Furio Jesi

Rino Daus, i miti del fascismo e la fine della ...

Domani a Siena, in uno dei territori più attivi nella geografia della Resistenza italiana al nazifascismo, verrà inaugurata una nuova sede di Forza Nuova dedicata allo squadrista Rino Daus. Analizzare e decostruire i miti del neofascismo è un esercizio utile a disinnescarne le turpi provocazioni.

Agende senza parole

La Cultura di Destra e il discorso sulla scuola pubblica «L’unica cosa che promette la saldezza dell’avvenire è quel retaggio dei nostri padri che abbiamo nel sangue; idee senza parole». (O. Spengler, Anni decisivi. La Germania e lo sviluppo storico mondiale, Bompiani, Milano 1934, p. 4). Al fondo di ciò che è stata acutamente definita da Furio Jesi come la cultura di destra[1], esiste sempre un ben oliato gioco linguistico; ovvero un particolare modo di utilizzare alcune parole del nostro linguaggio al fine di stabilire un controllo vivo sulle opinioni politiche delle masse. Concepito essenzialmente quale risemantizzazione in forma “tecnicizzata” di un messaggio a carattere mitologico, questo tipo di linguaggio appare costruito soprattutto da parole spiritualizzate e da enunciati performativi, capaci di dar voce a una precisa ideologia politica, in virtù di un presunto legame con un passato mitico ormai inaccessibile. Per il pensiero conservatore, un simile linguaggio totemico si configura quale unico effettivo appiglio nei confronti di una perduta eredità ancestrale; dimensione simbolica del Vero e del Genuino, chiamata a rivivificare esotericamente l’attualità necrotizzata del presente storico. Costruito a partire dalla ipostatizzazione metafisica di alcune parole-feticcio, quali Tradizione, Patria, Nazione, e ancora, Cultura, Identità, Origine, esso rappresenta la costante […]

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