Acquario. Una fuga

[A pochissimi giorni dall’intervento di Wu Ming 1 al seminario “il lavoro culturale”, segnaliamo l’evento teatrale Acquario, ispirato al racconto In mezzo alla polla sguazzava un pesce rosso di Wu Ming, che si svolgerà stasera alle ore 20.30 presso il Teatro del Costone di Siena.] Acquario è una drammaturgia originale che trae ispirazione dal racconto dei Wu Ming In mezzo alla polla sguazzava un pesce rosso, da un celebre discorso del regista danese Lars Von Trier e da alcuni monologhi dello scomparso stand up comedian Bill Hicks. Acquario è una constatazione: quando per convenienza, calcolo, corruzione, pigrizia, si smette di difendere un proprio valore, un proprio diritto, questo verrà messo in discussione e monopolizzato da altri. L’acqua, dunque, come specchio che riflette il nostro tempo, le sue storture, le sue grottesche normalità. Con Francesco Pennacchia Regia Francesco Perrone Costumi Barbara Trisciani Disegno luci Tommaso Innocenti Regista assistente Fabrizio Trisciani Info e prenotazioni: info@straligut.it Ingresso gratuito

La posta elettorale

L’igiene degli elettori prima di tutto Oggi ho svuotato la cassetta della posta da tutte le “impurità” accumulate durante il periodo elettorale. Tra volti che invocavano il mio voto guardandomi dritto negli occhi – per darmi del tu –, programmi elettorali indirizzati proprio a me, fac-simili delle schede elettorali che mi consigliavano chi e come votare, mi sono imbattuto in uno strano gadget: una confezione monodose di liquido igienizzante, con il simbolo e la scritta “Vota Lega Nord”. Una confezione monodose di aygen igienizzante, riposto nella cassetta della posta di chissà quante case a Siena e negli altri centri elettorali della Toscana. Sul retro della confezione troviamo le modalità di impiego: “versare il prodotto sulle mani e strofinare fino a completa asciugatura”. Il prodotto agisce e purifica con efficacia senza nemmeno bisogno dell’acqua. Dopo aver interpellato, informato ed educato al voto, adesso il marketing politico ha deciso di prendersi cura dell’igiene personale degli elettori. La strategia di complicità ha compiuto così un notevole salto evolutivo: la politica si prende cura del corpo, dell’igiene, dei cittadini. La confezione monodose di liquido igienizzante è un esempio del passo in avanti – o meglio, all’indietro – che il discorso politico italiano, durante queste […]

Presentazione de Il memoriale della Repubblica ...

Riportiamo di seguito la registrazione audio della presentazione del libro di Miguel Gotor Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Torino, Einaudi 2011), avvenuta a Pistoia il 9 maggio in anteprima nazionale e trasmessa da Radio Radicale. Miguel Gotor è professore di Storia Moderna all’Università di Torino e collaboratore de «Il Sole 24 ore». Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinquecento e Seicento e ha pubblicato, tra l’altro, I beati del Papa. Inquisizione, santità e obbedienza (Firenze, L. Olsckhi, 2002, Premio «Desiderio Pirovano» 2003) e Chiesa e santità nell’Italia moderna (Roma-Bari, Laterza, 2004). Per Einaudi, nel 2008, ha curato il volume Aldo Moro. Lettere dalla prigionia, con il quale ha vinto il premio «Viareggio-Repaci» per la saggistica. Miguel Gotor parteciperà domani al seminario “il lavoro culturale” con un intervento dal titolo Il Memoriale di Aldo Moro: fonti e problemi. Fonte: Radio Radicale (CC BY 2.5)

Thriller Republic. La memoria degli anni di pio...

di Daniele Salerno – Centro TraMe da «alfabeta2» «La mia immaginazione si sforzava senza riuscirvi di rappresentarsi i dialoghi non solo nei contenuti ma nelle frasi parola per parola, il tono delle voci, le possibilità dell’uso del discorso nel cuore del terrore. E insieme sentivo la certezza desolata che quei dialoghi non si sarebbero mai più potuti ricostruire, che erano perduti per sempre». «Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace». La prima citazione è di Italo Calvino: era il 1978, all’indomani del ritrovamento del corpo di Aldo Moro. La seconda citazione è di Pier Paolo Pasolini: era il 1974, l’anno della strage di Brescia, ancora oggi senza colpevoli per insufficienza di prove. Si tratta di due intellettuali e scrittori profondamente diversi, che di fronte a un elenco di stragi e assassini cercano di ricostruire una narrazione che possa fare a meno di “ciò che non si sa o che si tace”, della prova che continua a essere insufficiente. Gli anni […]

F for Fake: la foto di Bin Laden sulla rete

L’irruzione con cui le forze speciali della Marina Militare statunitense hanno messo fine alla latitanza dello “sceicco del terrore” Osama Bin Laden segna, almeno in chiave simbolica, la fine di un periodo, quella della “guerra al terrorismo”, iniziato l’11 settembre 2001.

