testimonianza

Democrazie della ricostruzione

L’Aquila. 900 giorni dopo. Oltre 35.300 le persone ancora fuori dalle loro abitazioni. Le scosse continuano, seppure con minore intensità e frequenza. La ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma fuori dal centro storico procede faticosamente. Il centro storico, uno dei più grandi e preziosi d’Italia, resta per lo più inaccessibile. La comunità, sfaldata. Certamente forte, a tratti stanca. Le Istituzioni, confuse. Almeno in apparenza.

Vincenzo Cascone – Iblei. Storie e luoghi...

Registrazione audio dell’incontro con Vincenzo Cascone, autore del film Iblei. Storie e luoghi di un parco, sui temi dell’identità culturale e della patrimonializzazione. Con Fabio Mugnaini (docente di Antropologia – Università di Siena) e Stefano Jacoviello (docente di Semiologia dello spettacolo – Università di Siena). Coordinato da Mariateresa Grillo (antropologa, operatrice editoriale). Evento speciale del seminario “il lavoro culturale”.

Il sangue verde

Andrea Segre – Il sangue verde

Il quarto appuntamento de il lavoro culturale si situa al centro dell’attualità politica. Egitto, Tunisia, Libia: la caduta dei regimi dittatoriali nordafricani sta producendo stravolgimenti politici ed economici di portata internazionale. Intanto, il mondo politico italiano si dichiara spaventato dall’esodo biblico di migliaia di persone verso le coste italiane.

Arance Rosarno

Le arance non cadono dal cielo

“Le arance non cadono dal cielo” è una frase di uno striscione che è stato affisso davanti al Ministero dell’Agricoltura a Roma da un centinaio di braccianti africani di Rosarno, il 7 gennaio 2011.

Contro i falsi profeti: un’ora di intelligenza

di Silvia Jop e Davide Gangale Erano i primi anni Settanta quando Franco Rotelli e Mariagrazia Giannichedda incontravano Trieste, il manicomio e Franco Basaglia. Con l’arrivo in Friuli, dopo essersi imbattuti nell’architettura e nelle prassi criminali dell’istituzione totale che agiva un’azione coattiva e violenta sui soggetti che vi erano reclusi, avevano cominciato a contribuire ad un processo di liberazione che avrebbe cambiato radicalmente il volto di questo paese. Mentre le pareti del manicomio venivano abbattute, si cominciava a restituire alle città e alla società nel suo complesso l’altro sé. Si svelava quindi il volto della contraddizione che era stato relegato al di là del muro, racchiuso tra inferriate e mattoni. Alle prese con la distruzione di quel grande carcere eretto per contenere le persone che erano state marchiate a vita come “irrecuperabili”, si sovvertivano anche i principi primi di una cultura che aveva fatto dell’assolutizzazione del concetto di salute e di quello di normalità il suo mito fondativo. Superati i primi anni del duemila, Franco Rotelli e Mariagrazia Giannichedda continuano ad incontrarsi scontrandosi con i residui di quell’istituzione totale e praticando, nello spazio delle loro quotidianità, visioni del mondo alternative. Neutralizzando con grande eleganza i rischi di un facile amarcord, […]

Nuove lucciole. Spazi di resistenza culturale

“Nei primi anni Sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell’inquinamento dell’acqua sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c’erano più. (Sono oggi un ricordo abbastanza straziante del passato)”. Con questa straordinaria metafora “poetico ecologica”, come l’ha chiamata Didi-Huberman, Pasolini lanciava una delle sue più strazianti denunce. Le lucciole sono scomparse, ovvero: la stessa cultura popolare o d’avanguardia, a cui Pasolini fino a quel momento riconosceva una pratica di resistenza è stata assorbita da una cultura di massa totalizzante. L’intellettuale italiano parla di un vero e proprio “genocidio culturale”, della scomparsa delle condizioni antropologiche di resistenza al potere centralizzato. “Ho visto con i miei occhi – dice Pasolini – il comportamento coatto del potere dei consumi ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano fino a una irreversibile degradazione”. Lette oggi quelle parole sembrano profetiche. I lunghi anni dell’impero berlusconiano hanno portato a compimento una rivoluzione culturale senza precedenti. In questi anni il potere politico si è mostrato in tutta la sua volgarità e brutalità, chiuso nel Palazzo, impegnato in festini a base di “escort”. Intanto fuori dal palazzo dilagavano stereotipia sociale e orge […]

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