Tullio De Mauro

Tra colonialismo digitale e valutazionismo. Con...

Pubblichiamo un’intervista a Tullio De Mauro, insigne linguista ed esperto dell’istruzione italiana, a margine della conferenza da lui tenuta a Siena il 13 maggio 2014 su “Vecchio e nuovo nel Nuovo vocabolario di base della lingua italiana”.

Di cosa parliamo quando parliamo di “comp...

Guardaci, adesso, in queste celle, su questi piatti infrangibili, tra schiere di lavandini immortali, di armadi fedeli e di devoti gabinetti: eccola qua, Kelvin, la nostra missione. (S. Lem, Solaris, tr. it. integrale di V. Verdiani, Sellerio, Palermo 2013, p. 273) Assaggiare gli effetti di senso di alcune parole senza farsi irretire dalla loro ridondanza mediatica, scavare nella genealogia del loro uso, andare a tentoni in cerca della cornice semantica all’interno della quale si muovono, tra gli anfratti oscuri dell’ideologia, è solo un modo di valutare le visioni di lungo periodo con cui il discorso pubblico investe società e istituzioni. Quindi pesare le parole che fanno il dibattito globale sull’istruzione e sulla scuola, e poi analizzarne l’uso nel discorso politico italiano, ci dice solo qualcosa di come vorremmo che fossero scuola e istruzione. Ma non ci dice niente della plurivocità di sensi, di contraddizioni ed eccedenze, che sono la scuola e l’istruzione nei paesi a capitalismo avanzato. Così il sistema scolastico italiano, irretito da contraddittorie direttive ministeriali, riforme miopi e ansie di modernizzazione istantanea stabilisce un certo numero di cose che uno studente dovrebbe saper fare alla fine del proprio percorso di studi, volgendosi idealmente ad una lista molto precisa […]

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