Domani, giovedì 16 giugno alle 15.30, in aula H della facoltà di Lettere e Filosofia di Siena (via Roma 47), si svolgerà l’incontro Iran-Italia: la strada dell’asilo politico.
Protagonisti di questo appuntamento saranno Azam Bahrami e Mehdi Nakhl Ahmadi, coppia di intellettuali rifugiati politici iraniani, ospiti del centro SPRAR di Crotone gestito dalla cooperativa Agorà Kroton, e la portavoce dell’associazione Iranian Human Rights Zahra Toufig.
Il lavoro culturale sta ospitando da diversi mesi intrecci analitici e narrativi che danno la possibilità di confrontarsi su tematiche differenti mettendone in evidenza i nessi di unione.
Occuparsi oggi di migrazioni e nello specifico di rifugiati politici consente infatti in questo caso di poter accedere alle relazioni necessarie che intercorrono tra diritto, pratiche di resistenza e politiche internazionali.
Filo rosso di tali relazioni sarà in questa occasione la narrazione orale. La prospettiva d’osservazione che verrà acquisita sarà infatti quella di due testimoni che, partiti dal loro paese nell’ottobre del 2010, passando i confini di terramare che dividono il loro paese dal nostro, hanno raggiunto le coste di Crotone per chiedere asilo politico.
Le prigioni dell’Iran, la fuga verso la Turchia, la lunga attesa chiusi in un albergo a Ismir nella speranza di poter salpare al più presto per l’Europa, la navigazione di quattro giorni e l’approdo sulle coste italiane, si uniranno – in un’unica traversata narrativa – alla descrizione e all’analisi delle pratiche d’accoglienza messe in campo dall’Italia.
Al fine di giungere ad una visione complessa e d’insieme di una delle condizioni di liminalità esistenziale più emblematiche e rappresentative dell’Italia e dell’Europa di oggi.
Da queste narrazioni dobbiamo ricominciare a tessere i fili della nostra storia. Quella che, come scrive Gabriele del Grande in apertura del suo blog, è “la storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d’Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.”

