Redazione

Il limbo e il furore. Tracce di retoriche, segn...

di Federico Montanari (pubblicato su “alfabeta2”, n. 10 – giugno 2011) 1. “Rhetoric vs. reality” (?) È possibile delimitare un primo quadro, per forza di cose ancora necessariamente provvisorio, dei movimenti di rivolta che stanno rincorrendosi lungo le sponde del mediterraneo in questi ultimi mesi? E in che relazione stanno questi avvenimenti con i linguaggi e i discorsi della politica? Per quello che ci riguarda, e ci compete, si tratta di un quadro relativo ai legami fra comunicazione, strategie, forme semiotiche e retoriche; forme che tuttavia esprimono e articolano processi e trasformazioni di tipo politico e geopolitico. Ma subito vogliamo sottolineare, nello spirito di questo focus di “Alfabeta” sui linguaggi, che se le forme linguistico-semiotiche, specie in politica, non possono mai essere disgiunte dalle pratiche e azioni – cosa solo in apparenza ovvia – il problema è proprio stabilirne questo tipo di connessioni. Anzi, a tale proposito, abbiamo proprio l’impressione (ed è una prima ipotesi) che la grave miopia – peraltro ammessa da molti degli analisti “competenti” (esperti, politologi, addetti all’intellingence, diplomatici, molti degli stessi politici), l’ammettere cioè di essere stati colti “di sorpresa” da questi movimenti di rivolta, ora che tutti si affrettano a rincorrere gli eventi – consiste […]

Il secondo tempo di SNOQ

di Alessandra Molinero e Martina Tarasco Siena, 9 e 10 luglio Che cos’è Se Non Ora Quando? Non è la continuazione o la ripresa esplicita del vecchio femminismo, ma piuttosto un movimento eterogeneo che si autodefinisce esplicitamente “trasversale, popolare”. Una trasversalità prismatica che unisce (e appiattisce) nella differenza di genere tutte le altre differenze: le donne dei partiti come le “donne normali”, le conosciute promotrici romane come le donne di tutti gli altri comitati, le donne di destra come quelle di sinistra, le femministe storiche (quelle che, nonostante le diffidenze, hanno partecipato) come le donne che non si sono mai occupate di questi temi. Le protagoniste delle due giornate sono state le donne sconosciute dei comitati (molto apprezzabile il fatto che a moderare e presentare la prima lunga giornata di sabato siano state le donne del comitato senese, infaticabili organizzatrici delle due giornate, e non i volti conosciuti della scena romana) che si alternano ad altre associazioni e singole donne. I temi proposti dal comitato promotore, rivendicazioni che riguardano più che altro lo stato sociale e forse per questo largamente condivisibili, sono quelli del corpo delle donne, tanto esibito nelle pubblicità e così poco presente negli spazi pubblici; il lavoro […]

Crack. L’emozione di vincere perdendo un miliar...

di Massimiliano Vatiero [*] Ancor prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 6 Luglio, già alcune società di rating avevano espresso (inusualmente nella tempistica) parere negativo sulla manovra finanziaria; una manovra che occorre ricordare è stata anticipata prima dell’estate proprio per poter calmare i mercati, a ulteriore testimonianza che c’era e c’è sentore di pericoli imminenti sulla nostra economia. E anche il mercato, pochi giorni dopo, ha espresso il suo parere: la manovra non è credibile; e questo implica che per dare credito al Tesoro italiano occorre ripagare i titoli di Stato a tassi più alti, molto più alti di quelli tedeschi. Paradossalmente quello che doveva essere il rimedio (secondo chi l’ha proposta) per evitare questa situazione – la manovra finanziaria – ha rappresentato la conferma per gli investitori della scarsissima sostenibilità e consistenza dei conti pubblici italiani. Nella manovra la “correzione” del deficit nei quattro anni è pari a più di 40 miliardi di euro (ovviamente con il segno meno); di questi solo una piccola porzione peserà nel biennio 2011/12, mentre la quasi totalità è rimandata al biennio 2013/2014, che per di più sono anni elettorali (siano esse elezioni anticipate che non); malgrado le parole rassicuranti ma artificiose di Draghi […]

NPC!11 Non si può coprire qualcosa che brucia

di Francesco Tommasi Nasce in Valdarno il Festival Ne Pas Couvrir: una valle stretta fra le colline del Chianti da un lato e la catena montuosa del Pratomagno dall’altro, un territorio racchiuso da confini votati all’agricoltura mezzadrile. Mentre nel centro della valle, come per opposizione, le risorse disponibili hanno permesso lo sviluppo di piccoli centri urbani e industriali. Un fiume con il suo carico di detriti forniva la materia prima per la costruzione edile: cave sempre attive prelevavano dal suolo sabbia e rena, indispensabili per la costruzione delle nuove periferie. Non mancava la manodopera dei contadini che lasciavano l’altezza della campagna e la dura vita della mezzadria per trasformarsi in cittadini, operai, impiegati, minatori e riempire gli abitati popolari che qualcuno ancora oggi chiama “case Fanfani”. La miniera di lignite, o come viene chiamata localmente con il suo nome generico carbon fossile, era il motore propulsivo dello sviluppo industriale della zona. Il combustibile, trasportato con il trenino che parte e va come recita un famoso canto [1], veniva utilizzato, oltre che per il riscaldamento domestico, per alimentare le fucine dello sviluppo industriale: l’altoforno per la produzione del ferro de “La Ferriera del Valdarno”, le caldaie della centrale termoelettrica e le fornaci […]

Una giornata particolare. La polizia sgomberata...

