
L’antropologia e la radice quadrata di 2
Semplificare senza banalizzare.

Le destre cercano legittimazione appropriandosi di una determinata memoria storica e sottraendola all’analisi storiografica.

I primi ad accorgersene sono gli stessi trapper italiani che cercano nuove strade. È stata, dunque, solo una moda? No, ecco perché la trap, in uscita dai suoi anni di furiosa creatività, può essere letta come traccia del processo di ricombinazione della generazione nativa digitale.

Dallo sgombero dell’Asilo occupato, gli abitanti del quartiere Aurora di Torino sono sottoposti a una militarizzazione senza precedenti: strade bloccate da cancellate e presidiate da agenti, controlli a tappeto.

Lo storico Claudio Pavone avvertiva, oltre vent’anni fa, che occorrono sempre tempi lunghi perché la coscienza collettiva elabori nuove sintesi a partire dai materiali che la ricerca storica fornisce.

Il tema della privatizzazione urbana è più che mai attuale, visto che sempre più spesso si adottano misure urbanistiche e architettoniche per governare e privatizzare lo spazio urbano. Per esempio, nel ’900 Milano ha sostenuto un processo di urbanizzazione che negli ultimi trent’anni si è acuito tramite la costruzione e riproduzione di progetti urbani privati. Il processo di privatizzazione milanese è oramai accettato nel dibattito pubblico e ha avuto ripercussioni nella gestione e produzione degli spazi urbani. Privatizzazione urbana a Milano Milano e la sua conurbazione, un continuum senza “momenti urbani vuoti“, rivelano una produzione e gestione dello spazio attente alle visioni urbane e private. Milano non è la sola a presentare progetti urbani o architettonici utopici (come Corviale a Roma); tuttavia, mentre le politiche per la casa (seppur con gravi mancanze strategiche) hanno provato a risolvere la questone abitativa delle classi meno abbienti, a Milano sono stati supportati e appoggiati progetti volti a favorire la classe media borghese. Pertanto, Milano rappresenta ancora oggi un bacino di sperimentazione urbana basato sulla produzione di spazi privatizzati, come Cascina Vione o la più recente Milano Porta Nuova. Il villaggio dei giornalisti Denunciando in un editoriale sul «Secolo» la mancanza di politiche abitative destinata ai ceti medio-borghesi di Milano e lo sguardo […]

Una riflessione sul significato dello sciopero globale dell’8 marzo all’interno dell’università e sulle sue potenzialità trasformative.