
Due passi con Paolo Cognetti
Recensione e piccola genealogia del romanzo “Le otto montagne”.

Dialogo con Vitaliano Trevisan, scrittore, attore e drammaturgo, a partire dal suo ultimo libro Works (Einaudi Stile libero, 2016).

Un confronto ravvicinato tra diverse edizioni dell’“Antologia di Spoon River”.

Una lettura di “Artico nero. La lunga notte dei popoli dei ghiacci” di Matteo Meschiari.

Dopo diciotto anni dalla sua pubblicazione, arriva in Italia “L’amante di Wittgenstein”, di David Markson. La recensione di Sofia Dei Cas.

Tornano in libreria, edite da Nonostante, tre importanti opere della scrittrice francese Nathalie Sarraute (1900-1999).

Uscito da poco con la traduzione di Alberto Prunetti per la casa editrice grossetana Ouverture, “Rebeldía y Esperanza” raccoglie una serie di scritti di ribellione e speranza contro l’oblio che l’argentino Osvaldo Bayer elaborò durante il suo esilio in Germania fra il 1975 e il 1983.

Mathias Énard ha vissuto a lungo in Siria. Una sua riflessione su quello che lì sta accadendo. Traduzione di Lorenzo Alunni.

Nell’epoca dei settorialismi è essenziale tornare a capirsi. Il ventunesimo secolo, prodigo di narrazioni, ha alimentato nell’uomo due tendenze tra loro opposte: il fascino e la paura dell’ignoto.

Alle carceri è legato più di un capolavoro letterario, e in occasione delle celebrazioni per la Giornata mondiale dei diritti umani è forse più legittimo che mai interrogarsi sul perché spazi così costrittivi abbiano indotto alcuni artisti a creare opere d’ingegno che perdurano nei secoli. Un breve excursus sulla creazione letteraria in carcere.