
Il fiancheggiatore, il poeta e don Milani
Appunti su Langer e la scuola

Una riflessione sul teatro in carcere nata dall’esperienza etnografica e cura dei costumi nei laboratori teatrali realizzati da Gianfranco Pedullà con Francesco Rotelli e Roberto Caccavo, negli spazi della Casa Circondariale di Pistoia attraverso il progetto regionale “Teatro in Carcere”.

Giovedì 22 ottobre alle ore 17 nella Sala Storica della Biblioteca comunale di Siena, a cura di Incontrotesto, saranno lette alcune pagine narrative e saggistiche di Calvino. Questa iniziativa segue la mostra appena conclusa a Siena: “Italo Calvino. Il libro, i libri“.

Un resoconto dedicato a Metamorfosi una due giorni di incontri e spettacoli per discutere e praticare il teatro sociale. Una riflessione sul rapporto fra le arti performative, il disagio fisico-mentale e la marginalità sociale, che analizza, in particolare, le esperienze di teatro sociale dal punto di vista artistico oltre che terapeutico.

Abbiamo chiesto agli organizzatori e ai partecipanti di “Metamorfosi” di individuare e analizzare alcuni concetti chiave per comprendere il Teatro Sociale. È nato così un Glossario del Teatro Sociale che, nel tempo, si accrescerà di nuove voci.

Pubblichiamo di seguito la campagna di comunicazione a cura di “Educare alle differenze“: una due giorni di laboratori, scambio di buone pratiche, condivisione orizzontale di metodologie e strumenti didattici, incentrati sulla valorizzazione delle differenze, il contrasto alla violenza di genere e al bullismo omofobicodentro e fuori la scuola.

Durante i mesi invernali, nel fuoco del vivace dibattito sulla scuola che coinvolgeva governo, sindacati, docenti e studenti e mentre le leghe cattoliche e la Conferenza episcopale scagliavano l’arma della cosiddetta “ideologia del gender” per attaccare le esperienze di formazione che promuovono il superamento delle norme di genere che creano stigma e violenza, ha preso vita la decisione – tutta politica – di organizzare la seconda edizione di “Educare alle differenze“.

A seguito dell’intervento di Fabio Levi sul progetto Adopt Srebrenica, vincitore del premio Alexander Langer 2015, stringiamo il fuoco dell’analisi sulle commemorazioni del genocidio di Srebrenica a vent’anni dai fatti.

Il contributo che segue, frutto dell’intervento realizzato dall’autore in occasione del PREMIO INTERNAZIONALE ALEXANDER LANGER 2015, tenutosi alla Camera dei Deputati il 17 giugno, va ad inserirsi all’interno del percorso di approfondimento dedicato alla figura di Alenxander Langer.

A vent’anni dalla morte di Alexander Langer proponiamo un estratto da un articolo dell’intellettuale altoatesino pubblicato dalla rivista Azione nonviolenta nel 1987. Questo contributo va ad inserirsi in un approfondimento interamente dedicato a lui.