Politiche del contemporaneo

Politiche del contemporaneo accoglie le riflessioni che non cessano di puntare lo sguardo sulle trasformazioni del presente, di coglierne le profondità storiche, le temporalità molteplici, le razionalità implicite – nel tentativo di interrogarne, e analizzarne, le ragioni politiche. In questo focus ospitiamo contribuiti che vogliano provare a misurarsi con i modi in cui i poteri si inscrivono nei corpi e nelle vite, le forme in cui si esercitano nelle mutevoli manifestazioni di cattura e alienazione, così come di produzione e sfruttamento. Un banco di prova per una ricognizione sulle traiettorie e le forme di governo che il potere assume nei territori; sulle relazioni che attraversa e stabilisce; sui suoi modi di esercitare violenza e raccogliere consenso; e sui nodi problematici che intorno a esso si addensano. Il focus intende prestare particolare attenzione a tutte quelle questioni del contemporaneo intese come istanze sociali e politiche che si riproducono, persistono, irrompono costantemente nelle vite, e che le varie forme di pensiero dominante e senso comune tendono a rappresentare come intrattabili.

Enigma Torino. Il voto cittadino e i riti di pa...

Di Torino, ormai, si parla quasi soltanto per dire che la città sta attraversando una trasformazione. Alle ultime elezioni amministrative a questa trasformazione sembra aver creduto la maggior parte degli elettori torinesi. Ancora in attesa dell’agognato passaggio, la città ne ha celebrato il rito.

Regimi della politica ed elezioni negli Stati U...

Martedì 8 novembre gli Stati Uniti eleggeranno un nuovo Presidente dopo una lunga campagna giudicata da molti osservatori la peggiore – per qualità dei candidati e contenuti del dibattito – della storia. Ma oltre a questi aspetti, vi sono altri motivi di preoccupazione, che riguardano il cambiamento radicale della forma e dei presupposti della democrazia americana e la possibilità di esportarla anche al di fuori dei propri confini.

I personaggi contro l’individuo. Alla ric...

La storia della mobilitazione radicale degli ultimi anni, almeno a partire dalla crisi del 2008, nelle sue vicende alterne di esplosioni sorprendenti e sonore batoste ricevute dai movimenti da parte della repressione capitalistica, si è costruita attorno a una parola d’ordine chiara e condivisa: la ri-appropriazione del comune.

Quando i corpi ricordano, Didier Fassin

Nel Duemila il Sudafrica è diventato la nazione con il più alto numero di malati di Aids al mondo. In Quando i corpi ricordano Didier Fassin ricostruisce una crisi che, nel contesto del post-apartheid, ha scosso il rapporto fra sapere e potere e indaga come la memoria delle sofferenze collettive fa rivivere negli eventi del presente le tragedie del passato, con una riflessione che va al di là del caso sudafricano. Il volume, tradotto da Lorenzo Alunni, è pubblicato da Argo nella collana “Biblioteca di antropologia medica”, diretta da Tullio Seppilli. L’estratto che segue è la storia di Puleng, una delle numerose biografie individuali che Didier Fassin ripercorre.

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