spazio ad un modo di essere cittadini, ad un modo di interagire, ad un modo di stare. […]

Tempo di esposizione del trauma dell’Aquila

La (ri)costruzione fotografica nei “memoriali informativi” online del Gruppo L’Espresso   [Una versione di questo articolo è apparsa su “EC”, n.7/8 – settembre 2011][1] 1. Il fatto e il corpus: il terremoto e la fotogalleria Cos’è il terremoto de L’Aquila e quando ha avuto inizio? Una risposta a queste due domande potrebbe essere: “è una scossa sismica di magnitudo Richter 5,8 che il 6 aprile 2009 ha colpito il capoluogo abruzzese causando 308 morti e 1500 feriti, distruggendo circa 35.379 edifici e costringendo allo sfollamento 65.000 persone”. Questa potrebbe essere la definizione per un lettore, un fotografo o un giornalista, che leggono l’evento aquilano attraverso la lente della sua notizia, ma non certo per un sismologo, per cui il terremoto de L’Aquila inizia alla fine del 2008, si protrae fino alla scossa delle 3:32 del 6 aprile con epicentro Onna – frazione de L’Aquila – per poi esaurire il suo sciame sismico nel corso del 2009. Se la data d’inizio di un evento tellurico è soggetta a interpretazioni molto diverse, ancor meno pacifica è la risposta alla domanda: quando finisce un terremoto? Infatti, oltre alla vibrazione della crosta terrestre e ai danni a persone e cose, tra gli effetti di […]

Pisa città aperta? Da Ikea a Rebeldía passando ...

Insurrezioni (2) di Mariangela Priarolo «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio». I. Calvino, Le città invisibili Pisa, domenica, dicembre, pioggia. La città dormicchia, assopita e silenziosa come solo le città studentesche riescono a essere la domenica pomeriggio. Sì perché a Pisa, una città che ha circa ottantamila abitanti, vivono più di ventimila studenti. Senza di loro in giro per le strade la città appare deserta, abbandonata e triste, in balia dei ricordi e della malinconia. Sotto a un portone spunta ad un tratto un ambulante: è giovane, avrà vent’anni, ha la pelle scura e un mazzo di ombrelli in mano. Poco più in là un ragazzo cingalese, la stessa età e gli stessi ombrelli offerti ai radi passanti, che tirano dritti senza degnarlo di […]

Shun Li e il poeta, fra la laguna e il cielo

Note su Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre di Stefano Jacoviello In cosa consiste la poesia? Trovare corrispondenze inattese fra le salienze del mondo che diventano rime, ritmi; inventare armonie, che a quel mondo danno un volto nuovo. È ciò che fa Bepi “il poeta” istriano con le parole di una lingua non sua: l’italiano o il chioggiotto. È ciò che fa Lian, ragazza cinese dall’occupazione misteriosa, eseguendo i movimenti del Qi gong davanti alle onde di un mare Adriatico dal volto quotidiano. È ciò che Shun Li cerca di ritrovare, posando sul pelo dell’acqua lumi di carta a forma di fiore che, con il loro baluginare, illuminano la notte di una vita cacciata nell’interiorità dalla segregazione. È ciò che fa Andrea Segre, seguendo il percorso di quel lumino sulla superficie quieta della laguna, e spiccando da lì un movimento di camera improvviso che rima con la campata di un ponte e rivela immediatamente le risonanze fra le vite di chi oggi abita la provincia italiana. Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre, dimostra che queste risonanze, alla base della poesia, permettono di indagare la realtà ancor meglio di ciò che per genere – ovvero […]

Note su Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre

Shun Li e il poeta, fra la laguna e il cielo. In cosa consiste la poesia? Trovare corrispondenze inattese fra le salienze del mondo che diventano rime, ritmi; inventare armonie, che a quel mondo danno un volto nuovo. È ciò che fa Bepi “il poeta” istriano con le parole di una lingua non sua: l’italiano o il chioggiotto. È ciò che fa Lian, ragazza cinese dall’occupazione misteriosa, eseguendo i movimenti del Qi gong davanti alle onde di un mare Adriatico dal volto quotidiano. È ciò che Shun Li cerca di ritrovare, posando sul pelo dell’acqua lumi di carta a forma di fiore che, con il loro baluginare, illuminano la notte di una vita cacciata nell’interiorità dalla segregazione. È ciò che fa Andrea Segre, seguendo il percorso di quel lumino sulla superficie quieta della laguna, e spiccando da lì un movimento di camera improvviso che rima con la campata di un ponte e rivela immediatamente le risonanze fra le vite di chi oggi abita la provincia italiana. Io sono Li, il nuovo film di Andrea Segre, dimostra che queste risonanze, alla base della poesia, permettono di indagare la realtà ancor meglio di ciò che per genere – ovvero per un’idea socialmente […]

Appunti per una quieta insurrezione degli spazi

  Le riflessioni che seguono scaturiscono da tre anni di esperienza vissuta tra le mura della Facoltà di Pianificazione del territorio nell’università IUAV di Venezia, in un luogo del sapere trasformatosi in “spazio di resistenza”.

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