
I regimi della politica e le elezioni negli Sta...
In attesa dell’esito delle elezioni di domani sera, la seconda parte dell’analisi della campagna elettorale statunitense.

In attesa dell’esito delle elezioni di domani sera, la seconda parte dell’analisi della campagna elettorale statunitense.

Martedì 8 novembre gli Stati Uniti eleggeranno un nuovo Presidente dopo una lunga campagna giudicata da molti osservatori la peggiore – per qualità dei candidati e contenuti del dibattito – della storia. Ma oltre a questi aspetti, vi sono altri motivi di preoccupazione, che riguardano il cambiamento radicale della forma e dei presupposti della democrazia americana e la possibilità di esportarla anche al di fuori dei propri confini.

La storia della mobilitazione radicale degli ultimi anni, almeno a partire dalla crisi del 2008, nelle sue vicende alterne di esplosioni sorprendenti e sonore batoste ricevute dai movimenti da parte della repressione capitalistica, si è costruita attorno a una parola d’ordine chiara e condivisa: la ri-appropriazione del comune.

Una recensione a Educati alla guerra. Nazionalizzazione e militarizzazione dell’infanzia nella prima metà del Novecento di Gianluca Gabrielli (ombre corte, Verona 2016).

Con questa uscita iniziamo un percorso nella galleria degli Antichi Maestri, frammenti di voci che osarono pensare e scrivere anche di riforma dell’istruzione, tralasciando impudentemente gli anglismi, la valutazione, le competenze-chiave, la progettazione.

Ci siamo già occupati del problema della dispersione scolastica, in relazione alle transizioni fra gradi scolastici differenti, come aspetto della selezione classista operante nella scuola pubblica. Presentiamo ora una relazione sulla dispersione scolastica in Lombardia a cura di Giansandro Barzaghi, operatore dell’Associazione NonUnoDiMeno, attiva con diverse Scuole Popolari nell’area dell’hinterland milanese.

In occasione del seminario che si tiene oggi a Modena pubblichiamo un intervento dedicato alla costituzione di un Osservatorio per la libertà di ricerca sui fascismi di ieri e di oggi. Studiare gli anni Venti e Trenta in Italia, fare ricerca sulla dittatura fascista significa anche studiare, con una seri di rischi, le sue eredità politiche, culturali, sociali nel contesto attuale.

In una segnalazione di titoli per l’infanzia pubblicata un po’ di tempo fa, avevo suggerito la lettura di un autore, Sauro Marianelli, la cui opera, pubblicata da Fabbri, Mondadori e Einaudi, era spesso adottata nelle scuole negli anni Settanta e Ottanta. Purtroppo da allora i libri di Sauro non sono stati più ristampati. Dopo quella segnalazione sono riuscito a contattare Sauro Marianelli, che ha già superato gli ottant’anni, e gli ho proposto un’intervista per il Lavoro culturale, pubblicata di seguito, con una testimonianza su scuola, storia e lettura. (E sembra anche che una casa editrice sia interessata a ripubblicare qualche sua opera).

La discussione sullo stato dell’università italiana ha trovato sinora poco spazio nel dibattito pubblico, dominato da pregiudizi negativi – e spesso poco fondati – circa i pregi e i difetti dell’accademia nel nostro paese.

Ancora sul concorso docenti 2016: un tentativo di decifrarne la procedura kafkiana dall’interno, dalla prospettiva di chi ha vissuto direttamente, in questi anni, la mutazione mostruosa del sistema di reclutamento degli insegnanti della scuola pubblica italiana.