
A quarant’anni dal golpe argentino
Il 24 marzo di quarant’anni fa le forze armate argentine prendevano il potere, ponendo fine all’ultimo governo costituzionale dell’America del sud.

Il 24 marzo di quarant’anni fa le forze armate argentine prendevano il potere, ponendo fine all’ultimo governo costituzionale dell’America del sud.

La quarta edizione di CaLibro Festival si terrà a Città di Castello dal 31 marzo al 3 aprile. Il lavoro culturale ne sarà media partner. Per presentare l’iniziativa, ci concentriamo sulla sezione dedicata ai lettori più piccoli: Libri in fuga! Un accampamento di storie dal mondo, una biblioteca travestita da campo profughi, e viceversa.

È appena uscito per Diabasis il libro del politologo Neve Gordon. Pubblichiamo la prefazione dell’autore.

Dopo aver scontato, senza nessuna accusa formale, sette anni nel centro di detenzione bosniaco di Lukavica, Imad Al-Husin, noto alla cronaca come Abu Hamza, è stato rilasciato lo scorso 18 febbraio delle autorità.

A gennaio in Italia è stato lanciato Stop Technion, un appello nazionale per il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane. L’appello, che si unisce ad altre iniziative internazionali che hanno visto studiose e studiosi di molti paesi prendere posizione a favore del boicottaggio, ha superato le 330 firme.

Józef Czapski che fa lezioni su Proust nel campo sovietico di Grjazovec, Primo Levi che cerca di ricordare e insegnare Dante ad Auschwitz, Walter Benjamin che tenta di lanciare una rivista nel campo dove l’hanno internato, e la biblioteca di Guantanamo: che cosa significa parlare di letteratura in prigionia?

“Piccola pedagogia dell’erba, Riflessioni sul Giardino Planetario” di Gilles Clément a cura di Louisa Jones” (DeriveApprodi, 2015) non andrebbe letto solo da chi si interessa al giardinaggio o aspira a diventare paesaggista.

L’invenzione del termine petaloso da parte dello studente di terza elementare Matteo T., la lettera che la sua maestra Margherita Aurora ha inviato all’Accademia della Crusca per accertarsi della sua correttezza e la risposta affermativa che è arrivata in pochi giorni da Firenze, hanno messo al centro del dibattito una questione linguistica che troppo spesso è considerata, in Italia, materia da puristi, frequentatori di biblioteche, saputi filologi che si divertono a fare le pulci a chi scrive sui giornali o parla in televisione.