Travisionare (2) I seni della Ekberg, il latte di marca e la liquefazione dell’impresa

di Matteo Guerra

“Bevete più latte, il latte fa bene, il latte conviene a tutte le età, bevete più latte prodotto italiano rimedio sovrano per tutte le età…”. Così recitava il jingle dell’episodio Le tentazioni del dottor Antonio di Federico Fellini in Boccaccio ’70.

All’epoca le prosperose forme di Anita Ekberg, esibite nel famoso cartellone pubblicitario della pellicola, facevano da sfondo a questa cantilena che pare risuonare nelle nostre menti mentre piano piano ci introduciamo nel film Il Gioiellino di Andrea Molaioli. Ma perché ci risuona in testa? Perché se l’argomento cardine del film è tutt’altro? Perché ci viene alla mente se non c’entra niente con quello che stiamo vedendo? Perché? La risposta è più semplice del previsto. Basta riguardare per un attimo la breve sequenza felliniana per capirlo. È il 1962 e l’Italia del boom inizia a immergersi totalmente nell’epoca dei consumi. L’ipnosi pubblicitaria tenta le sue prime sortite. L’individuo è stretto nella morsa del messaggio subliminale che il povero Antonio rigetta pubblicamente pur essendone sedotto privatamente. La morale vuole che quel cartellone venga tolto da lì, ma al riparo da occhi indiscreti si sogna quell’immagine.

Dopo circa 40 anni, con Il Gioiellino assistiamo a ciò che quei dispositivi via via nel tempo hanno prodotto. Ed è qui che la canzoncina “bevete più latte” risuona.

Bevete più latte, e state zitti! Massa di numeri e portafogli. Voi bevete latte e noi dirigenti brinderemo con del buon vino e dello champagne. L’azienda, che sia di salumi o dolciumi non importa (è uguale dice l’imprenditore Rastelli/Girone), deve solo produrre profitto. Vero o finto non importa (risponde il ragionier Botta/Servillo). Basta che lo produca. Se i soldi non ci sono inventiamoceli. E via a gonfiare il bilancio, così che ci vengono in mente le forme della Ekberg, gonfie fino a scoppiare. Gonfie di salute perché il latte fa bene, come tutto ciò che si trova nei nostri frigoriferi pieni. Desideri indotti da un mercato che cerca appigli anche dove non ci sono più. I mercati internazionali? “Bah, la Kraft! Che? Sanno fare il latte gli americani?”. Conservare il Made in Italy (prodotto italiano rimedio sovrano). “Rimaniamo liquidi per cogliere le occasioni che il mercato ci può proporre”, risponde il ragionier Botta ad una domanda scomoda di una conferenza stampa. Rimanere liquidi col un buco in bilancio messo in magazzino.

Bevete più laa, bevete più laa! Chi lo promuove come chi lo compra è già morto. Sepolto da una discrepanza di milioni e milioni di euro tra valore reale dei beni e valore nominale. E bevete più latte…che c’è crisi!

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