
Psicoanalisi di Parigi (Seconda Parte)
Il presente ferito, rimosso, rinnegato di Parigi.

La guerra civile spagnola ebbe luogo fra l’estate del 1936 e la primavera del 1939. Questa sera alle ore 21, a Siena, nell’aula magna del Rettorato uno spettacolo e una mostra nel quadro del festival Siena Città Aperta ricorderanno, a ottant’anni dagli eventi, la fine violenta dell’esperienza della Seconda Repubblica Spagnola.

Care lettrici e cari lettori, eccoci arrivati al gate della partenza, pronti a salpare per il nuovo anno.

Di Torino, ormai, si parla quasi soltanto per dire che la città sta attraversando una trasformazione. Alle ultime elezioni amministrative a questa trasformazione sembra aver creduto la maggior parte degli elettori torinesi. Ancora in attesa dell’agognato passaggio, la città ne ha celebrato il rito.

In seguito agli attentati del 7 gennaio e del 13 novembre 2015, il presente di Parigi è un presente ferito, esso viene rimosso, rinnegato favorendo così sia la regressione verso un passato tanto glorioso e mitizzato quanto nostalgico (il “vieux Parigi” conviviale fino alle “Nuits debout”), sia il tropismo prospettivo di notevoli progetti futuri, brillanti e fluidi: la Tour Triangle, le Grand Parigi, la pedonalizzazione degli argini della Senna. In entrambi i casi, si osserva un’elusione del presente. Il nostro obiettivo sarà proprio l’analisi di questa fuga dal presente che nell’ambito dello studio psicoanalitico del comportamento, consiste nell’evitare il confronto con l’oggetto o la situazione fobogena (avoidance behavior in inglese).