Su Fùtbologia: riflessioni sparse in brevi acce...

di Silvia Jop Due giorni fa mi è capitata sotto gli occhi la pagina facebook di Fùtbologia e subito dopo il link al sito (bellissimo peraltro) che, con un certo senso di partecipazione ed emozione, mi sono messa a “sfogliare”. Una tre giorni bolognese per ripensare il calcio, a ottobre. Il sito ruota mentre ti trasporta tra le maglie di un appuntamento che oltre a fare gola (o che fa goal?) convince: visto e considerato che “il livello del discorso sul calcio in Italia è molto basso. E il sistema del business globale del calcio è nella merda fin sopra i capelli.” si è deciso di dar luogo a “un convegno su un altro calcio. Da una prospettiva storica, comparatista e contemporanea”. Non fa una piega, mi son detta. Poi però sono tornata indietro e l’ho ripercorso. E ripercorrendo, assieme alla ritrovata qualità, ho raccolto anche una serie di perplessità. In tempo reale, ho aperto la mia casella di posta e ho cominciato a scrivere a due amici, colleghi, compagni di viaggio, che lavorano attivamente alla realizzazione di questo festival autunnale, per sottoporgliele. Dopo poco più di mezz’ora avevo tra le mani una matassa di riflessioni incastonate in un canovaccio molto personale, autobiografico. Glie […]

Introducing Pavese in blues

[Venerdì 25 Maggio si è svolto, a chiusura del Ciclo Pavese, un reading musicale dal titolo Pavese in blues; pubblichiamo oggi il video della giornata e le riflessioni dei suoi organizzatori] di Jacopo Rasmi ed Elena Pelliccioni SIDE A «Niente va perduto. […] La vita è più grande e più piena di quanto sappiamo.» (C. Pavese) La vita è più grande, più ricca, più entusiasta e più vasta di quanto sappiamo. L’università e la cultura sono più popolate, umane e vitali di quanto il loro generale appiattimento e “immonotimento” lascerebbero intendere. La società che ci sta intorno è meno perduta, meno rinunciataria e disgregata di quanto i trend di riflusso e nichilismo collettivi concederebbero di sperare. Si tratta di fare un tentativo, almeno. Di lanciare un sasso di verifica in mezzo allo stagno, e vedere se qualcosa si muove. Se davvero lo spazio universitario é quello chiuso nell’angusto e preordinato ciclo lezione-biblioteca-esame. Nel solipsismo accademico e pedestre dei curricula, delle scadenze di consegna e di pindariche acrobazie matematiche per quadrare orari o crediti. E se la cultura che vi dimora può esser solamente quella frontale-unidirezionale-inebetita che lezioni e manuali ci propinano (e noi per lo più accettiamo, proni o recalcitranti). […]

Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni ...

di Daniele Salerno [questa recensione è già apparsa sul blog del Centro TraMe] Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma è una raccolta di nove saggi a cura di Fabio Carnelli, Orlando Paris e Francesco Tommasi, pubblicata poche settimane fa da Edizione Effigi. Nelle intenzioni dei curatori non si tratta di commemorare, bensì di rimemorare la catastrofe dell’Aquila. Se il lavoro di commemorazione fissa l’attenzione sull’ evento singolo, straordinario e puntuale all’origine del trauma – una scala temporale, quella dell’evento, che la commemorazione condivide con il discorso giornalistico ed emergenziale –, il lavoro della rimemorazione esige uno sguardo lungo sui fenomeni, capace di tenere insieme le storie e di metterle a confronto: se la commemorazione lavora marcando una discontinuità narrativa, la rimemorazione è “ricostruzione” di una continuità di senso nel dopo-catastrofe . I nove contributi – risultato di una rielaborazione di articoli pubblicati online sul blog di Il lavoro culturale – sono divisi in tre sezioni tematiche: Economie del sisma, Ricostruire l’abitare e Spettrografie. Nonostante la diversità delle prospettive disciplinari, delle aree d’analisi e delle metodologie applicate, mi sembra che emerga nei nove saggi una problematica comune: il rapporto tra l’agire “dall’alto” dell’istituzione e l’azione “dal basso” dei cittadini. Da una parte ci vengono così descritte le pratiche governamentali – per dirla con Michel […]

