Nella Rete

Siamo lì su un confine, quello tra online e offline, raccolti in una rete, fatta di infrastrutture e dispositivi, ma sopratutto di altri individui tecnologicamente equipaggiati proprio come noi. L’evoluzione della tecnica contemporanea sta trasformando radicalmente le più consolidate modalità dell’esperienza umana. Questo vuole essere un luogo in cui riflettere intorno a tali trasformazioni, a partire dalle occasioni che il web e più in generale la cultura digitale continuamente ci offrono. Far emergere gli interrogativi, etici, estetici e politici, e i molti punti ancora oscuri che il cambiamento in atto ci presenta, muovendo dall’idea, tanto antica quanto 2.0, che il confronto e la condivisione facciano bene alle idee.

Natività digitale

Martedì 1 dicembre 2015 i coniugi statunitensi Mark Zuckerberg e Priscilla Chan hanno reso pubblica la notizia della nascita della loro primogenita Max, attraverso una lunga lettera postata nella sezione “Note” del profilo Facebook del marito.

Il naufragio e lo spettatore – #Parigi

Il contributo che segue, rientra in una sequenza aperta di riflessioni dedicate alle questioni che emergono attraverso la lettura di ciò che è accaduto nella notte del 13 novembre, avviata sul nostro sito a partire da sabato 28 novembre.

The Smartphone Society

Nicole Aschoff indaga, attraverso le categorie marxiane di “macchina” e “merce”, il “cristallo” della nostra epoca: lo smartphone.

I tube, You tube, We all tube for YouTube

Da molti preannunciato come la nuova televisione e il suo futuro sostituto, YouTube attualmente registra numeri impressionanti. A dieci anni dalla sua nascita si attesta come il terzo sito più visualizzato al mondo con ottocento milioni di visitatori al mese e circa settanta ore di nuovi video al minuto.

Airbnb, o il comunitarismo neoliberista

 Airbnb gode forse più di ogni altro dell’aura mitica che avvolge tutto ciò che si presenta con l’etichetta dell’economia collaborativa. Eppure, dietro all’entusiasmo che accompagna le rivoluzioni, la sensazione è che di nuovo, come spesso accade, vi sia ben poco. Il suo carattere “postmoderno” attiene piuttosto alle narrative sapientemente costruite attorno a pratiche e istanze che, invece, radicalizzano il paradigma vigente, quello neoliberista. 

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