Martedì 5 luglio, a Lavapiés bastano le mani levate in aria del movimento 15M per mandare via la polizia. Di seguito la cronaca di questa giornata particolare, forse la prima di tante altre. [<a href=”http://storify.com/lavoroculturale/una-giornata-particolare-martedi-5-luglio-la-poliz” target=”blank”>View the story “Una giornata particolare. La polizia sgomberata pacificamente da Lavapiés” on Storify]</a>

Proposta per un nuovo Teatro Valle

Riprendiamoci il Valle [Pubblichiamo il comunicato stampa presentato dagli occupanti nel corso della conferenza di martedì 5 luglio] www.teatrovalleoccupato.it  Il 14 giugno un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello Spettacolo, cinema/teatro/danza, artisti/tecnici/operatori, hanno occupato il Teatro Valle per salvarlo da un futuro incerto e da un bando pubblico che lo affiderebbe a un privato. Gli occupanti hanno lanciato un appello firmato da oltre 8000 persone. Cittadini, artisti, addetti ai lavori, operatori, personalità della cultura italiana e internazionale, hanno partecipato alla vita del Teatro Valle, che si è affermato come spazio dal forte valore simbolico a livello nazionale, luogo di condivisione di idee ed esperienze, elaborazione di pensiero politico e critico, secondo una scelta di cittadinanza attiva. Dal confronto nato nelle assemblee di queste settimane è emerso chiaramente che il Teatro Valle deve rimanere pubblico, ed essere riconosciuto e tutelato come un bene comune, con un diritto soggettivo ed un finanziamento dedicato alla gestione delle attività, nelle forme giuridiche di ente o di fondazione. Circa la sua vocazione artistica si è affermata l’idea di creare un centro dedicato alla drammaturgia italiana e contemporanea. Nel 150° dell’Unità d’Italia è fondamentale la nascita di un teatro dedicato alla scrittura teatrale, attento alla formazione […]

Non guardate gli spettacoli, fateveli raccontar...

di Vincenzo Idone Cassone Il 23 giugno, in occasione di Vdf 2011 è andato in scena Sonno, della compagnia Opera (di Vincenzo Schino), premio Lia Lapini 2010. Nel titolo come nell’opera corrono sotterraneamente due riprese fondamentali del suo messaggio e immaginario: da una parte i Caprichos di Goya (su tutti, il primato intellettuale de Il sonno della ragione genera mostri; ma sono i ritratti dello spagnolo ad aver condizionato la mano di Pierluca Cetera, autore delle tele); dall’altra il mondo sconvolto dal caos di Macbeth, mondo in cui, distrutto l’ordine naturale, il sonno non è più possibile. Tutti questi riferimenti, alcuni espliciti altri meno, puntellano e cospargono il testo di piccoli rimandi e illusioni che sembrano confondersi e non mirare ad una struttura e ad una storia precisa; così come l’opera più che uno sviluppo narrativo sembra puntare sul percorso emozionale e sull’impatto, anche feroce, che le immagini e i suoni procurano nello spettatore. Come al solito, pienone; una quarantina di persone. Mi sono chiesto quanta gente, prima dello spettacolo, avrebbe voluto vederlo e non ha potuto. Quante persone lo avrebbero apprezzato o compreso più di me. Quante non sono volute venire volontariamente e quante non sono state raggiunte dalla […]

Referendum sull’acqua: il popolo italiano non h...

di Marco Bersani [In vista dell’Assemblea nazionale dei movimenti per l’acqua che si terrà a Roma sabato 2 e domenica 3 luglio pubblichiamo, su gentile concessione dell’autore, questo articolo apparso venerdi 1 luglio sul sito di Attac Italia. Il programma dell’assemblea nazionale è consultabile su www.acquabenecomune.org] Sono passate non più di due settimane dalla straordinaria vittoria referendaria sull’acqua e l’apparato politico istituzionale sembra essersi dimenticato la portata storica dell’evento. Così come con scarsa attenzione fu rilevato il record di raccolta firme – 1,4 milioni – ottenuto lo scorso anno dai movimenti per l’acqua nel più totale silenzio mass-mediatico (salvo poi scoprire lo “straordinario” ribaltone alle recenti elezioni amministrative), oggi l’insieme dei poteri forti economici e politici sembra accomunato da un unico obiettivo : negare, rimuovere, depotenziare. Quasi nessuno – salvo qualche opinionista illuminato come Ilvo Diamanti – sembra essersi accorto che, con i due sì della maggioranza assoluta del popolo italiano, si sia di fatto sancita, per la prima volta dopo decenni, la sconfitta con voto democratico e popolare delle politiche liberiste nel loro complesso e si sia affermata una fortissima istanza di democrazia diretta e di nuova partecipazione sociale. Certo, per chi da sempre è abituato alla manipolazione della […]

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