Visioni e impronte nel presente: su Madreferro ...

di Vincenzo Idone Cassone   «ma forse la guarigione può iniziare soltanto quando ci saremo lasciati alle spalle il mito della madre. Perché noi siamo vittime non tanto dei nostri genitori, quanto dell’ideologia del genitore; non tanto del potere fatale della madre, quanto della teoria che le attribuisce quel potere fatale» James Hillman «vi sono momenti in cui c’è bisogno dell’aiuto dei morti» Robert Pogue Harrison   Le due citazioni che aprono Madreferro (Perdisa editore, 2012) di Laura Liberale situano le coordinate fondamentali della riflessione del romanzo, che vorrei ora ripercorrere: in particolare, quell’intreccio inestricabile che fonda e oppone l’individuo e la specie attraverso i temi della sanità, dell’appartenenza, dell’aiuto e del fato. Ma (come in un rito) compiamo un passo alla volta: Madreferro racconta (in prima persona e semi-autobiograficamente) del ritorno di una scrittrice/ricercatrice al paese in cui è cresciuta, Fabrica, nel Canavese, apparentemente in ricerca di studio e ispirazione, ma (già nella prima visita alla prozia) segnato da un percorso a ritroso nella memoria di sé e delle donne della sua famiglia, della storia di un paese che intanto vive l’immigrazione cinese con sempre maggiore timore; processo che disvelerà quanto di ctonio e nottifero le eredità personali e comunitarie possiedono ancora. Ma […]

Diaz polizia G8

La Diaz, Franco Fedeli e la polizia democratica...

      “Passare ad una linea più incisiva, con arresti, per cancellare l’immagine di una polizia rimasta inerte di fronte agli episodi di saccheggi e devastazione”. Dalla sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Genova, deposizione di Ansoino Andreassi vice capo della polizia e responsabile dell’ordine pubblico durante il G8, p.67. Certamente Colucci era piuttosto condizionato dalla presenza dei vertici della polizia; capì che l’intervento era ben gradito, ma ritenendosi da parte di tutti che in effetti sussistessero i presupposti per disporlo, così venne deciso. Dalla sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Genova, p.91. Gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria, che abbiano notizia, anche se per indizio, della esistenza, in qualsiasi locale pubblico o privato o in qualsiasi abitazione, di armi, munizioni o materie esplodenti, non denunciate o non consegnate o comunque abusivamente detenute, procedono immediatamente a perquisizione e sequestro. art. 41 R.D. 18 giugno 1931 n. 773 (TULPS): perquisizione ad iniziativa autonoma. [Qui la seconda, la terza, la quarta e la quinta parte] 0- poliziotti e operai Franco Fedeli era un giornalista che si occupava di polizia. Intorno alla metà degli anni settanta riuscì (cercherò in seguito di raccontare come) nella strana impresa di mettere insieme […]

twitter e storify

Nuovi linguaggi: twitter e #storify

Pubblichiamo l’audio della seconda giornata (17 maggio) dei Seminari del Lavoro Culturale:#beni comuni, scienze umane e agire politico, in collaborazione con 404-file not found, ospiti Flavio Pintarelli e Jumpinshark]

sorci verdi lega

Sorci verdi: una cartolina razzista dalla spiaggia

Pubblichiamo uno dei racconti che compongono il libro Sorci verdi: storie di ordinario leghismo, opera collettiva e militante che “restituisce con mirabile precisione quella cultura quotidiana, spesso metodica e paziente, che ha imbarbarito le relazioni sociali e umane e modificato il tessuto civile di questo paese.”

Scrivere in comune

Pubblichiamo l’audio della prima giornata (16 maggio) dei Seminari del Lavoro Culturale:#beni comuni, scienze umane e agire politico , in collaborazione con 404-file not found, ospiti Vanni Santoni e Gregorio Magini (SIC) ed eFFe (leDita). Domani uscirà l’audio del secondo incontro, ospiti Flavio Pintarelli e Jumpinshark.

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