
“Nessuna isola è un’isola”
Brexit, diseguaglianze e l’etnografia che non c’è

Pubblichiamo un estratto dall’introduzione all’interessante “Una scuola di classe. Orientamento e disuguaglianza nelle transizioni scolastiche” del sociologo Marco Romito (Guerini e Associati, Milano 2016).

Una riflessione di Claudio Cavallari, insegnante della scuola primaria nel bolognese, sulle dinamiche normalizzanti e pseudoscientifiche della valutazione formativa rispetto agli alunni di origine straniera.

Pubblichiamo un dialogo tra Mary Posa* e lo scrittore Fabio Ivan Pigola, autore del romanzo “La forma fragile del silenzio“, Edizioni della Sera, collana Istantanee, uscito a marzo 2016.

Dalla ristampa in italiano del Mein Kampf all’evaporazione della storia dal curricolo della scuola pubblica. Un commento di Girolamo De Michele.

Il regista svizzero Milo Rau è il fondatore dell’International Institute of Political Murder. La sua ricerca teatrale è caratterizzata da un interesse per il teatro politico e da un’indagine basata su testimonianze storiche dirette. Spesso nei suoi lavori Milo Rau opera una particolare forma di reenactment: una ricostituzione di eventi, estremamente mediatizzati, appartenenti alla memoria collettiva, nel tentativo di ricercare una rappresentazione storica più vicina alla verità, grazie a degli elementi documentari.

Riflessioni a partire da un progetto di scambio universitario tra l’Università di Siena e quattro università palestinesi. Se ne parla sabato 4 giugno, a Siena, al Circolo Arci Lavoro e Sport (Via Pispini 18).

Pubblichiamo l’intervista di Rosa Moussaoui ad Achille Mbembe uscita su “L’Humanité” in occasione della pubblicazione del libro Politiques de l’inimitié. La traduzione è a cura di Lorenzo Alunni e Nicola Perugini.

Da gennaio 2017 entrerà in vigore la nuova legge sul cinema, di cui dallo scorso dicembre raccontiamo aspetti propositivi e criticità.

A fronte di dibattiti pubblici sempre più islamofobici ed etnocentrici, spesso focalizzati sulla costruzione dell’arabo-musulmano come “pericoloso” in quanto irrimediabilmente “diverso”, pubblichiamo questo articolo di Enrico Bartolomei ed Estella Carpiche che intende sviluppare ulteriormente, affrontando la questione del paradigma religioso-confessionale con cui spesso vengono interpretati il Medio Oriente e il mondo arabo, la critica avviata dal gruppo di studiosi su il male della banalità.[*]