Letture

Piccola biblioteca delle scienze umane

Lavoro culturale presenta oggi la “piccola biblioteca delle scienze umane”; un progetto volto a creare una libreria condivisa che ospiti i testi fondamentali della nostra formazione, e insieme i libri che stiamo scoprendo per “scandagliare” la contemporaneità; sempre aperta ai vostri suggerimenti/critiche/opinioni. Nel volere “leggere obliquamente” il mondo presente, non ci dimentichiamo quell’humus fertile e in continuo divenire su cui abbiamo condotto i nostri passi: ci piacerebbe rileggerli con voi, grazie alle recensioni redazionali o alle segnalazioni di critiche importanti sui testi. Pensiamo inoltre che un lavoro di incrocio di pensieri e di critica attiva su opere che vengono spesso dimenticate possa riattivare collegamenti assopiti, favorire nuove connessioni. Per questo il catalogo che vedete ora è solo il primo passo di un cosmo in espansione, che provvederemo ad aggiornare (settimanalmente) e su cui vorremmo tornare a dibattere nei prossimi mesi. Detto questo, buona lettura.    

Pratiche di vita sovietica

Nato in URSS – Vasile Ernu di Milena Pavlović Art e illustrazione di copertina: IFIX Nato in URSS (Hacca, 2010) è il libro d’esordio di Vasile Ernu, scrittore e filosofo romeno nato nella Bessarabia sovietica. CCCP (acronimo russo SSSR, Союз Советских Социалистических Республик, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) è la sigla che Ernu racchiude in una Pepsi. Lo scrittore romeno, classe 1971, presenta il suo primo lavoro con questa immagine di copertina, forse variazione di quell’“Enjoy CCCP” di Giovanni Lindo Ferretti realizzato ad imitazione grafica del marchio Coca-Cola. La scelta di Ernu non è casuale. All’importanza testuale e contestuale dell’acronimo CCCP, lo scrittore accosta, in primis, l’immediatezza della fruizione di un’immagine i cui colori, comuni a molte delle bandiere nazionali dei popoli slavi, alludono ad una sorta di panslavismo, e, in un secondo momento, rimanda al significato mediato richiamante quei mondi, pubblicitario e mediatico, definiti da Ernu l’uno produttore di quei “consumatori” che hanno portato alla fine dell’Urss, l’altro produttore di una latente, perfida e sofisticata (e non palese come quella sovietica) propaganda di vincitori di guerra. Vasile Ernu compie un lungo viaggio nella vita di un popolo che oggi non esiste più, se non nella memoria di tutti coloro […]

Giorgio Vasta e l’Anatra su Repubblica

Segnaliamo questo articolo dal sito Wu Ming Foundation. Potete leggere qui il testo originale. Su “La Repubblica” di oggi, il collega Giorgio Vasta recensisce Anatra all’arancia meccanica. Parla di “corroborante, vitale visionarietà”. Na li, na li (“troppo buono” in cinese; se andate in Cina, non rispondete mai “Grazie” a un complimento). Ecco la recensione: NELL’ITALIA ANNI ZERO, L’ANIMA DEL PRESENTE. Anatra all’arancia meccanica, i racconti scritti dai Wu Ming dal 2000 a oggi. Dai resoconti tragicomici del mondo cinematografico alla narrazione che prende le mosse dai fatti di cronaca: la scrittura che si confronta con quel decennio utilizza stili differenti. Per passare al setaccio il tempo presente occorre un crivello raffinato in grado di filtrare e rendere riconoscibili i diversi materiali che danno forma alla nostra contemporaneità. Ognuno dei sedici racconti che compongono Anatra all’arancia meccanica (Einaudi Stile Libero, con un testo introduttivo di Tommaso De Lorenzis) può essere considerato uno strumento di depurazione e rivelazione, ogni testo un diverso calibro e dunque una diversa selezione della sostanza di questi primi dieci anni del nuovo millennio. Scritti infatti in un arco di tempo che va dal 2000 a oggi, i racconti del collettivo Wu Ming si confrontano con qualcosa che, […]

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