
Il corpo politico che seduce
Quante sono le immagini di Berlusconi? Una recensione a “A very seductive body politic. Silvio Berlusconi in cinema” di Nicoletta Marini Maio (Mimesis International, 2015).

Quante sono le immagini di Berlusconi? Una recensione a “A very seductive body politic. Silvio Berlusconi in cinema” di Nicoletta Marini Maio (Mimesis International, 2015).

La quarta edizione di CaLibro Festival si terrà a Città di Castello dal 31 marzo al 3 aprile. Il lavoro culturale ne sarà media partner. Per presentare l’iniziativa, ci concentriamo sulla sezione dedicata ai lettori più piccoli: Libri in fuga! Un accampamento di storie dal mondo, una biblioteca travestita da campo profughi, e viceversa.

È appena uscito per Diabasis il libro del politologo Neve Gordon. Pubblichiamo la prefazione dell’autore.

Józef Czapski che fa lezioni su Proust nel campo sovietico di Grjazovec, Primo Levi che cerca di ricordare e insegnare Dante ad Auschwitz, Walter Benjamin che tenta di lanciare una rivista nel campo dove l’hanno internato, e la biblioteca di Guantanamo: che cosa significa parlare di letteratura in prigionia?

“Piccola pedagogia dell’erba, Riflessioni sul Giardino Planetario” di Gilles Clément a cura di Louisa Jones” (DeriveApprodi, 2015) non andrebbe letto solo da chi si interessa al giardinaggio o aspira a diventare paesaggista.

Rinnovando un espediente letterario ormai classico, l’ultimo romanzo di Massimiliano Governi affronta il tema difficile dell’eutanasia.

Un percorso fra tre opere di Edgardo Franzosini, che forse mira a diventare uno scrittore a cui potrebbe idealmente interessarsi un Edgardo Franzosini del futuro.

Una lettura in chiave antropologica de “Il figlio”, ultimo romanzo dello scrittore americano Philipp Meyer, finalista al Pulitzer 2014, uscito per Einaudi nello stesso anno.

“Il popolo di legno” (Einaudi Stile libero big, 2015), ambientato in una Calabria sospesa tra il simbolico, il realistico e il paradigmatico, è l’ultimo romanzo di Emanuele Trevi, scrittore e critico letterario già autore, fra gli altri, di I cani del nulla (2003), Il libro della gioia perpetua (2010) e Qualcosa di scritto (2012).

Un percorso tra quattro romanzi dello scrittore ungherese László Krasznahorkai.