Interviste

Intervista a Fabio Mugnaini

Fare patrimonio. Siena: da città patrimonio dell’UNESCO a Città Europea della Cultura. a cura di Mariateresa Grillo e Francesco Tommasi

Intervista al rettore Angelo Riccaboni

“Dobbiamo risanare senza desertificare!” da il Parere Questa intervista è stata originariamente pubblicata online sul sito de il Parere il 18 marzo. “Innanzi tutto vi ringrazio per l’intervista perché credo che sia molto importante il rapporto con il mondo dei giovani e degli studenti, e noi siamo qui per gli studenti… È la prima cosa da sottolineare”. Ci troviamo al Rettorato, nell’ufficio del rettore dell’Università di Siena: Angelo Riccaboni. Siamo qui per parlare con lui di università, di cultura, di giovani… A partire dalla spinosa questione di Fieravecchia. In seguito alle rimostranze – nate in seno alla comunità studentesca – a proposito della possibile chiusura della storica sede della facoltà di Lettere e Filosofia, infatti, il nostro giornale si era interessato alla vicenda approfondendola in un articolo pubblicato il 09/03/2011. In breve l’articolo aveva suscitato un grande interesse presso i lettori, divenendo uno degli articoli più cliccati dalla nascita de il Parere. La nostra intervista a Riccaboni parte dunque proprio da una domanda su Fieravecchia… Come stanno le cose? “Ci sono tante questioni, iniziamo da questa. È chiaro che siamo in una situazione finanziaria difficile, quindi bisogna trovare le risorse necessarie per uscirne. Per noi è prioritario prima di tutto […]

Contro i falsi profeti: un’ora di intelligenza

di Silvia Jop e Davide Gangale Erano i primi anni Settanta quando Franco Rotelli e Mariagrazia Giannichedda incontravano Trieste, il manicomio e Franco Basaglia. Con l’arrivo in Friuli, dopo essersi imbattuti nell’architettura e nelle prassi criminali dell’istituzione totale che agiva un’azione coattiva e violenta sui soggetti che vi erano reclusi, avevano cominciato a contribuire ad un processo di liberazione che avrebbe cambiato radicalmente il volto di questo paese. Mentre le pareti del manicomio venivano abbattute, si cominciava a restituire alle città e alla società nel suo complesso l’altro sé. Si svelava quindi il volto della contraddizione che era stato relegato al di là del muro, racchiuso tra inferriate e mattoni. Alle prese con la distruzione di quel grande carcere eretto per contenere le persone che erano state marchiate a vita come “irrecuperabili”, si sovvertivano anche i principi primi di una cultura che aveva fatto dell’assolutizzazione del concetto di salute e di quello di normalità il suo mito fondativo. Superati i primi anni del duemila, Franco Rotelli e Mariagrazia Giannichedda continuano ad incontrarsi scontrandosi con i residui di quell’istituzione totale e praticando, nello spazio delle loro quotidianità, visioni del mondo alternative. Neutralizzando con grande eleganza i rischi di un facile amarcord, […]

L’ingegner Gadda a Siena

Una questione di qualità di Giulia Romanin Jacur Non capita spesso di vedere uno spettacolo di alta qualità, che permette di distinguere tra quello che è veramente il teatro, e quello che ne è solamente una caricatura. Uno spettacolo che, oltre ad un godimento immediato, oltre cioè a riportare in vita il mondo fantasmagorico di Gadda e del suo compagno Shakespeare, porti l’attenzione sul teatro, sulla letteratura e sulla nostra Italia contemporanea. Il teatro che coglie nel segno è quello che nell’immediato suscita delle emozioni, può far ridere, animare, anche sconvolgere, e poi, nei giorni successivi, lascia in sospeso una serie di riflessioni. Perché dunque valeva la pena di non rimanere a casa comodamente seduti sul divano, e al contrario di andare al Teatro dei Rinnovati a Siena il 23 febbraio, ossia poco meno di una settimana fa a vedere lo spettacolo L’ingegner Gadda va alla guerra? In scena c’erano solo un attore, una sedia, e nient’altro. Fabrizio Gifuni, instancabile, per quasi un’ora e mezza ha alternato la presenza in scena di vari personaggi, supportato soltanto da cambi di luci e brevi istanti di buio. Il ritmo risultava sostenuto dall’inizio alla fine, grazie al forte apporto dato dall’espressione del corpo: […]

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