Memorie di confine tra modernità e nuova Europa...

Raccontare, commemorare, dimenticare di Alessandro Cattunar COSTRUZIONE DELLA MEMORIA, INVENZIONE DELLA TRADIZIONE E COMUNITÀ IMMAGINATE I processi di nascita e sviluppo delle memorie e, di conseguenza, anche i meccanismi relativi alle identità, sono essenzialmente dei processi di costruzione, confronto, sintesi e invenzione che operano attraverso diversi “oggetti”. Le memorie non si costituiscono solo a partire da ricordi e narrazioni (scritte, orali, televisive o informatiche), da miti o leggende, ma dispongono anche di oggetti concreti, come monumenti, cimeli, manifestazioni sociali, cerimonie pubbliche, istituzione di simboli riconosciuti. Attraverso tutti questi elementi la memoria viene costruita, riprodotta, conservata e trasmessa da una generazione all’altra. In questi processi assumono facilmente un ruolo fondamentale le istituzioni e i poteri politici. La commemorazione è il processo di istituzionalizzazione di un ricordo […] rappresentazioni che riguardano eventi ritenuti significativi da e per un determinato gruppo. […] Nella sua fase originaria [la commemorazione] è qualcosa di simile all’elaborazione di un lutto. Commemorare è ricordare assieme, dar voce e gesto a un dolore. [28] La scelta di commemorare non è mai un’operazione neutra: implica scelte e valutazioni. Bisogna capire chi e cosa è necessario ricordare. È, evidentemente, una scelta politica. “Gruppi diversi che hanno valori e giudizi diversi, vogliono ricordare […]

Memorie di confine tra modernità e nuova Europa...

Raccontare, commemorare, dimenticare di Alessandro Cattunar  [In occasione dell’incontro fuori calendario con Alessandro Cattunar, ospite del lavoro culturale mercoledì 11 maggio alle 17 in sala Cinema, pubblichiamo un suo contributo già apparso su www.studistorici.com, come introduzione ad alcuni dei temi che verranno trattati nel corso dell’incontro. L’articolo, dal titolo Raccontare, commemorare, dimenticare. Memorie di confine tra modernità e nuova Europa, viene pubblicato in due parti. La seconda e ultima parte sarà online domani.] MEMORIE, IDENTITÀ E MODERNITÀ Riflettere sulla memoria e sulle sue molteplici declinazioni è un compito estremamente complesso. Molti sarebbero i punti di vista possibili. Molti i problemi da affrontare. Problemi che riguardano innanzitutto la definizione del termine memoria. Cosa si intende con la parola memoria? Un processo individuale di conservazione e riformulazione dei fatti storici? O la rielaborazione e trasmissione collettiva di un evento? O, ancora, stiamo parlando di memoria pubblica? Molto varie sono anche le funzioni proprie dell’atto di ricordare, funzioni per lo più legate alle dinamiche identitarie individuali e di gruppo. Come ricorda Paolo Jedlowski, infatti, la memoria collettiva è un fattore essenziale per la costruzione dell’identità di gruppo in quanto si configura come l’insieme delle immagini del passato che una comunità conserva e riconosce […]

Seminario di studi Histoire(s) du cinéma. Criti...

L’incontro Histoire(s) du cinéma. Critica, Storia, Teoria, organizzato dal Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti si terrà giovedì 12 e venerdì 13 maggio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena (Palazzo San Niccolò, Aula B – Padiglione esterno). L’obiettivo è quello di interrogare e analizzare, attraverso alcuni circoscritti nodi tematici e concettuali, le Histoire(s) du cinéma (1988-1998) di Jean-Luc Godard: la grande opera in video suddivisa in quattro parti e in otto capitoli complessivi con cui l’autore franco-svizzero, in un lavoro che lo impegna per dieci anni, racconta la storia del cinema e, attraverso di essa, la storia XX secolo, convocando in una colossale operazione di montaggio le più diverse immagini della cultura occidentale. Il seminario intende leggere la più ambiziosa delle opere godardiane attraverso tre distinte direttrici operative: l’orizzonte della critica (le Histoire(s) come opera di critica del film, realizzata da uno dei principali giovani critici della rivoluzionaria stagione dei «Cahiers du cinéma» gialli); l’orizzonte della Storia (le Histoire(s) come opera storiografica, realizzata attraverso gli strumenti audiovisivi); l’orizzonte della teoria (le Histoire(s) come opera di teoria del film, pensata attraverso l’esegesi di tre grandi letture di teorici: Aumont, Rancière, Didi-Huberman). Documenti allegati Locandina Histoire(s) du […]

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